Google toglie il volante agli inserzionisti
Google ritira i Dynamic Search Ads e impone AI Max da settembre 2026, togliendo il controllo agli inserzionisti. Microsoft offre alternative flessibili.
Google ritira i dynamic search ads e impone l’intelligenza artificiale nelle campagne pubblicitarie entro settembre 2026
Immagina di essere un piccolo imprenditore con un e-commerce di nicchia. Hai passato mesi a ottimizzare le tue campagne Dynamic Search Ads, imparando a dosare parole chiave e a leggere i report. Un giorno apri la console di Google Ads e vedi un avviso: “La tua campagna verrà aggiornata automaticamente ad AI Max entro settembre 2026”. Nessun “no grazie”, nessun pulsante per restare dov’eri. È come se il concessionario ti dicesse che la tua auto, perfettamente funzionante, verrà sostituita con un modello a guida autonoma – e tu puoi solo guardare.
Addio DSA, benvenuto AI Max
Google ha effettivamente ritirato i Dynamic Search Ads, uno strumento che permetteva di puntare automaticamente a pagine del sito senza dover scrivere ogni singola keyword. Al suo posto arriva AI Max, una suite che promette di gestire tutto da sola: dalla selezione delle query alla generazione dei titoli. Già a maggio 2025 Google aveva lanciato la beta globale, e ora – come racconta l’e-commerce ha smesso di contare i click – il test è finito. L’uscita dalla beta è stata annunciata con tono trionfale: Google Ads ha appena cambiato le regole del gioco, recita il comunicato. I dati interni parlano di un incremento medio del 7% nelle conversioni, a parità di costo per azione. Un numero che fa gola a qualsiasi marketer.
Ma c’è un prezzo: l’AI pubblicitaria promette più click ma toglie il controllo. A partire da settembre 2026, Google renderà obbligatoria l’AI nelle campagne pubblicitarie: tutte le campagne che usano DSA, asset creati automaticamente o la corrispondenza generica verranno migrate forzatamente. Lo conferma anche l’aggiornamento ad AI Max automatico senza possibilità di scelta. Il messaggio è chiaro: o ti fidi dell’algoritmo, o resti indietro. E per chi vuole ancora un minimo di leva umana, la sensazione è di essere stati messi da parte.
L’ombra di Microsoft e la partita del controllo
Proprio mentre Google serra le file, Microsoft ha risposto a pochi giorni di distanza con strumenti AI flessibili. Il 21 aprile 2026, Redmond ha presentato AI Max for Search, Offer Highlights e funzionalità di generazione del pubblico. Sulla carta è la stessa tecnologia, ma con una differenza sottile: Microsoft insiste sulla possibilità di mantenere un controllo granulare sulle parole chiave, almeno per ora. Nella corsa all’efficienza pubblicitaria, il vero campo di battaglia non è più l’algoritmo – è la fiducia.
Cosa cambia per un marketer medio? I dati parlano di un 7% in più di conversioni per chi adotta l’intera suite AI Max, ma quel numero nasconde il costo di un’intelligenza che decide al posto tuo.
Se domani l’algoritmo sbaglia target o spreca budget, potrai solo guardare il report. E mentre Google aggiorna tutte le campagne DSA con scadenza a fine settembre 2026, gli inserzionisti più scafati stanno già testando alternative – o preparandosi a un nuovo tipo di dipendenza.
La partita è appena cominciata. Da tenere d’occhio: i prossimi report di performance, le reazioni delle authority sulla concorrenza e, soprattutto, se Microsoft riuscirà a trasformare la sua “flessibilità” in un vero vantaggio competitivo. Per ora, l’unica certezza è che il volante non è più nelle nostre mani.