Google Business Profile: La Rimozione dei Dipartimenti e il Futuro della Local Seo
La rimozione della gestione dei dipartimenti dai profili aziendali segnala una normalizzazione forzata verso un modello a singola entità, aumentando i rischi di sospensione per le aziende multi-reparto
C’è un vecchio adagio nello sviluppo software che dice: se una funzionalità non è documentata o supportata dall’interfaccia utente, considerala deprecata, anche se il codice backend risponde ancora.
Nel mondo del Local SEO, stiamo assistendo esattamente a questo fenomeno con Google Business Profile (GBP). È l’8 gennaio 2026 e, mentre gran parte del mercato si concentra sulle nuove capacità generative di Search, un cambiamento silenzioso nell’infrastruttura dei profili aziendali sta creando un cortocircuito tecnico potenzialmente disastroso per le aziende multi-reparto.
Google ha rimosso la funzionalità specifica per gestire i “dipartimenti” dall’interfaccia di gestione. Non c’è stato un comunicato stampa in pompa magna, ma una semplice rimozione di elementi UI che fungevano da guardrail per una struttura dati complessa. Per anni, ospedali, università e concessionarie auto hanno fatto affidamento su una gerarchia di nested listings (schede annidate) per separare, ad esempio, il reparto assistenza dalla vendita.
La scomparsa di questo tool non è una svista: è un segnale che l’architettura delle informazioni locali sta subendo una normalizzazione forzata, spingendo verso un modello a singola entità.
E chi tenta di forzare la mano oggi rischia molto più di un semplice errore di validazione.
L’illusione della granularità
Per capire la gravità della situazione, bisogna guardare sotto il cofano di come Google gestisce le entità geografiche. Fino a poco tempo fa, esisteva un compromesso tecnico accettabile: se avevi un ingresso fisico separato, un numero di telefono distinto e una categoria merceologica diversa, potevi istanziare un “profilo figlio” collegato alla sede madre.
Era una soluzione elegante per rappresentare la complessità del mondo reale in un database strutturato. Tuttavia, la rimozione della funzionalità nativa di creazione dei dipartimenti ha rotto questo contratto implicito.
Sebbene Google abbia aggiornato le sue linee guida ufficiali per la rappresentazione delle attività mantenendo teoricamente la possibilità per reparti pubblici distinti di avere un profilo, l’assenza del tool dedicato trasforma ogni nuovo tentativo di creazione in un rischio calcolato male.
Senza il percorso guidato che stabiliva la relazione “parent-child” a livello di metadati, creare una nuova scheda allo stesso indirizzo oggi appare agli algoritmi di deduplicazione come un tentativo di spam o un duplicato non autorizzato.
Il sistema di entity resolution di Google è diventato estremamente aggressivo. Se i segnali non sono inequivocabili (e spesso non lo sono), l’algoritmo tende a “fondere” (merge) le schede o, peggio, a sospendere l’intero cluster di profili per attività sospetta.
La granularità, che prima era un vantaggio competitivo per coprire più query di ricerca, è diventata un vettore di attacco per i filtri anti-spam automatici.
Il costo tecnico della ridondanza
La comunità tecnica e i consulenti più attenti hanno già suonato l’allarme. Non si tratta di essere allarmisti, ma di leggere i log degli errori, metaforicamente parlando. Creare profili separati ora che la funzione è stata rimossa equivale a scrivere codice su una libreria deprecata: funziona finché non si rompe tutto improvvisamente.
Greg Gifford, una delle voci più autorevoli nell’analisi tecnica della local search, è stato categorico su questo punto. La sua posizione evidenzia come l’architettura stessa di Google stia rifiutando la frammentazione dei dati che non porti un valore informativo cristallino.
Non create profili Google Business separati per i vostri dipartimenti ora che Google ha rimosso la funzionalità dipartimenti; state solo aumentando il rischio di sospensione senza ottenere nulla in cambio.
— Greg Gifford, Chief Operating Officer, Search presso SearchLab Digital
Il problema tecnico qui è la diluizione dell’autorità dell’entità. Greg Gifford, Chief Operating Officer di SearchLab, sottolinea spesso come il profilo principale debba fungere da “homepage” nell’ecosistema Google. Frammentare le recensioni, le foto e i segnali di interazione su più profili deboli, invece di concentrarli su uno forte, è un’inefficienza che l’algoritmo non perdona più.
Dal punto di vista implementativo, gestire più profili senza il supporto nativo significa dover combattere costantemente contro le correzioni automatiche suggerite dagli utenti o dall’AI di Google.
È una battaglia persa in partenza contro un sistema che processa miliardi di data point per cercare la semplificazione, non la complessità.
La pulizia dei dati per l’era dell’ai
C’è una ragione più profonda dietro questa mossa, che va oltre la semplice lotta allo spam. Dobbiamo considerare come i dati locali vengono consumati oggi. Non siamo più nell’era delle directory statiche; siamo nell’era delle AI Overviews e dei modelli linguistici che devono estrarre risposte rapide e verificate.
Un modello dati frammentato, con tre schede diverse per lo stesso edificio che magari riportano orari leggermente incongruenti, è “rumore” per un LLM (Large Language Model).
Google sta essenzialmente costringendo le aziende a fare data cleaning alla fonte. Un’unica scheda, ricca, completa e coerente è molto più facile da processare e servire in una risposta generata dall’AI rispetto a un grafo complesso di entità correlate. Studi recenti, come un’analisi del settore sull’impatto dei profili incompleti nella visibilità AI, confermano che i profili percepiti come “incompleti” o ridondanti vengono filtrati a monte dalle nuove interfacce di ricerca.
La tendenza è chiara: la piattaforma sta chiudendo le porte alle configurazioni power user che permettevano di manipolare la visibilità attraverso la struttura delle schede. La rimozione dei dipartimenti non è un bug, è una feature di un sistema che vuole meno input manuali e più controllo centralizzato sulla veridicità del dato.
Punto primo, il vostro profilo Google Business è fondamentalmente la homepage del vostro sito web. È la prima impressione che un cliente avrà della vostra attività.
— Greg Gifford, SearchLab Digital
La domanda che ogni sviluppatore o gestore di dati locali dovrebbe porsi oggi non è “come posso aggirare il blocco per creare un altro profilo?”, ma piuttosto: “la mia struttura dati attuale sopravviverà al prossimo ciclo di training dell’algoritmo?”.
La risposta, per chi insiste sulla frammentazione, è quasi certamente no.