NVIDIA non vende più chip: affitta energia per l'intelligenza artificiale per i prossimi 20 anni

NVIDIA non vende più chip: affitta energia per l’intelligenza artificiale per i prossimi 20 anni

Nvidia ha siglato un accordo ventennale con SB Energy per fornire capacità di calcolo a OpenAI in Ohio, con un valore potenziale di 600 miliardi di dollari.

NVIDIA prenota 4,25 gigawatt di capacità in Ohio per vent’anni, con OpenAI come inquilino principale

Apri ChatGPT e chiedi di scrivere la mail per il capo o di spiegarti la differenza tra un forno a microonde e uno tradizionale. Lo fai in pochi secondi. Non ci pensi due volte. Eppure, secondo le nuove policy ideas di OpenAI, ChatGPT è utilizzato da 1 miliardo di persone in tutto il mondo. Un miliardo.

E non è solo una passione da nerd: sempre secondo il documento di policy di OpenAI, OpenAI ha più utenti adulti sia sotto che sopra i 30 anni rispetto a qualsiasi altro laboratorio di frontiera. Stiamo parlando di un servizio diventato mainstream in tempi record.

Dietro quelle risposte c’è un’industria che nessuno vede

Per rispondere a tutte queste richieste serve una potenza di calcolo mostruosa. E chi la fornisce? NVIDIA. Non è un caso: secondo il report di Hugging Face sui modelli aperti, AMD e NVIDIA hanno pubblicato ciascuno più di 200 repository di modelli nel 2026. E Google e Meta? Molto più indietro, come mostra lo stesso report di Hugging Face.

NVIDIA non è più un’azienda di chip. È un’azienda di energia computazionale.

Un affitto ventennale nell’Ohio

La notizia che ha fatto sobbalzare gli analisti è questa: NVIDIA ha annunciato la partnership con SB Energy per assicurarsi capacità LPS presso il PORTS-Pike Technology Campus a Portsmouth, Ohio, per ospitare il calcolo NVIDIA, con OpenAI come inquilino.

Non è un accordo di fornitura tradizionale. È una mossa da utility elettrica. Il dispiegamento iniziale dovrebbe fornire la capacità AI factory iniziale di 4,25 gigawatt. Per capire: è come se NVIDIA prenotasse una centrale elettrica per i prossimi due decenni.

Ogni generazione di sistemi AI factory di nuova generazione dispiegati a PORTS-Pike potrebbe rappresentare circa 1,5 milioni di GPU NVIDIA, o circa 150-200 miliardi di dollari di ricavi NVIDIA. E non parliamo di un investimento una tantum: il sito può supportare più cicli di aggiornamento in 20 anni, come riportato da il campus PORTS-Pike. NVIDIA potrebbe estendere l’accordo oltre i 4,25 gigawatt iniziali per assicurarsi la capacità rimanente di 3,75 gigawatt, portando l’estensione dell’accordo a un totale di 8 gigawatt. L’opportunità complessiva? Circa 600 miliardi di dollari di calcolo NVIDIA fino al 2030, secondo l’opportunità di calcolo complessiva.

Il meccanismo finanziario è altrettanto interessante. NVIDIA sostiene l’infrastruttura LPS a PORTS-Pike per circa 4 gigawatt per un periodo di 20 anni. La garanzia diventerà effettiva in fasi man mano che i data center saranno messi in servizio tra il 2028 e il 2030, come dettagliato da la garanzia di NVIDIA. Ma attenzione: il supporto di NVIDIA è limitato a porzioni definite dei pagamenti di locazione e energia, insieme a un impegno di valore residuo specificato, non al costo totale del sito o a tutti gli obblighi dell’inquilino, come chiarito da il supporto di NVIDIA.

In pratica, NVIDIA condivide il rischio ma non se ne fa carico per intero.

Chi paga il leasing? OpenAI, come riportato da. E se OpenAI non dovesse usare tutta la capacità? Nessun problema: la capacità può essere rivenduta a un altro inquilino qualificato nella rete globale di NVIDIA di fornitori di servizi cloud, imprese, laboratori AI e startup, come spiega il campus nell’Ohio. E la piattaforma CUDA rende il calcolo NVIDIA versatile, fungibile e durevole, supportando la capacità di ridistribuire capacità produttiva nel tempo.

Cosa cambia per te, domani mattina

Dietro questo affare c’è un cambiamento epocale: NVIDIA non vende più chip, affitta calcolo. Stiamo passando da comprare un computer a pagare la bolletta. E questo ha conseguenze dirette su quanto costa l’IA per tutti noi.

Da un lato, costi più prevedibili per chi sviluppa modelli. Dall’altro, una concentrazione di potere senza precedenti. Chi controllerà questa infrastruttura controllerà l’accesso all’intelligenza artificiale del futuro. E la privacy? Con miliardi di richieste che passano attraverso pochi data center enormi, la domanda non è più se qualcuno può guardare i tuoi dati, ma quanto è facile farlo.

Non è un ritorno al passato. È un nuovo tipo di servizio pubblico, ma senza regole pubbliche. Da tenere d’occhio: come risponderanno i regolatori europei? E come si muoveranno concorrenti come AMD o startup specializzate? La partita è appena iniziata.

La prossima volta che chiedi a ChatGPT qualcosa, ricorda: dietro c’è un gigawatt di infrastruttura, un contratto ventennale e una scommessa da 600 miliardi di dollari.
🍪 Impostazioni Cookie