La Promozione di Natale di Samsung e Perplexity AI si Trasforma in un Incubo per gli Utenti
La promozione natalizia di Samsung e Perplexity AI si è rivelata un bluff, con migliaia di utenti americani privati dell’abbonamento promesso e accusati di “abuso”
Sembrava il regalo di Natale perfetto, impacchettato con cura da due giganti della tecnologia per lusingare l’ego digitale degli utenti americani. Da una parte Samsung, il colosso dell’hardware sempre alla ricerca di un valore aggiunto per i suoi Galaxy; dall’altra Perplexity AI, l’astro nascente della ricerca conversazionale che brucia capitali nel tentativo di scalfire il dominio di Google. La promessa era semplice: scarica l’app, accedi dal tuo dispositivo Galaxy e ottieni 12 mesi di abbonamento “Pro”, un pacchetto dal valore nominale di 200 dollari.
Troppo bello per essere vero?
Esattamente.
A meno di 24 ore dal giorno di Natale, il sogno si è infranto contro il muro di gomma dei termini di servizio. Migliaia di utenti si sono svegliati con una mail che non conteneva auguri, ma un’accusa neanche troppo velata: il vostro account è sospeso, il vostro abbonamento revocato, la festa è finita.
Quello che sta accadendo in queste ore non è un semplice disservizio tecnico o un errore di calcolo del marketing. È la spia lampeggiante di un modello di business insostenibile, dove l’utente viene prima sedotto con offerte mirabolanti per gonfiare le metriche di crescita, e poi scartato non appena il costo dell’infrastruttura supera il beneficio dei dati raccolti.
La vicenda Samsung-Perplexity ci insegna una lezione fondamentale sulla volatilità dei “diritti” digitali: quando il servizio è gratuito (o promozionale), il contratto può essere stracciato unilateralmente, e la vostra privacy è spesso l’unico bene che non viene rimborsato.
Il regalo revocato e l’accusa di “abuso”
La cronologia degli eventi è brutale nella sua rapidità. Intorno a metà dicembre, Samsung e Perplexity lanciano questa promozione aggressiva riservata al mercato statunitense. L’obiettivo è chiaro: installare l’app su quanti più dispositivi possibile. Non serve un codice promozionale, basta il riconoscimento del dispositivo. La voce si sparge, i forum si riempiono, le installazioni volano.

Poi, il 26 dicembre, la doccia fredda.
Mentre gli utenti stavano ancora testando le capacità dei modelli AI avanzati, Perplexity ha iniziato una purga di massa. La giustificazione ufficiale? “Sospetto abuso”. L’azienda sostiene che molti utenti non avrebbero seguito il “flusso previsto” per il riscatto dell’offerta.
Scriviamo per informarti che il tuo abbonamento Perplexity Pro è stato sospeso con effetto immediato. […] Nell’ambito di un’indagine approfondita su un sospetto abuso di un’offerta promozionale, abbiamo stabilito che il tuo account Perplexity Pro non corrisponde ai nostri record per aver ottenuto la promozione attraverso il flusso previsto.
— Il Team di Supporto di Perplexity AI
Il linguaggio è interessante: si parla di “record che non corrispondono”, non di prove inconfutabili. Molti utenti, legittimi possessori di dispositivi Galaxy S24 o S25, giurano di aver semplicemente scaricato l’app dallo store ufficiale. Eppure, sono stati trattati come truffatori.
La realtà è che in queste dinamiche le aziende si riservano il diritto di essere giudice, giuria e boia. Utenti di Perplexity Pro segnalano l’improvvisa sospensione dei loro abbonamenti gratuiti di 12 mesi ottenuti tramite la promozione Samsung Galaxy Store, creando un cortocircuito di fiducia che raramente si vede in partnership di questo livello.
Se hai un Galaxy, sei negli USA e hai scaricato l’app, tecnicamente hai seguito le regole. Ma se l’algoritmo antifrode decide che il tuo IP non gli piace o che troppe richieste arrivano dalla tua area, sei fuori. Senza appello, o quasi.
I costi nascosti dell’intelligenza Artificiale
Dietro questa revoca di massa non c’è solo la lotta ai “furbetti” che potrebbero aver usato emulatori (una pratica comune, certo), ma una questione economica molto più pressante.
L’intelligenza artificiale generativa costa.
Costa tantissimo.
Ogni query su Perplexity Pro interroga modelli pesanti come GPT-4 o Claude 3, bruciando potenza di calcolo che l’azienda paga profumatamente ai provider cloud. Regalare 200 dollari di servizio a centinaia di migliaia di persone è una mossa di marketing che funziona solo se il tasso di conversione futuro o il valore dei dati raccolti giustifica l’investimento iniziale. Se l’adesione supera le aspettative – o se il budget stanziato per l’acquisizione utenti (Customer Acquisition Cost) viene bruciato in tre giorni invece che in tre mesi – qualcuno deve chiudere i rubinetti.
Se la tua offerta è stata sospesa, è probabile che il tuo account non soddisfacesse i nostri requisiti di idoneità per questa promozione.
— Supporto Perplexity
Questa vaghezza è strategica. La documentazione ufficiale del supporto spiega che le sospensioni sono legate a fallimenti nei requisiti di idoneità, ma non dettaglia quali siano questi parametri tecnici, lasciando l’utente nell’impotenza. È il classico squilibrio informativo che i regolatori della privacy, soprattutto in Europa con il GDPR (anche se qui siamo negli USA), detestano: decisioni automatizzate che impattano sull’accesso a un servizio, basate su criteri opachi.
Inoltre, c’è il tema dei dati. Per attivare la promozione, Perplexity ha dovuto accedere a identificatori del dispositivo, posizione geografica e dati di utilizzo. Ora che l’account è stato retrocesso alla versione gratuita, che fine fanno quei dati? L’utente è stato “verificato” come possessore di un dispositivo Samsung di fascia alta (un dato demografico prezioso), è stato profilato, e poi scaricato.
L’azienda ha ottenuto l’informazione pregiata – chi sei, dove sei e che telefono usi – senza dover erogare il servizio promesso in cambio.
Un affare, per loro.
Il Far West delle partnership promozionali
Siamo di fronte all’ennesima dimostrazione di come le Big Tech considerino le promozioni non come contratti vincolanti, ma come esperimenti revocabili. Samsung, in tutto questo, gioca il ruolo di Ponzio Pilato. Promuove l’offerta per vendere hardware, ma quando sorgono problemi, la patata bollente passa al partner software.
Nelle community ufficiali, il caos regna sovrano. Il team di supporto di Perplexity AI ha confermato l’azione dovuta a sospetti abusi direttamente nei forum Samsung, scatenando l’ira di chi ha speso oltre 1000 dollari per uno smartphone e si vede trattato come un ladro di caramelle.
La domanda provocatoria sorge spontanea: se un’azienda di AI non riesce a distinguere accuratamente tra un utente legittimo e un abuso in una semplice promozione, come possiamo fidarci della sua capacità di filtrare le “allucinazioni” nelle risposte mediche o legali?
Se il loro sistema di detection antifrode è così grossolano da colpire nel mucchio per risparmiare risorse server, quale livello di precisione stanno applicando alla gestione dei nostri dati personali sensibili?
La verità scomoda è che nel 2025 l’accesso alle tecnologie di punta è un privilegio effimero, concesso fintanto che serve a addestrare l’algoritmo o a gonfiare i numeri per il prossimo round di investimenti.
Quando l’utente smette di essere utile o diventa troppo costoso, viene disconnesso.
Buon Natale.