Android ha raddoppiato la velocità del web in due anni
Google annuncia che Android è ora la piattaforma mobile più veloce per la navigazione web, con prestazioni raddoppiate in due anni grazie a ottimizzazioni coordinate tra software e hardware.
Il risultato di ottimizzazioni coordinate tra Google, produttori di chip e telefoni, misurate con un nuovo strumento.
Stai scorrendo il feed, apri un link, e la pagina è già lì. Nessuna rotella che gira, nessun attimo sospeso nel vuoto digitale. È una sensazione piccola, quasi banale, ma chi ha vissuto anni di attese su mobile sa quanto possa cambiare l’umore di un pomeriggio. Questa fluidità non è un caso: è il risultato diretto di quanto annunciato oggi da Google. Stando a l’annuncio ufficiale sul blog di Chromium, Android è ora la piattaforma mobile più veloce per la navigazione web — un traguardo che arriva dopo anni di ottimizzazioni silenziose e coordinate tra Google, i produttori di telefoni e i team di Chrome.
La sorpresa nella tua tasca: quando Android diventa più scattante
La cosa interessante è che questo cambiamento non riguarda solo chi apre Chrome ogni mattina. Più del 90% delle app Android usa WebView, il componente che permette alle applicazioni di mostrare contenuti web senza aprire un browser vero e proprio. Significa che quando usi un’app di notizie, un social, o persino certi strumenti di produttività, stai già beneficiando di questi miglioramenti. La velocità del web, in sostanza, è la velocità del tuo telefono. Non è un dettaglio secondario: è quasi tutto.
Il punto di partenza di questo annuncio è concreto. I caricamenti delle pagine sono oggi più veloci del 4-6% e le interazioni ad alta percentuale — quelle situazioni in cui il telefono è sotto pressione, con tante cose aperte insieme — sono più rapide del 6-9% sui modelli più recenti, per gli utenti reali nel mondo reale. Non sono numeri da laboratorio: sono rilevati sul campo. Ma come ci sono arrivati? La risposta è nei dettagli tecnici, e vale la pena capirli.
Dietro le quinte: i numeri che fanno la differenza
Per misurare le prestazioni di un browser su un telefono, il metodo tradizionale era usare benchmark generici, pensati principalmente per desktop. Il problema è che un telefono non è un computer: ha chip diversi, vincoli energetici, memorie più lente. Per questo Google, insieme ai partner produttori di telefoni, ha sviluppato un nuovo strumento chiamato LoadLine — puoi trovare il codice nella repository ufficiale di LoadLine. Lo strumento esiste in due varianti: una pensata per i telefoni, che simula una navigazione web mobile tipica, e una per i tablet Android. L’obiettivo era ottimizzare non solo il browser, ma l’intero stack — cioè il modo in cui software e hardware lavorano insieme, dalla gestione della memoria al modo in cui il processore distribuisce i carichi.
I risultati sono stati sorprendenti. I punteggi di Speedometer di Chrome su Android sono più che raddoppiati negli ultimi due anni circa — un dato presentato anche in una presentazione tecnica su Chromium al FOSDEM 2025. Speedometer è il benchmark più rispettato per misurare la reattività dei browser nelle interazioni quotidiane: simulare form, click, transizioni di pagina. Raddoppiarlo in due anni è un progresso che, in questo settore, si vede raramente. E poi c’è il dato LoadLine: i telefoni Android di fascia alta ottengono punteggi fino al 47% più alti rispetto ai concorrenti non Android. Alcuni flagship hanno migliorato i propri punteggi — sia su Speedometer che su LoadLine — del 20-60% anno su anno rispetto ai modelli precedenti. Pensateci: comprare un nuovo telefono Android oggi significa ottenere prestazioni web radicalmente diverse da quelle del modello dell’anno scorso.
Tradotto in esperienza quotidiana: meno attese, meno frustrazione, più tempo a leggere e meno a fissare uno schermo che carica. Non è una promessa futura. Sta già accadendo.
Corsa alla velocità: Android e il panorama competitivo
Ovviamente Android non corre da solo. Apple non è rimasta ferma: tra Safari 17.0 e Safari 17.4, stando ai dati pubblicati dal team WebKit sul blog ufficiale di WebKit, il punteggio complessivo su Speedometer 3.0 è migliorato di circa il 60%. Un salto significativo. Su Speedometer 2.1, Safari 17.4 è circa il 13% più veloce di Safari 17.0. Numeri che, sulla carta, non sembrano inferiori. Eppure è proprio qui che la differenza si fa interessante: la strategia di Google non punta solo al browser, ma all’intero sistema. LoadLine è stato costruito per ottimizzare software e hardware insieme, coinvolgendo i produttori di chip e di telefoni in una logica coordinata che Apple — con il suo controllo verticale ma su un solo hardware — ha struttura diversa per replicare allo stesso modo.
La competizione tra le due piattaforme sul fronte delle prestazioni web è più viva che mai, e questo è una buona notizia per tutti. Quando Android accelera, Apple risponde. Quando Safari migliora, Google deve correre. Il beneficiario finale è chi tiene uno smartphone in mano ogni giorno. Android non sta solo correndo più veloce oggi; sta tracciando la strada per un mobile web sempre più reattivo, spingendo tutti a rincorrere i nuovi standard di performance. E la prossima volta che una pagina si apre prima ancora che tu abbia finito di pensare di cliccarci, saprai da dove viene quella piccola, discreta magia.