Google ha bloccato otto miliardi di annunci in un anno.
Google ha bloccato oltre 8,3 miliardi di annunci fraudolenti nel 2025 grazie all'AI Gemini, con sistemi automatici che intercettano il 99% delle violazioni prima della pubblicazione. Anche Microsoft e Meta intensificano la lotta.
La piattaforma ha sospeso quasi 25 milioni di account e bloccato il 99% delle violazioni prima della pubblicazione.
Immaginate di scorrere i risultati di una ricerca e cliccare su un annuncio che promette una crema miracolosa, un investimento sicuro o un antivirus definitivo. In pochi secondi siete su un sito clonato, i vostri dati sono già da qualche parte nel dark web e il vostro conto corrente è più leggero. Non è fantascienza: è una delle truffe più comuni del web. E il problema è enorme. Già nel 2023, secondo la ricerca Juniper del 2023 citata da Search Engine Land, oltre il 22% della spesa pubblicitaria digitale globale è andato in fumo a causa delle frodi: circa 84 miliardi di dollari, evaporati. Ma qualcosa, negli ultimi anni, sta cambiando davvero.
I numeri della battaglia: AI al servizio della trasparenza
Per capire la scala di questa guerra, bisogna partire dal passato recente. Già nel 2022, Google dichiarava nel suo Ads Safety Report 2022 di aver rimosso oltre 5,2 miliardi di annunci e sospeso più di 6,7 milioni di account di inserzionisti. Numeri già impressionanti, ma che oggi sembrano quasi modesti. Nel corso del 2024, Google aveva avviato un’accelerazione decisa: oltre 50 miglioramenti ai modelli linguistici di grandi dimensioni, con l’obiettivo dichiarato di velocizzare le indagini complesse e identificare i segnali di frode già durante la configurazione degli account — come informazioni di pagamento false o incoerenti. Una sorta di sistema immunitario addestrato a riconoscere i patogeni prima ancora che infettino la rete, come raccontato nell’Ads Safety Report 2024.
Poi, nel 2025, i risultati di questo lavoro sono diventati evidenti. Secondo l’Ads Safety Report 2025 di Google, gli strumenti alimentati da Gemini hanno bloccato o rimosso oltre 8,3 miliardi di annunci nel solo anno 2025. Non è un refuso: otto miliardi e trecento milioni. In parallelo, sono stati sospesi 24,9 milioni di account pubblicitari. Tra tutti questi annunci rimossi, ben 602 milioni erano direttamente associati a truffe, insieme a 4 milioni di account creati appositamente per ingannare gli utenti. La statistica che colpisce di più, però, è un’altra: i sistemi automatici di Google hanno intercettato oltre il 99% degli annunci che violavano le politiche prima ancora che venissero pubblicati. Il frodatore non arriva nemmeno a farti cliccare. Il filtro scatta prima, come un portiere che respinge il tiro prima che arrivi in porta.
Cosa significa tutto questo per chi usa il web tutti i giorni? Significa che la stragrande maggioranza delle truffe che potrebbero colpirvi viene già neutralizzata prima che le vediate. Non è una garanzia assoluta — il 99% lascia comunque margini, e i numeri assoluti restano altissimi — ma è un cambio di passo reale rispetto a pochi anni fa. L’AI, in questo caso Gemini, funziona come un revisore instancabile che controlla ogni annuncio in tempo reale, confrontandolo con miliardi di esempi di frode precedenti. È veloce, non si stanca, non si distrae.
La corsa all’arma migliore: competizione e prospettive
Mentre Google avanzava su questo fronte, anche gli altri giganti della pubblicità digitale non sono rimasti fermi. Microsoft Advertising, nel Trust and Safety Report 2024 di Microsoft, ha dichiarato di aver rimosso o limitato oltre un miliardo di annunci che violavano le sue politiche pubblicitarie nel 2024, sospendendo più di 475.000 account per abusi sulla rete. Numeri inferiori rispetto a Google — ma la rete di Microsoft è più piccola — e comunque indicativi di uno sforzo serio e sistematico.
Meta, dal canto suo, ha pubblicato dati ancora più recenti. Nel comunicato Meta sulle misure anti-truffa, l’azienda ha rivelato di aver rimosso oltre 159 milioni di annunci truffa nel solo 2024. E nel 2025, solo in India, ha vietato più di 12,1 milioni di contenuti pubblicitari per violazioni legate a frodi e pratiche ingannevoli. Un segnale interessante: la granularità geografica suggerisce che i sistemi di rilevamento stanno diventando sempre più sensibili ai contesti locali, alle lingue e alle dinamiche di mercato specifiche di ogni paese.
La dinamica che emerge è quella di una vera e propria corsa agli armamenti digitali. Da un lato, le piattaforme investono in AI sempre più sofisticata per riconoscere pattern fraudolenti nuovi. Dall’altro, i truffatori si adattano, cambiano tattica, sfruttano le stesse tecnologie — inclusa l’AI generativa — per creare annunci sempre più convincenti e difficili da distinguere da quelli legittimi. È un equilibrio instabile, e nessuno può dire con certezza che il vantaggio resterà dalla parte giusta.
La battaglia contro le frodi pubblicitarie è diventata una corsa tecnologica in cui l’AI è l’alleato più potente che le piattaforme abbiano mai avuto. I numeri del 2025 dimostrano progressi concreti e misurabili, non semplici dichiarazioni di intenti. Ma con i truffatori sempre più abili — e sempre più attrezzati — la vigilanza non può permettersi pause. Nei prossimi mesi, osservare come Google, Microsoft e Meta aggiornano le proprie difese sarà uno dei termometri più affidabili per capire quanto il web su cui navighiamo sia davvero sicuro.