Bolla dell’IA: siamo sull’orlo di un internet ‘morto’ dominato da bot?
La crescita dei contenuti generati dall'AI si è improvvisamente fermata. Gli esperti, come Myriam Jessier, avvertono del rischio di un 'internet morto', dominato da bot e inadatto alla comunicazione umana.
La crescita dei contenuti generati dall’intelligenza artificiale si è improvvisamente arrestata, segnando una svolta.
Più della metà dei contenuti online è già scritta da macchine. Eppure, questa produzione industriale di parole si è improvvisamente bloccata. Perché?
La corsa all’automazione prometteva efficienza. Invece rischia un web sterile, dove articoli AI superano quelli umani. Ma la festa potrebbe essere finita: la crescita degli articoli AI si è arrestata. Cosa non torna?
Un internet per macchine, fatto da macchine
Gli agenti che popolano la rete non vedono come noi. Leggono le pagine in modalità testuale, ignorando immagini, grafica, esperienza.
Il web si adatta: meno umano, più digeribile per gli algoritmi. Jes Scholz, CTO di Viscous, non sembra preoccupato: dichiara non sia una minaccia alla creatività. Ma se a creare sono altre macchine, che creatività resta?
Nick Eubanks mette in guardia: senza personalizzazione, le metriche sono parziali. I dati si trasformano in rumore. Variabili come posizione o cronologia ignorate. Stiamo costruendo un mondo su misura per i crawler, ma inabitabile per le persone?
La bolla che trema e chi ci sguazza
Myriam Jessier, esperta di SEO, parla chiaro: la teoria di Internet morto non è più cospirazione. “In un certo senso è così”, ammette. E le conseguenze sono politiche: internet morto distrugge la comunicazione umana. Spezzare i movimenti di base diventa facile.
Jessier prevede una correzione: 2-5 anni dalla correzione di mercato IA. La compara all’Unione Sovietica: avanza senza ammettere difetti fino al crollo. Perché proprio ora? Forse perché i grandi player hanno già investito, e i ritorni iniziano a mancare.
Regole per un deserto digitale
Il GDPR e le norme antitrust sono nate per un web vivo. Ma come si applicano a un ecosistema dominato da bot? La trasparenza sull’origine dei contenuti è un diritto, o un lusso? I regolatori brancolano nel buio.
Jessier dipinge due scenari: internet morto abitato da bot e sacche umane. Isolamento contro iper-controllo. In mezzo, la comunicazione genuina rischia di scomparire.
La domanda allora non è se l’IA cambierà il web. È: chi controllerà il silenzio, quando le macchine scriveranno anche le domande?