Codex ha raggiunto tre milioni di utenti in un mese.
OpenAI Codex ha superato i 3 milioni di utenti attivi settimanali, crescendo da 2 milioni in meno di un mese. La competizione con Anthropic si intensifica mentre gli sviluppatori scelgono tra innovazione e stabilità.
Il traguardo arriva dopo un aggiornamento con nuovi plugin e la capacità di programmare lavori futuri in autonomia.
A gennaio 2026, solo il 3% degli sviluppatori usava OpenAI Codex per lavoro. Meno di un terzo ne aveva anche solo sentito parlare. Tre mesi dopo, la situazione è radicalmente diversa: l’8 aprile scorso, Sam Altman ha annunciato che Codex aveva superato i tre milioni di utenti attivi settimanali. Stando ai dettagli sulla crescita e sui limiti di utilizzo riportati da Daniel Vaughan, il responsabile di Codex Thibault Sottiaux ha confermato che il traguardo dei tre milioni era stato raggiunto partendo da due milioni “poco meno di un mese prima”. Una velocità che lascia senza parole. Ma che solleva subito una domanda: è davvero merito del prodotto, o c’è dell’altro?
Il paradosso dei tre milioni
Per capire quanto sia strano questo salto, bisogna tornare ai dati di partenza. Secondo la ricerca JetBrains su strumenti AI per sviluppatori, a gennaio 2026 solo il 27% degli sviluppatori nel mondo sapeva dell’esistenza di Codex, e appena il 3% lo usava attivamente sul lavoro. Numeri imbarazzanti per un prodotto di OpenAI, l’azienda che ha reso l’intelligenza artificiale generativa un fenomeno di massa. Eppure Codex non era un progetto nuovo: annunciato già nel 2021, era stato il modello originale su cui si basava GitHub Copilot, lo strumento di assistenza alla scrittura del codice più diffuso al mondo. Un padre dimenticato, insomma. Poi rilasciato in anteprima come agente di ingegneria del software basato su cloud, con la promessa di lavorare su più attività in parallelo. Qualcosa, evidentemente, non aveva convinto gli sviluppatori.
Cosa è cambiato tra gennaio e aprile? In parte, la traiettoria si spiega con l’accelerazione degli aggiornamenti. Ma la crescita così rapida — da quasi zero alla rilevanza statistica in poche settimane — suggerisce anche un massiccio sforzo di comunicazione e distribuzione. OpenAI ha chiaramente spinto sull’acceleratore, e la domanda è se lo abbia fatto perché il prodotto era finalmente pronto o perché la pressione competitiva lo imponeva.
Le nuove armi di Codex e la corsa contro Anthropic
La scorsa settimana OpenAI ha annunciato una serie di aggiornamenti significativi. Tra le novità più rilevanti: Codex può ora usare il modello gpt-image-1.5 per generare e iterare immagini direttamente nell’ambiente di sviluppo. Più di 90 plugin aggiuntivi sono stati rilasciati — integrazioni con Atlassian Rovo per gestire JIRA, CircleCI, GitLab Issues, Microsoft Suite e molti altri. Ma la funzionalità più ambiziosa, almeno sulla carta, è la capacità di programmare lavori futuri in modo autonomo: Codex può ora svegliarsi automaticamente per riprendere un’attività a lungo termine, potenzialmente per giorni o settimane. Un agente che lavora mentre l’utente dorme. Suona bene. Ma è davvero una novità?
Qui il confronto con Anthropic diventa scomodo per OpenAI. Già a marzo 2026, Anthropic aveva aggiornato Claude AI dotando Claude Code e il tool Cowork della capacità di controllare in remoto un Mac per conto dell’utente. Stando all’analisi riportata da MacRumors sulle funzionalità di controllo remoto di Claude, si tratta di una capacità che OpenAI sta inseguendo, non guidando. E il quadro competitivo è abbastanza chiaro: secondo la analisi TechCrunch sulla competizione tra assistenti AI per il coding, “so far, Anthropic seems to be winning”. Claude Code è già considerato lo strumento preferito da molte aziende, una posizione consolidata che non si scalza con un aggiornamento, per quanto ricco di plugin.
C’è anche un tema di accesso e regolamentazione che vale la pena sollevare. Le funzionalità di personalizzazione di Codex — inclusi suggerimenti contestuali e memoria — arriveranno presto agli utenti Enterprise e Edu, ma sono ancora in attesa di rollout per gli utenti dell’Unione Europea e del Regno Unito. Un dettaglio non da poco: significa che le limitazioni imposte dal GDPR continuano a creare asimmetrie di prodotto tra utenti americani ed europei, rallentando la diffusione proprio nei mercati dove la concorrenza potrebbe essere più forte. Chi paga il prezzo di questa frammentazione normativa? Gli sviluppatori europei che aspettano funzioni già disponibili altrove.
Chi deciderà il futuro del coding AI?
Con entrambi i giganti che aggiornano i propri strumenti a ritmo serrato, e con gli sviluppatori che ancora faticano a orientarsi tra offerte sempre più simili nella forma ma diverse nella sostanza, il mercato è in piena ebollizione. OpenAI ha una base utenti enorme e una capacità di distribuzione capillare. Anthropic ha la reputazione tecnica e, almeno per ora, il vantaggio della fiducia aziendale. Nessuno dei due ha ancora vinto.
La vera posta in gioco non è chi ha più plugin o chi integra prima il controllo remoto del desktop. È chi riesce a costruire abitudini. Gli sviluppatori sono tra i professionisti più resistenti al cambio di strumenti: quando trovano qualcosa che funziona, ci restano. È il motivo per cui GitHub Copilot — che su Codex si è costruito — è ancora dominante nonostante anni di concorrenza. La fedeltà al flusso di lavoro vale più di qualsiasi feature annunciata in un blog post.
Mentre OpenAI e Anthropic si sfidano a colpi di plugin e automazione, gli sviluppatori sono lasciati con una scelta che non è solo tecnica: abbracciare l’innovazione continua di chi insegue, o affidarsi a chi sembra già aver trovato la sua posizione sul mercato? La risposta potrebbe ridefinire non solo come si scrive codice nel 2026, ma chi controllerà gli strumenti su cui si costruirà il software del prossimo decennio.