Gaming mobile 2025: fine della crescita, oligopolio e nuove sfide
Con un aumento dei ricavi di appena l’1,3%, il settore si trasforma in un oligopolio dove la battaglia si sposta dalla quantità dei download alla ritenzione degli utenti e a nuove strategie dirette.
Il mondo dei giochi per smartphone ha sempre vissuto di cifre da capogiro e di una crescita che sembrava inarrestabile. Ma il 2025 potrebbe essere ricordato come l’anno in cui la musica si è fermata.
Secondo le ultime analisi, il mercato dei giochi mobile ha sostanzialmente smesso di crescere. I ricavi da acquisti in-app hanno raggiunto gli 81,75 miliardi di dollari, con un aumento di appena l’1,3% rispetto al 2024.
Un dato che, se confrontato con i boom degli anni passati, suona come un brusco risveglio. AppMagic, un’altra società di analisi, parla addirittura di una crescita dello 0,2% per i ricavi complessivi del settore.
È la fine di un’era?
Non proprio. Piuttosto, è l’inizio di una fase nuova, più matura e spietata, dove solo i titoli più forti – e le strategie più astute – sopravvivono.
La mappa del tesoro si restringe
I numeri raccontano una storia di concentrazione estrema. Mentre il numero totale di download è sceso per il secondo anno consecutivo, attestandosi a 50,4 miliardi (-7,2%), il denaro si è riversato in pochissime mani.
Il top 1% degli editori ha incassato da solo il 92,5% di tutti i ricavi da acquisti in-app e ha generato quasi l’80% dei download. È un oligopolio di fatto. In cima alla classifica dei guadagni troviamo colossi come Tencent, Scopely e Century Games.
Per i download, invece, primeggiano nomi come Azur Games e Miniclip.
La forbice tra i giganti e tutti gli altri non è mai stata così ampia.
Il mercato sta mostrando chiari segni di maturazione. La crescita esplosiva dei download è finita, e ora l’attenzione si sposta sulla monetizzazione degli utenti esistenti e su modelli di business alternativi, come il direct-to-consumer.
— Analisi di AppMagic, dal Mobile Landscape Report 2025
Anche all’interno di questo club esclusivo, ci sono livelli di ricchezza stratificati. Solo 134 giochi hanno superato la soglia dei 100 milioni di dollari di ricavi in-app nel 2025, e appena 9 titoli – un record – hanno sfondato il muro del miliardo.
Questa élite include fenomeni come Last War: Survival, Whiteout Survival (1,4 miliardi di dollari) e il longevo Royal Match (1,37 miliardi). Roblox, considerato una piattaforma più che un gioco, ha generato circa 1,5 miliardi.
Sono titoli che hanno costruito comunità fedeli e sistemi di monetizzazione profondi, spesso nel genere “mid-core”, che con 44,68 miliardi di dollari domina la classifica dei ricavi.
Ma anche qui, la crescita è piatta rispetto all’anno precedente.
Il vero motore del cambiamento si sta accendendo altrove.
La nuova corsa all’oro non passa più dall’app Store
Se il mercato tradizionale ristagna, dove si sta dirigendo l’innovazione (e il denaro)? Due trend emergono con forza.
Il primo è l’ascesa dei giochi “ibridi”. Questi titoli mescolano la semplicità immediata dei giochi hyper-casual con sistemi di progressione e monetizzazione più profondi, tipici dei mid-core.
Il risultato? Il loro fatturato è schizzato del 20% in un anno, toccando i 4,2 miliardi di dollari. Sono la prova che gli utenti cercano esperienze più coinvolgenti, ma non vogliono rinunciare all’accessibilità.
Il secondo, e forse più dirompente, trend è la fuga dalle piattaforme. Il rapporto di AppMagic segnala una chiara accelerazione verso la monetizzazione “direct-to-consumer” da parte dei titoli di punta.
In parole povere, le grandi aziende stanno cercando di instaurare un rapporto finanziario diretto con i giocatori, bypassando il “dazio” del 30% imposto dagli store di Apple e Google.
Questo non significa solo vendere oggetti sul proprio sito web. Significa costruire economie interne, promuovere pagamenti diretti, esplorare la blockchain.
È una ribellione silenziosa ma potente, che potrebbe rimodellare l’intera catena del valore.
A settembre 2025, per la prima volta, le app non di gioco hanno superato i giochi in termini di ricavi da acquisti in-app: 4,8 miliardi contro 4,5. A trainare il sorpasso sono state app come ChatGPT, TikTok e HBO Max.
È un segnale chiaro: l’attenzione (e il portafoglio) degli utenti è sempre più contesa. I giochi non competono più solo tra loro, ma con ogni forma di intrattenimento e utilità digitale presente nello smartphone.
Il futuro si gioca sulla ritenzione, non sui download
In questo scenario, la vera battaglia non si combatte più per attirare nuovi giocatori, ma per trattenerli.
I dati sulla ritenzione a sette giorni (D7) per dicembre 2025 sono illuminanti: i migliori 25 giochi casual si attestano al 14,9%, mentre i mid-core raggiungono il 20,9%.
Numeri che, se confrontati con quelli di pochi anni fa, mostrano un declino costante, soprattutto nel segmento casual.
Come si affronta questo problema?
L’industria sta puntando tutto sull’intelligenza artificiale, non tanto nello sviluppo dei giochi (per ora), quanto nella pubblicità. Il 56% dei top 100 giochi già utilizza AI per ottimizzare le campagne di user acquisition.
L’obiettivo è trovare, con precisione chirurgica, quell’utente che non solo installerà il gioco, ma ci resterà per settimane.
Il genere in più forte crescita è il strategy, con ricavi e download entrambi in aumento del 15% circa. È un’ulteriore conferma della tendenza verso esperienze più complesse e di lungo respiro.
All’estremo opposto, gli hyper-casual dominano ancora la classifica dei download (22,05 miliardi), ma il loro modello basato esclusivamente sugli annunci pubblicitari fatica a generare ricavi consistenti in un mercato saturo.
Allora, siamo di fronte a una crisi o a una necessaria evoluzione?
La stagnazione dei ricavi non è la fine del gioco mobile, ma la fine della sua prima, selvaggia fase di espansione. Il terreno di gioco si è livellato.
Non basta più lanciare un titolo carino e sperare nel miracolo.
Servono capitali enormi per competere con i titoli da un miliardo, strategie di monetizzazione raffinate per aggirare le piattaforme, e un uso sapiente dei dati e dell’AI per mantenere viva la comunità dei giocatori.
I protagonisti di domani saranno quelli che smetteranno di pensare solo a “creare un gioco” e inizieranno a costruire veri e propri servizi live, economie sostenibili e relazioni dirette con i propri fan.
La partita, insomma, è appena diventata molto più difficile e molto più interessante.
La domanda che resta sospesa è: in questo nuovo palcoscenico iper-competitivo, c’è ancora spazio per la prossima grande idea nata in un garage, o il futuro del gaming mobile è ormai saldamente nelle mani di una manciata di corporation globali?