Google ha chiuso le porte e Keenable ha aperto una finestra

Google ha chiuso le porte e Keenable ha aperto una finestra

Keenable, supportata da Accel, raccoglie 26 milioni di dollari e offre un indice di 100 miliardi di documenti per agenti AI, mentre Exa domina il mercato.

Google e Microsoft chiudono le API tradizionali, mentre le startup creano indici web per agenti.

Immagina di essere uno sviluppatore che sta costruendo un agente AI per il customer support. Ti serve una ricerca web affidabile. Provi l’API Custom Search JSON di Google: non è più disponibile per nuovi clienti. Bing? Le API standalone sono sparite. Sei bloccato. Fino a poco fa quei servizi funzionavano. Oggi no. Ma oggi arriva una risposta concreta: Keenable, supportata da Accel, sta indicizzando il web per gli agenti AI. Secondo TechCrunch, Keenable ha raccolto 26 milioni di dollari da Accel e Conviction.

Il blocco di partenza: quando le API di ricerca spariscono

Il blocco non è un’ipotesi da incubo per chi sviluppa software. L’API Custom Search JSON di Google non è disponibile per i nuovi clienti e verrà dismessa il 1° gennaio 2027, come si legge nella documentazione ufficiale di Google. Microsoft, dal canto suo, ha ritirato le API standalone di Bing Search, indirizzando i clienti verso Grounding with Bing Search dentro Azure AI Agents. Per chi crea chatbot, strumenti di analisi o automazioni aziendali, è una bella grana. I vecchi rubinetti della ricerca web si stanno chiudendo, e il messaggio è chiaro: serve un’altra strada.

Keenable: un indice da 100 miliardi di documenti e il veterano che ha battuto Google due volte

A colmare questo vuoto arriva Keenable, e lo fa con una carta d’identità niente male. Come racconta l’annuncio di Accel, Andrey Styskin ha costruito in Yandex un indice web da 200 miliardi di documenti che ha dovuto vincere contro Google due volte, prima su desktop e poi su mobile. In 15 anni è cresciuto da ingegnere a CEO della ricerca, guidando un’organizzazione con oltre 7.000 dipendenti. Ora porta quell’esperienza in Keenable, che indicizza più di 100 miliardi di documenti e propone un prezzo d’ingresso di 1 dollaro per 1.000 richieste a partire da 100 richieste al secondo. Tradotto: per un agente che effettua molte ricerche al giorno, il costo può restare sotto controllo.

C’è anche una API Time Machine per cercare versioni storiche delle pagine web e recuperare contenuti da specifiche istantanee. In pratica, un agente può guardare com’era una pagina prima che venisse modificata o cancellata. Per un assistente che deve ricostruire una pagina sparita o cambiata, fa la differenza. Però Keenable non è sola: il mercato dell’infrastruttura per agenti AI è già affollato.

La corsa all’infrastruttura degli agenti AI: David contro Golia?

Se Keenable è il nuovo arrivato, Exa è il campione in carica. Exa ha chiuso un round da 250 milioni di dollari a una valutazione di 2,2 miliardi guidato da a16z. Alimenta la ricerca per Cursor, Cognition, HubSpot, OpenRouter, Monday.com e oltre 400.000 sviluppatori. Non è una piccola startup di nicchia: è già l’infrastruttura che molti software usano per cercare sul web senza passare dai motori tradizionali.

Questa battaglia conta per un motivo semplice. Se un agente AI deve rispondere, deve prima capire cosa esiste là fuori. La ricerca non è più un accessorio: è la memoria a breve termine di un software che agisce. E chi controlla quella memoria può decidere cosa un agente vede, cosa ignora e a quale velocità risponde. Non stiamo parlando solo di rilevanza dei risultati; stiamo parlando di chi ha accesso a quali informazioni, con quali filtri e con quali costi. C’è anche un tema di trasparenza: se un agente cita una fonte, quella fonte va conservata e verificata.

Il 2027 si apre con una domanda precisa: chi controllerà la memoria e la ricerca del web per gli agenti AI? Il 1° gennaio 2027, quando l’API di Google verrà spenta, segnerà il primo vero spartiacque. Tieni d’occhio Keenable e Exa: la partita per l’infrastruttura di ricerca degli agenti AI è appena iniziata.

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