Kakao vende Daum a Upstage: la fine di un'era e l'inizio dell'ai

Kakao vende Daum a Upstage: la fine di un’era e l’inizio dell’ai

Kakao vende Daum a una startup di intelligenza artificiale: Upstage acquisisce trent’anni di storia digitale coreana per addestrare i suoi modelli di linguaggio

Ci sono divorzi che si vedono arrivare da lontano, annunciati da anni di silenzi e stanze separate, e poi ci sono quelli che, quando finalmente arrivano le carte bollate, ti fanno capire che il mondo è cambiato irreversibilmente mentre eravamo distratti a guardare altrove.

La notizia di oggi, 28 dicembre 2025, appartiene decisamente alla seconda categoria: Kakao sta vendendo Daum.

Per chi non segue le vicende del web coreano come una soap opera, potrebbe sembrare solo un riassetto societario locale. Non lo è.

È la fine di un’era geologica di Internet e l’inizio brutale di quella successiva.

Daum, un tempo il gigante indiscusso che sfidava Naver, il portale dove milioni di coreani hanno scoperto l’email e i forum, viene ceduto. E non a un altro colosso dei media, ma a una startup di intelligenza artificiale, Upstage.

Se uniamo i puntini di questa vicenda, emerge un quadro che va ben oltre la Corea del Sud: i vecchi portali web, quelli che aggregavano notizie, meteo e ricerca, sono ufficialmente diventati “miniere”.

Non servono più per navigare, servono per essere scavati.

La fine di un matrimonio di convenienza

Per capire la gravità della situazione, bisogna fare un passo indietro di undici anni.

Kakao vende Daum a Upstage: la fine di un'era e l'inizio dell'ai + La fine di un matrimonio di convenienza | Search Marketing Italia

Nel 2014, la fusione tra Daum e Kakao fu presentata come il matrimonio del secolo: la potenza del PC (Daum) incontrava la dominanza dello smartphone (KakaoTalk). In realtà, col senno di poi, fu un’operazione di backdoor listing (una quotazione in borsa per vie traverse) per Kakao.

Da quel momento, Daum è stato lentamente svuotato. Immaginate di comprare una casa arredata, prendere i mobili migliori (come Daum Map e Daum Webtoon, oggi pilastri dell’impero Kakao) e lasciare la struttura a prendere polvere.

I numeri sono impietosi: dal 20% di quota di mercato nella ricerca, Daum è crollato sotto il 3%. Era diventato un peso morto, un “asset zombie” che generava costi senza offrire futuro.

Ma proprio quando sembrava destinato all’oblio, ecco il colpo di scena.

Kakao ha avviato le trattative per la vendita di Daum alla startup di intelligenza artificiale Upstage, segnando un punto di svolta strategico: scambiare un vecchio portale con una partecipazione nel futuro dell’AI.

Ma perché una startup agile e moderna vorrebbe portarsi in casa un dinosauro del web 1.0?

La risposta è una sola parola, e fa rima con il nuovo oro nero.

Combustibile per l’ia: i vostri dati

Qui la storia si fa tecnicamente affascinante e, permettetemi, un po’ inquietante per la nostra privacy.

Upstage non sta comprando Daum per rilanciare il servizio di posta elettronica o per competere con Google sulla ricerca tradizionale. Upstage sta comprando trent’anni di storia digitale coreana.

Per addestrare i Large Language Models (LLM), le intelligenze artificiali generative che ormai usiamo quotidianamente, servono dati. Tonnellate di dati.

E non dati sintetici o presi a caso dal web, ma dati “umani”: conversazioni reali, domande vere, dibattiti nei forum (i famosi “Daum Cafés”), recensioni, articoli di notizie curati per decenni.

Daum non è più un portale; è un dataset di qualità inestimabile.

Secondo indiscrezioni del settore, l’affare è strutturato proprio per massimizzare questo valore:

Le due parti hanno sostanzialmente completato le discussioni e stanno preparando l’annuncio.

— Insider del settore ICT, The Electronic Times

Per l’utente finale, questo scenario apre interrogativi enormi. Siamo abituati a pensare ai nostri vecchi account come a scatoloni in soffitta.

Ma se qualcuno comprasse la soffitta non per viverci, ma per leggere i vostri diari delle medie e insegnare a un robot come parlare come voi?

È esattamente quello che sta succedendo.

Un insider del settore ha confermato che le due parti hanno sostanzialmente completato le discussioni, il che significa che il trasferimento di questi asset digitali è imminente.

L’entusiasmo per l’innovazione qui si scontra con la realtà della privacy: i dati accumulati in un’epoca pre-IA stanno venendo usati per scopi che nessuno, nel 2010 o nel 2015, avrebbe mai potuto immaginare o autorizzare consapevolmente.

Il grande reset di Kakao

Dall’altra parte del tavolo, Kakao sta eseguendo quella che nel gergo tech chiamiamo “pivot spietato”.

Sotto la guida del CEO Jeong Shin-a, l’azienda sta tagliando i rami secchi con una velocità impressionante. L’obiettivo è chiaro: liberarsi della zavorra per concentrarsi esclusivamente su due cose, KakaoTalk (la super-app che controlla la vita digitale coreana) e l’IA.

La manovra è stata preparata con cura chirurgica. Prima hanno trasformato Daum in una Company-In-Company (una società nella società) nel 2023, poi l’hanno scorporata in una nuova entità legale chiamata AXZ Corp a maggio di quest’anno.

È la classica mossa “bad bank” applicata alla tecnologia: isoli l’asset problematico in una scatola pulita, pronta per essere venduta.

Kakao ha confermato ufficialmente che il processo tecnico è concluso:

Abbiamo completato i controlli di sistema relativi al cambio del fornitore di servizi di Daum.

— Rappresentante di Kakao

Questo passaggio tecnico non è burocrazia, è la chiave di volta.

L’azienda ha annunciato il completamento delle verifiche di sistema per il passaggio al nuovo fornitore di servizi AXZ, rendendo Daum un pacchetto “chiavi in mano” per il compratore.

Kakao si lava le mani della gestione di un portale in declino, incassa una quota in una startup promettente e si toglie il problema di dover competere frontalmente con Google e Naver nella ricerca web, una battaglia che ha perso anni fa.

In definitiva, cosa resta all’utente? Per ora, la promessa è la continuità: il login funzionerà, la mail non sparirà domani mattina.

Ma la direzione è segnata.

Il vecchio web, quello fatto di homepage e link blu, sta venendo smantellato per nutrire i chatbot che lo sostituiranno.

Daum è solo la prima vittima eccellente di questa transizione: non è morto, è stato assimilato.

Resta da chiedersi se, in questo grande baratto tra la memoria storica di internet e l’efficienza algoritmica del futuro, non stiamo svendendo qualcosa di più prezioso di un semplice database.

Facebook X Network Pinterest Instagram
🍪 Impostazioni Cookie