Il tuo nuovo collega risolve il 70% dei problemi di Excel. È un'AI e lavora in Google Sheets

Il tuo nuovo collega risolve il 70% dei problemi di Excel. È un’AI e lavora in Google Sheets

Google ha annunciato che Gemini in Sheets risolve il 70,48% dei problemi complessi di fogli di calcolo, superando nettamente Microsoft Copilot in Excel e avvicinandosi alle capacità umane.

Il risultato emerge da un test su problemi reali, dove l’AI supera i principali concorrenti e si avvicina all’abilità umana.

Immagina di avere al fianco un collega in grado di risolvere autonomamente oltre il 70% dei problemi più ostici che incontri in un foglio di calcolo, quelli per cui finisci a cercare soluzioni complesse sui forum online. Da oggi, secondo l’annuncio ufficiale di Google, quell’esperto esiste ed è integrato direttamente in Google Sheets. Si chiama Gemini e i dati che lo riguardano non sono una promessa vaga, ma il risultato di un test su problemi reali che stravolge la classifica degli assistenti AI per il lavoro con i dati.

La rivoluzione silenziosa nei fogli di calcolo

Google ha appena lanciato in versione beta nuove funzionalità per Gemini in Sheets, progettate per aiutare a creare, organizzare e modificare interi fogli di calcolo, dall’analisi dei dati più basilare a quella più complessa. L’annuncio, di per sé tecnico, nasconde una rivelazione di portata enorme: Gemini ha raggiunto una competenza all’avanguardia nella manipolazione autonoma di fogli di calcolo complessi e reali. Il merito di questa affermazione non è di un test interno, ma di un benchmark pubblico chiamato SpreadsheetBench. Questo non è un insieme di quiz teorici, ma un banco di prova costruito da 912 domande reali, raccolte direttamente dai forum online dove gli utenti di Excel chiedono aiuto per le situazioni più intricate. È il cuore concreto del lavoro quotidiano con i dati.

Ed è su questo terreno, fatto di scenari reali e frustrazioni comuni, che Gemini in Sheets ha ottenuto un risultato che fa sobbalzare: un tasso di successo del 70,48%. Questo numero, come confermato dal blog di Google Workspace, non solo supera nettamente i principali concorrenti, ma si avvicina in modo sorprendente all’abilità media di un esperto umano. In pratica, l’AI non sta solo suggerendo formule, sta comprendendo problemi complessi estratti dalla vita reale e applicando correttamente la soluzione. La barriera astratta tra “intelligenza artificiale” e “competenze pratiche” si sta sgretolando proprio dentro l’umile foglio di calcolo.

La classifica degli assistenti AI: Google domina, Microsoft arranca

I numeri non mentono, e quando si mettono a confronto le diverse soluzioni, il vantaggio di Google è netto e misurabile. Secondo la classifica aggiornata di SpreadsheetBench, Gemini in Google Sheets è il modello leader con un punteggio del 70,48%, certificato il 10 marzo 2026. A seguire, ma con un dato risalente a gennaio, si posiziona Qingqiu Agent di Kingsoft Office con il 69,96%. Il divario si fa abissale quando si osservano i diretti rivali nel mercato occidentale. Microsoft Copilot in Excel (in modalità Agente), in un test non verificato di fine settembre 2025, si è fermato al 57,20%. Ancora più indietro, con un dato di luglio 2025, l’agente di OpenAI ChatGPT, che lavora su file .xlsx, ha totalizzato solo il 45,50%.

Questo gap tecnologico, emerso nel corso degli ultimi mesi, delinea un panorama competitivo inaspettato. Nel 2026, l’integrazione AI è ormai standard: Google Sheets include Gemini (ex Duet AI) e Microsoft Excel include Copilot. Tuttavia, i benchmark indicano che avere un assistente integrato non è sufficiente; ciò che conta è la sua effettiva capacità di risolvere problemi. Mentre Gemini dimostra di aver compiuto un salto qualitativo che lo avvicina alle prestazioni umane, le soluzioni di Microsoft e OpenAI, almeno fino agli ultimi dati disponibili, sembrano arrancare in una corsa diventata improvvisamente molto veloce.

Dal 70% al futuro: cosa cambia per chi lavora con i dati

Ora che sappiamo chi sta vincendo la corsa tecnologica, resta la domanda più importante: come cambierà il nostro modo di lavorare? Un assistente che risolve autonomamente il 70% dei problemi complessi non è un gadget, ma un cambiamento di paradigma. Significa risparmiare ore di ricerca, tentativi ed errori, e sessioni di debugging. Significa che la competenza chiave non sarà più necessariamente sapere a memoria la sintassi di una formula oscura, ma saper descrivere il problema in linguaggio naturale e verificare che la soluzione proposta dall’AI sia corretta e contestuale. Il ruolo dell’utente si sposta da esecutore a supervisore, da tecnico a stratega dei dati.

Google non ha solo migliorato uno strumento, ma ha ridisegnato cosa significa “saper usare un foglio di calcolo”. L’esperto, da oggi, potrebbe essere l’AI che lavora al tuo fianco, aprendo a milioni di persone la possibilità di affrontare analisi dati che prima richiedevano una specializzazione tecnica. La sfida futura non sarà trovare la formula giusta, ma fare la domanda giusta. E forse, per la prima volta, la risposta potrebbe arrivare da un collega digitale che ha studiato tutte le domande che noi umani abbiamo già fatto.

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