Google ha deciso di togliere il controllo agli inserzionisti
Google forza la migrazione a AI Max senza opt-out, mentre OpenAI e Nvidia offrono sicurezza opzionale per utenti e sviluppatori.
OpenAI e Nvidia offrono protezioni opzionali, Google impone l’AI Max senza possibilità di scelta
Marco Rossi, titolare di una piccola agenzia di comunicazione, ha ricevuto ieri una notifica da Google Ads: la sua campagna Dynamic Search Ads, attiva da oltre dieci anni, verrà migrata forzatamente a AI Max entro settembre.
Niente opzione per rifiutare. Nella stessa mattina, però, ha letto su un blog che OpenAI ha reso disponibile Advanced Account Security, una protezione opzionale per gli account ChatGPT che li trasforma in una specie di bunker digitale. Due approcci opposti: da una parte la scelta di blindare l’accesso agli strumenti AI, dall’altra la decisione di togliere ogni controllo su come vengono spesi i soldi pubblicitari.
Un bunker digitale per chi ne ha bisogno
L’iniziativa di OpenAI è, a modo suo, radicale. L’impostazione opzionale di Advanced Account Security non è pensata per tutti, ma per chi ha un profilo di rischio elevato — giornalisti, attivisti, security researcher — o per chi semplicemente vuole la massima protezione. Una volta attivata, la protezione per utenti a rischio di attacchi richiede passkey o chiavi di sicurezza fisiche e disabilita completamente l’accesso tramite password. Niente più SMS di recupero, niente più email vulnerabili al phishing. Il recupero account sicuro tramite passkey passa solo attraverso backup di passkey, chiavi fisiche e una recovery key. Per rendere il tutto più semplice, OpenAI ha stretto una partnership con Yubico per chiavi fisiche a prezzi scontati. L’attivazione nella sezione sicurezza del tuo account è già possibile da fine aprile. È un’opzione, non un obbligo. E questo è il punto.
Nvidia mette le mani sugli agenti AI
Sull’altro fronte della sicurezza, Nvidia ha deciso di intervenire sugli agenti AI open source, un ambito dove i rischi di prompt injection e accessi non autorizzati sono ancora poco discussi. Con il progetto Nemotron Labs, l’azienda ha pubblicato linee guida per la difesa degli agenti AI e contribuito con codice per migliorare l’isolamento del modello e la gestione dell’accesso ai dati locali. In pratica, hanno creato NemoClaw, un’implementazione di riferimento che installa OpenClaw, NVIDIA OpenShell e modelli Nemotron con impostazioni di sicurezza già rafforzate. Per chi sviluppa agenti, è come ricevere un kit di partenza già blindato. Anche qui, la scelta è lasciata alla comunità.
Google decide per te, senza possibilità di replica
E poi arriva Google. Il colosso di Mountain View ha comunicato che entro fine settembre 2026 tutte le campagne idonee — compresi i Dynamic Search Ads attivi da quindici anni — verranno automaticamente trasferite a AI Max. Non c’è un opt-out formale: l’obbligo senza opt-out formale è scolpito nella comunicazione ufficiale. Google ha concesso una finestra di migrazione di 5,5 mesi, dall’annuncio del 15 aprile alla conclusione entro fine settembre. Ma il messaggio è chiaro: le decisioni sulla gestione delle campagne non spettano più all’inserzionista. L’AI Max decide targeting, creatività, budget. Se funziona? Forse. Ma la domanda è: chi paga gli errori?
Mentre OpenAI e Nvidia sembrano aver capito che la sicurezza è una responsabilità condivisa — da offrire, non da imporre — Google ha scelto la strada dell’imposizione. La differenza non è solo tecnica, è culturale. Da una parte si costruiscono barriere che l’utente può alzare volontariamente; dall’altra si tolgono le maniglie di controllo. Teniamo d’occhio come reagiranno gli inserzionisti e se emergeranno alternative — o se il mercato pubblicitario, ormai, ha già fatto la sua scelta forzata.