Il foglio di calcolo è diventato una tela per l’AI
Google introduce Sheets canvas, un livello dinamico basato su Gemini che trasforma i fogli in mini-app. Disponibile per abbonati AI Pro e Ultra.
Il livello generativo di Gemini si sovrappone ai dati trasformando il foglio in una mini-app sincronizzata in tempo reale
Il foglio di calcolo non è più un contenitore di celle: è una superficie dove un modello generativo disegna interfacce. Il segnale tecnico arriva da Google, che ha introdotto Sheets canvas, costruita con Gemini: un livello dinamico di lettura-scrittura che si sovrappone ai dati del foglio e li rende manipolabili come una mini-app.
La differenza rispetto a un normale foglio sta in quel livello dinamico: non è una semplice visualizzazione, ma un piano di lavoro dove i dati si organizzano, si modificano e si navigano senza toccare una formula. Basta descrivere quello che si vuole — ad esempio «crea un tracker di studio visivo» — e Gemini lo costruisce.
Le modifiche restano sincronizzate in tempo reale tra il canvas e il foglio originale: se aggiorni una cella, la mini-app riflette il dato; se sposti un elemento sul canvas, il foglio si aggiorna. Il design non è statico: si può perfezionare tramite prompt a Gemini per layout, design e funzionalità.
Sheets canvas vive come una scheda in Google Sheets e si condivide come un normale foglio. Gli utilizzi sono già concreti: la gestione di compiti scolastici, il monitoraggio di una squadra di fantasy football, la pianificazione di un matrimonio con mappe dei posti a sedere interattive.
La disponibilità parte in inglese per gli abbonati a Google AI Pro e Ultra. Il rollout è iniziato il 13 agosto 2026 per i clienti Google Workspace Business o Enterprise Standard e Plus e per il componente aggiuntivo Google AI Pro for Education.
Per provare, basta aprire un foglio Google e selezionare l’opzione Crea canvas nel pannello laterale Chiedi a Gemini.
Il foglio è morto. Ma chi guarda lo schermo?
Per operare su una tela serve un modello che veda le interfacce e sappia agire. LFM2.5-VL-3B capisce documenti e schermate, localizza oggetti e può chiamare tool. Tra i miglioramenti principali figurano la comprensione di schermate e UI, il grounding, l’input multi-immagine e il function calling.
I benchmark non lasciano spazio a interpretazioni: segna 78,7, 81,2 e 82,2.
E se il prompt scegliesse da solo il modello giusto?
Quando il foglio diventa un insieme di tool, il problema non è quale modello usare, ma come instradare ogni richiesta. NVIDIA ha rilasciato NeMo Switchyard, una libreria open source per il routing intelligente. Il suo compito è automatico: instrada i prompt al modello più capace ed efficiente per ogni fase del flusso di lavoro agentico, in base alle esigenze specifiche.
Chi esegue davvero il disegno quando chiedi «crea un tracker»?
Infine c’è il modello che esegue il lavoro sporco. Google descrive Gemini 3.7 Flash come il workhorse più intelligente per coding e agenti. Il salto su AutomationBench è netto: 30,4% contro il 17,0% di Gemini 3.6 Flash. È disponibile in Google Antigravity, Gemini API via Google AI Studio, Android Studio e Gemini Enterprise Agent Platform.
Il quadro si completa con piattaforme che trattano il lavoro come un flusso continuo di dati live. Cloudflare OS descrive un ambiente in cui una ricerca si trasforma in un documento, una presentazione o un foglio modificabile collegato a dati live. Non è un caso: il foglio come documento passivo è già superato.
Per chi costruisce, lo stack cambia: non si scrivono più fogli, si orchestrano superfici, router e modelli. Il foglio di calcolo diventa un endpoint di rendering, non un deposito dati. La vera competenza non è più la formula, ma il prompt di sistema che allinea un modello visivo, un router e un workhorse sulla stessa tela.