Microsoft ha superato 37 miliardi di ricavi annuali dall'AI

Microsoft ha superato 37 miliardi di ricavi annuali dall’AI

Microsoft ha superato 37 miliardi di ricavi annuali dall'AI, con una crescita del 123%. Google Cloud raggiunge 20 miliardi.

L’infrastruttura AI costa centinaia di milioni e i margini ne risentono

Immagina di aprire Outlook domani mattina e chiedere a Copilot di riassumere le ultime venti email accumulate nel weekend. Due secondi, e hai già il succo della tua giornata. Sembra magia, ma sotto il cofano c’è Azure che gira a pieno regime — e quei giri di motore, moltiplicati per centinaia di milioni di utenti, producono numeri che fanno girare la testa. Stando al comunicato ufficiale dei risultati Microsoft del terzo trimestre fiscale 2026, il business AI dell’azienda ha superato un tasso di ricavi annuali di 37 miliardi di dollari, in crescita del 123% su base annua. Non è un obiettivo futuro. È già successo.

Da un prompt a 37 miliardi

I numeri complessivi del trimestre concluso il 31 marzo 2026 sono di quelli che si leggono due volte per credere: fatturato totale a 82,9 miliardi di dollari, in aumento del 18%, con un utile netto di 31,8 miliardi (+23%). Il cloud di Microsoft ha toccato 54,5 miliardi di dollari di ricavi trimestrali (+29%), e Azure da sola ha accelerato del 40% su base annua. Per capire quanto sia rapida questa crescita, basta un confronto: già nel gennaio 2025, il comunicato del secondo trimestre fiscale 2025 parlava di un run rate annuale dell’AI fermo a 13 miliardi di dollari. In poco più di un anno, quella cifra è quasi triplicata. È come se un’azienda di medie dimensioni fosse diventata gigante nel tempo di una stagione televisiva.

La cosa che colpisce di più non è solo la dimensione, ma la velocità. Il 123% di crescita anno su anno significa che ogni trimestre Microsoft sta praticamente riscrivendo le proprie aspettative. Per chi usa Copilot nelle app di Office, Teams o nel browser, tutto questo si traduce in funzioni che migliorano ogni aggiornamento: riassunti, suggerimenti, trascrizioni automatiche. Il “cosa cambia per me?” è già qui, ed è concreto.

Ma questi numeri da capogiro nascondono anche qualche tensione.

Il prezzo della crescita

Eppure, non tutto luccica allo stesso modo nel conto profitti. L’analisi di CNBC sul margine operativo implicito segnala che Microsoft si attesta al 45,1% per il terzo trimestre fiscale, sotto il consenso degli analisti di StreetAccount che si aspettavano il 45,5%. Mezzo punto percentuale può sembrare pochissimo, ma su fatturati di questa taglia rappresenta centinaia di milioni di dollari. La crescita costa, e si vede.

Il motivo è abbastanza intuibile: costruire e mantenere l’infrastruttura AI richiede investimenti enormi in chip, data center, energia e personale specializzato. Non è come aggiungere una funzione a un’app — è come costruire nuove autostrade ogni trimestre per reggere il traffico in esplosione. E poi c’è OpenAI. Secondo il comunicato di OpenAI, Microsoft ha investito oltre 13 miliardi di dollari nella società e detiene oggi una partecipazione nel capitale valutata 135 miliardi, pari a circa il 27% su base diluita. Una scommessa colossale, che lega indissolubilmente le sorti di Azure a quelle di GPT-4 e dei suoi successori.

Il paradosso è evidente: più l’AI cresce, più Microsoft deve investire per sostenere quella crescita, e più i margini subiscono pressione. È la classica tensione tra scalare veloce e scalare bene. Per gli utenti finali, questo si traduce in servizi che migliorano rapidamente ma in un’azienda che deve costantemente bilanciare innovazione e redditività. Con una partecipazione da 135 miliardi in OpenAI, la posta in gioco è altissima. Ma la concorrenza non sta a guardare.

Google Cloud all’attacco

E mentre Microsoft macina numeri, Google Cloud supera per la prima volta i 20 miliardi di dollari di fatturato trimestrale. I risultati di Alphabet del primo trimestre 2026 mostrano 20,03 miliardi di dollari contro i 18,05 stimati dagli analisti: un sorpasso netto sulle aspettative. E cosa ha trascinato la crescita? Le soluzioni AI aziendali, diventate per la prima volta il principale motore di crescita del cloud di Google nel Q1 2026. La storia si assomiglia, ma i protagonisti sono due.

C’è però un dettaglio interessante: secondo il report di TechCrunch sui vincoli di capacità di Google Cloud, la crescita sarebbe potuta essere anche più alta, se solo l’infrastruttura avesse retto. In altre parole, la domanda supera l’offerta. Anche Google, come Microsoft, sta costruendo le strade mentre le auto ci corrono sopra.

La sfida tra i due giganti è ormai dichiarata: entrambi puntano sull’AI come principale motore di crescita del cloud, entrambi faticano a stare dietro alla domanda, entrambi sacrificano margini a breve per dominare un mercato che potrebbe valere trilioni nei prossimi anni. Per chi usa questi servizi ogni giorno — che sia Copilot su Windows o Gemini su Google Workspace — la gara tra i due si traduce in più funzioni, più aggiornamenti, più capacità. Il lettore, alla fine, è seduto in prima fila di una corsa che non si fermerà presto. Ma chi taglierà il traguardo per primo? La risposta dipende da chi riuscirà a scalare senza intoppi — e al momento, nessuno dei due ci è riuscito davvero.

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