Perplexity si è infilata dentro Teams
Perplexity lancia l'agente Computer in Microsoft Teams, risparmiando 1,6 milioni di dollari in un mese di test interni.
Perplexity integra il suo agente AI Computer in Teams e Excel, sfidando Microsoft Copilot sulla sua stessa piattaforma
Un mese di test interni, 1,6 milioni di dollari risparmiati in costi di manodopera, l’equivalente di 3,25 anni di lavoro completato in quattro settimane. Questi sono i numeri con cui Perplexity ha giustificato, già a marzo 2026, il lancio enterprise del suo agente AI chiamato Computer. Ora, secondo l’annuncio ufficiale di Perplexity pubblicato lo scorso 30 aprile, Computer arriva direttamente dentro Microsoft Teams — e in beta come pannello laterale nativo di Excel. Il paradosso è evidente, quasi feroce: Perplexity sfida Microsoft Copilot usando la piattaforma di Microsoft come trampolino. È ospite e rivale allo stesso tempo. La domanda non è se sia una mossa audace. È: perché Microsoft la lascia fare?
Il risparmio nella tana del lupo
Partiamo dai numeri, perché sono il cuore della strategia di comunicazione di Perplexity. A marzo 2026, quando venne lanciata la versione enterprise di Computer, l’azienda raccontò di aver già usato il proprio prodotto internamente: 1,6 milioni di dollari in costi di lavoro risparmiati, 3,25 anni di lavoro umano completati in un mese. Sono cifre notevoli, ma vanno lette con cautela. Perplexity non ha specificato su quali processi, con quale margine di errore, né con quale supervisione umana. È marketing che usa il linguaggio dell’audit. Va bene così, purché sia chiaro.
Quello che è chiaro è la velocità della trazione: già a febbraio 2026, quando Computer era ancora un prodotto consumer, oltre 100 aziende avevano chiesto accesso nel giro di un singolo fine settimana dal lancio. Un segnale di mercato che Perplexity ha trasformato subito in un’offerta enterprise a 325 dollari per posto per la versione Enterprise Max. E adesso, con l’integrazione in Teams e Excel annunciata la scorsa settimana, l’azienda non si limita più a competere con Copilot sul piano delle funzionalità. Entra fisicamente nello stesso spazio di lavoro dove Copilot vive, respira e fattura. È come aprire una pizzeria dentro la cucina di qualcun altro.
L’arma segreta: orchestrazione senza modelli propri
Ma come fa un player relativamente piccolo a competere con Microsoft sul terreno di Microsoft? La risposta è strutturale, e vale la pena smontarla con attenzione. Perplexity non costruisce modelli linguistici propri: ne orchestra venti. Claude, Gemini, GPT-5.2, Grok — tutti disponibili, tutti intercambiabili, tutti selezionabili in funzione del compito specifico. Questo approccio multi-modello è, secondo analisi di settore, strutturalmente diverso dalla scommessa monolitica di Microsoft Copilot, costruito attorno alla partnership esclusiva con OpenAI. Quando OpenAI ha un problema, Copilot ha un problema. Quando un modello di Perplexity ha un problema, ce ne sono altri diciannove.
È un vantaggio reale, ma anche un rischio nascosto. Orchestrare venti modelli significa dipendere da venti fornitori, venti politiche di utilizzo, venti strutture di prezzo. Significa anche venti superfici di attacco per chi si occupa di conformità al GDPR o di governance dei dati aziendali. Ed è qui che la nuova partnership con 1Password diventa rilevante — e non solo come feature. Attraverso quell’accordo, Computer può agire per conto di un utente senza che le credenziali di accesso vengano mai trasmesse all’agente o al modello sottostante, con azioni che restano autorizzate, governate e verificabili. In sostanza: Perplexity ha capito che il vero ostacolo ai CIO non è la capacità dell’AI, ma la responsabilità legale di darle le chiavi di casa.
I nuovi connettori con Snowflake e Databricks completano il quadro. Sono modellati sulle connessioni interne che Perplexity usa già per sé stessa — il che significa che l’azienda non sta vendendo qualcosa di sperimentale, ma esportando infrastruttura che ha già testato sul proprio bilancio. È un argomento di vendita potente. È anche, di nuovo, una forma di comunicazione molto controllata: sappiamo quello che Perplexity sceglie di dirci, non quello che non dice.
La domanda che resta: chi possiede il copilota?
E mentre le aziende si trovano a scegliere tra Copilot, Salesforce Agentforce e ora Computer, una domanda incombe su tutto il mercato enterprise dell’AI agentiva: in una guerra dove chi orchestra vince su chi costruisce, ha ancora senso essere il costruttore? Microsoft ha investito miliardi su OpenAI. Perplexity usa quel modello — GPT-5.2 è tra i venti che orchestra — e ci costruisce sopra un prodotto che compete con il prodotto di Microsoft, dentro le app di Microsoft. Se funziona, è un problema di antitrust in potenza. Se non funziona, è una storia su quanto sia difficile sottrarre quota a chi controlla la piattaforma.
Il vero copilota, alla fine, non è quello che automatizza i compiti. È quello che orchestra i modelli senza farsi notare — e che convince le aziende a fidarsi di lui con le credenziali, i dati e i flussi di lavoro. Perplexity ha capito questa cosa prima di molti altri. Resta da vedere se Microsoft glielo permetterà ancora a lungo.