Nexxen ha trovato un modo per misurare la pubblicità in TV
Nexxen ha annunciato una suite full-funnel che combina AI e dati ACR di VIDAA per misurare l'incrementalità degli investimenti pubblicitari su Connected TV.
La soluzione arriva da una suite integrata che combina intelligenza artificiale e dati esclusivi di visione.
Immagina un marketer che, ieri, ha deciso di aumentare il budget per la pubblicità su Connected TV, solo per ritrovarsi a chiedersi: come faccio a sapere se questi soldi stanno davvero spingendo le vendite? È una domanda che tiene sveglia la notte mezza industria pubblicitaria. Ed è esattamente la domanda a cui la suite full-funnel di Nexxen, annunciata ieri 24 marzo 2026, prova a dare una risposta concreta.
La corsa agli investimenti CTV: un problema di misurazione
Il mercato della pubblicità programmatica sta crescendo a una velocità che fa girare la testa. Secondo i dati più recenti, il 72% dei marketer prevede di aumentare gli investimenti in pubblicità programmatica nel 2025, una crescita netta rispetto al 62% registrato nel 2024. In soldoni: quasi tre quarti di chi fa pubblicità vuole mettere più soldi in questo canale. Ma c’è un problema enorme nascosto sotto questa crescita entusiasta.
La Connected TV — cioè quella televisione che si connette a internet, da Netflix a Hulu fino alle smart TV di marchi come Hisense — è diventata uno dei canali più appetibili per gli inserzionisti. Il problema è che, a differenza di un banner online dove puoi contare i clic, capire se uno spot su CTV ha davvero convinto qualcuno ad acquistare un prodotto è storicamente complicatissimo. È un po’ come annaffiare un giardino di notte: sai che stai innaffiando, ma non vedi esattamente dove arriva l’acqua. Come può un’azienda come Nexxen trasformare questa confusione in opportunità?
La risposta di Nexxen: suite full-funnel e investimenti strategici
Proprio mentre i marketer cercano soluzioni, Nexxen risponde con una mossa audace annunciata ieri. La società ha presentato una suite di capacità di performance full-funnel all’interno di Nexxen DSP, la sua piattaforma demand-side, combinando strumenti di ottimizzazione basati sull’intelligenza artificiale con la misurazione dell’incrementalità in un unico stack integrato. In parole povere: non si tratta più di sapere quante persone hanno visto il tuo annuncio, ma di capire quante vendite in più hai generato rispetto a quello che sarebbe successo senza di esso.
Questa mossa non è uscita dal nulla. Già nell’agosto 2025, Nexxen aveva gettato le fondamenta di questa strategia con una scossa finanziaria significativa: la società aveva rinnovato e ampliato la partnership strategica con VIDAA, la piattaforma CTV in più rapida crescita al mondo, investendo ulteriori 35 milioni di dollari. L’obiettivo dichiarato era accelerare l’espansione della base CTV nordamericana di VIDAA, aumentare l’inventario pubblicitario e, soprattutto, scalare i dati ACR — i dati di riconoscimento automatico dei contenuti che registrano cosa viene effettivamente guardato su quelle televisioni. Un accesso esclusivo a livello globale, che nessun competitor ha.
I numeri raccontano anche un’altra storia: per l’anno terminato il 31 dicembre 2025, Nexxen ha riportato ricavi programmatici pari a 340,6 milioni di dollari. Non è una startup che scommette sul futuro: è un’azienda che ha già costruito una base solida e ora la usa come trampolino per fare qualcosa di più ambizioso. L’integrazione tra dati ACR di VIDAA, ottimizzazione AI e misurazione dell’incrementalità in un’unica piattaforma è esattamente il tipo di proposta che i marketer chiedono da anni. Con questi strumenti, Nexxen si prepara a ridefinire il mercato — ma quali saranno le conseguenze per i competitor?
Il futuro della pubblicità: una battaglia per la trasparenza
Questo non è solo un aggiornamento di prodotto. È parte di una corsa più ampia verso standard di misurazione più rigorosi. A novembre 2025, IAB e IAB Europe avevano già mosso un passo importante pubblicando le Linee guida per la misurazione incrementale nei media commerciali, stabilendo per la prima volta definizioni formali e framework condivisi per capire cosa significa davvero “incrementalità” in pubblicità. È come se il settore avesse finalmente deciso di darsi un metro comune invece di usare ognuno il proprio righello.
L’annuncio di Nexxen si inserisce perfettamente in questo contesto normativo. Avere uno standard IAB e una piattaforma che lo implementa concretamente è una combinazione potente. Ma la domanda che rimane aperta è competitiva: mentre Nexxen avanza con dati esclusivi e AI integrata, cosa significa per aziende come Yahoo DSP o The Trade Desk? Entrambe operano nello stesso spazio, entrambe devono rispondere alle stesse esigenze dei marketer, ma nessuna delle due dispone dello stesso accesso privilegiato ai dati ACR di VIDAA che Nexxen ha comprato — letteralmente — con 35 milioni di dollari.
C’è anche una questione di privacy che vale la pena tenere d’occhio. I dati ACR — quelli che “ascoltano” cosa guardi in TV — sono strumenti potentissimi ma anche delicati. L’accesso esclusivo di Nexxen a questi dati solleva domande legittime su come vengono trattati e protetti, soprattutto in un momento in cui la regolamentazione sulla privacy è in continua evoluzione su entrambe le sponde dell’Atlantico.
Con l’annuncio di ieri e gli investimenti costruiti negli ultimi mesi, Nexxen non si limita a risolvere un problema tecnico. Si posiziona come il punto di riferimento per chiunque voglia fare pubblicità su CTV sapendo davvero cosa sta comprando. E in un mercato dove quasi tre quarti degli inserzionisti stanno aumentando i budget programmatici, essere l’unico a offrire questa chiarezza non è un vantaggio da poco. Il settore intero, che lo voglia o meno, si troverà a inseguire questo standard.