ZoomInfo ha ottenuto il punteggio più alto in venti criteri
ZoomInfo ha ottenuto i punteggi massimi in 20 criteri nel report Forrester Wave 2026 sui dati B2B, confermandosi leader tecnologico nella raccolta dati e identity resolution.
Il report Forrester Wave 2026 analizza 11 fornitori, valutando capacità operative e visione strategica.
Quando un’agenzia di ricerca indipendente scrive che un vendor sta «stabilendo uno standard tecnologico per la raccolta dati e la risoluzione delle identità», non si tratta di marketing. È una valutazione tecnica precisa, con criteri misurabili e confronto diretto tra competitor. Secondo il report Forrester Wave 2026 sui fornitori di dati B2B per marketing e vendite, ZoomInfo ha ottenuto i punteggi massimi in 20 dei 27 criteri valutati — tra cui data foundation, piattaforma e integrazioni — e ha conquistato il punteggio più alto nella categoria current offering tra tutti gli 11 vendor analizzati.
Il Punteggio che Cambia le Regole
Venti criteri su ventisette al massimo punteggio non è una metrica vaga: il Forrester Wave è una griglia di valutazione strutturata che assegna score per capability specifiche, ponderate in base alla rilevanza strategica. Entrare nella categoria Leader richiede di eccellere sia nella current offering — cioè quello che il prodotto sa fare oggi — sia nella strategy, che misura dove il vendor sta portando il prodotto. ZoomInfo ha centrato entrambe.
Il punto tecnico più interessante riguarda i due criteri dove Forrester ha concentrato la sua osservazione più netta: data collection e identity resolution. La raccolta dati B2B è un problema non banale — si tratta di incrociare segnali eterogenei (comportamentali, firmografici, tecnografici) provenienti da fonti diverse, spesso non strutturate, e ricondurli a entità aziendali e contatti verificabili. L’identity resolution è il layer che fa da collante: prende record duplicati, parziali o contraddittori e li riconcilia in un profilo unico affidabile. Fare entrambe le cose bene, a scala, è esattamente il tipo di problema che divide i vendor seri dagli aggregatori di dati di second’ordine. Che Forrester abbia scelto proprio questa coppia di capability per descrivere ZoomInfo come «standard tecnologico» dice molto sulla direzione in cui si sta muovendo il mercato.
Non è la prima volta che ZoomInfo riceve questo tipo di riconoscimento in ambito Forrester. Già nel primo trimestre 2025, la valutazione Forrester Wave sui fornitori di Intent Data aveva assegnato a ZoomInfo i punteggi massimi in otto criteri, tra cui Collection Methodologies, Identity Resolution e Data Security & Compliance. E già nel primo trimestre 2024, il comunicato stampa ufficiale di ZoomInfo certificava il top score nelle categorie Current Offering e Strategy, con il massimo possibile anche nel Market Presence. La traiettoria è coerente: tre wave consecutive, stessa categoria Leader, progressione nei punteggi.
Lo Scenario Competitivo
Per capire quanto conti davvero questo posizionamento, vale la pena guardare agli altri player. Forrester ha esaminato 11 fornitori identificati come «i più significativi sul mercato», e la distribuzione dei risultati racconta una storia interessante. Data Axle è stato anch’esso nominato Leader, ottenendo i punteggi massimi nei criteri Vision, Innovation e Roadmap — una combinazione che suggerisce un vendor forte sulla direzione strategica e sull’orientamento al futuro, ma con un profilo di current offering meno dominante rispetto a ZoomInfo.
Anteriad si è invece fermata al livello Strong Performer, un gradino sotto nella griglia Forrester, che indica capability solide ma non al livello dei Leader su almeno uno dei due assi principali.
Il contrasto tra i punteggi di Data Axle — forte su Vision e Roadmap — e quelli di ZoomInfo — forte su data foundation e capability operative attuali — riflette una tensione classica nel mercato dei dati: chi punta sull’architettura futura contro chi ha già costruito l’infrastruttura operativa. Per un team che deve scegliere un fornitore di dati oggi, non tra due anni, questa differenza è concreta.
Cosa Significa per gli Sviluppatori
Oltre i punteggi e la concorrenza, la domanda pratica è: cosa cambia nello stack di chi costruisce soluzioni B2B? Due elementi del report meritano attenzione diretta. Primo: secondo l’analisi di Morningstar sul report Forrester, ZoomInfo ha «radicato se stessa come fornitore di dati predefinito per le vendite B2B», con ambizioni che si estendono a tutte le funzioni go-to-market. Secondo: è supportata dal più grande budget R&S tra i vendor disposti a rendere pubblico questo dato.
Per chi costruisce pipeline di dati, CRM enrichment o sistemi di lead scoring, il concetto di «fornitore predefinito» ha implicazioni architetturali precise. Significa che le API, i formati di output, i meccanismi di identity resolution di ZoomInfo rischiano di diventare il riferimento de facto attorno a cui altri strumenti si integrano — un po’ come accade con certi standard di fatto nel mondo dei protocolli. Non è necessariamente una buona notizia per la diversificazione delle fonti, ma è la realtà con cui fare i conti quando si disegna uno stack dati B2B. Il budget R&S elevato, reso ancora più significativo dal fatto che altri vendor non divulgano cifre comparabili, suggerisce che il gap tecnico tra ZoomInfo e il resto del mercato è destinato ad ampliarsi nel breve termine, non a ridursi.
Per chi costruisce soluzioni B2B, lo standard è ora ben definito: ZoomInfo trazza il nuovo orizzonte tecnologico per la raccolta e risoluzione dei dati, e qualsiasi architettura dati che ignori questo posizionamento rischia di ritrovarsi a inseguire un punto di riferimento che si sposta più velocemente di quanto ci si aspetti.