Amazon Ads ha aggiunto una funzione che molti aspettavano

Amazon Ads ha aggiunto una funzione che molti aspettavano

Amazon Ads ha lanciato il reporting cross-account per reach e frequenza, che unifica i dati di Sponsored Ads e Amazon DSP eliminando le duplicazioni nei report.

La nuova funzione risolve il problema della sovrapposizione nei report tra account diversi, offrendo una visione unificata.

Immaginate di gestire la campagna pubblicitaria di un grande brand su Amazon. Avete un account per gli Sponsored Products, un altro per Amazon DSP, magari altri ancora divisi per area geografica. A fine mese tirate fuori i report e scoprite che avete raggiunto — sulla carta — tre milioni di utenti unici. Peccato che molti di loro siano la stessa persona, contata tre volte in tre report diversi. Stando all’annuncio ufficiale di Amazon Ads, il 2 aprile 2026 è arrivata la risposta a questo problema: il reporting cross-account per reach e frequenza, una funzionalità che promette di mettere ordine in un caos che agenzie e grandi gruppi pubblicitari conoscono fin troppo bene.

Il problema: dati duplicati e misurazioni confuse

Il punto dolente è semplice da capire, difficile da risolvere. Quando un brand gestisce Sponsored Products tramite un account e Amazon DSP tramite un altro — o opera con più account regionali sotto un’unica realtà aziendale — ogni account ha sempre riportato solo sui propri pubblici. Lo stesso utente poteva essere contato come un raggiungimento unico in tre report separati, pur apparendo una sola volta su tutti e tre. È come se tre cassieri di uno stesso supermercato contassero i clienti in modo indipendente, finendo per dichiarare il triplo degli acquirenti reali. Il risultato? Decisioni di budget basate su dati che non corrispondono alla realtà, ottimizzazioni sbagliate, e una frequenza di esposizione agli annunci che — dal punto di vista dell’utente — potrebbe essere molto più alta di quanto i numeri sembrino suggerire.

La risposta di Amazon: unificare i dati con il reporting cross-account

La nuova funzionalità cambia le cose in modo abbastanza netto. Ora gli inserzionisti possono misurare reach e frequenza deduplicati su più account Amazon Ads, combinando i dati di Sponsored Ads e Amazon DSP in un’unica visualizzazione unificata. Non più tre report da incrociare a mano su un foglio Excel, ma una lettura consolidata e pulita. In più, la misurazione dei gruppi di frequenza è stata estesa ai livelli di account manager e cross-manager account: una capacità che fino ad ora esisteva solo a livello di singolo account advertiser. Per un’agenzia che gestisce decine di clienti, questo significa poter finalmente vedere le prestazioni aggregate senza impazzire con riconciliazioni manuali.

Questa evoluzione non è arrivata dall’oggi al domani. Già a novembre 2025, durante la conferenza annuale unBoxed, Amazon aveva lanciato il reporting dinamico per reach e frequenza, che permetteva di misurare dati deduplicati per periodi personalizzati fino agli ultimi quindici mesi, coprendo campagne Sponsored e Amazon DSP. Poi, a febbraio 2026, era arrivato un ulteriore ampliamento: il reporting cross-campaign personalizzato, con dati segmentati per account advertiser, fonte di supply e gruppo di frequenza, con granularità temporale flessibile. Il lancio di aprile è quindi il terzo tassello di una strategia costruita con pazienza nel corso di pochi mesi, come documentato anche da PPC.land, che ha seguito questa sequenza di aggiornamenti fin dal suo inizio.

Il beneficio pratico più immediato riguarda le agenzie e i grandi gruppi pubblicitari. Poter visualizzare le prestazioni consolidate dei gruppi di frequenza su più account significa capire davvero quante volte un utente ha visto un annuncio — non quante volte il sistema lo ha contato in contesti separati. È la differenza tra sapere che hai servito mille pasti e sapere a quante persone distinte li hai serviti. Per chi ottimizza il budget pubblicitario, non è una distinzione di poco conto.

Il panorama competitivo e il futuro della pubblicità online

Amazon non si muove nel vuoto. Google Ads offre già funzionalità simili con il suo strumento Cross-Media Reach di Google, che aggrega i dati tra campagne diverse per fornire una reach totale e deduplicata, permettendo anche di monitorare i progressi verso gli obiettivi durante l’esecuzione delle campagne stesse. E nel settore si sta affermando una tendenza più ampia: la maggior parte dei brand di grandi dimensioni ha smesso di trattare Google, Meta e la TV connessa come opzioni in competizione tra loro, considerandoli invece come un sistema unico e interconnesso che richiede una gestione coordinata. In questo contesto, avere strumenti di misurazione all’altezza non è un optional ma una condizione necessaria per operare.

La domanda che rimane aperta è quanto velocemente le agenzie adotteranno questi nuovi strumenti, e se la disponibilità di dati più puliti porterà davvero a campagne migliori — o semplicemente a report più ordinati. La sfida tecnica è risolta, almeno in parte. Quella organizzativa e culturale è ancora tutta da giocare. Nei prossimi mesi si capirà se Amazon è riuscita a costruire qualcosa che le agenzie useranno davvero, o se resterà una funzionalità apprezzata sulla carta ma ignorata nella pratica quotidiana.

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