YouTube alza i requisiti per guadagnare con gli Shorts
YouTube alza i requisiti per i guadagni sugli Shorts: da febbraio 2027 serviranno 10 milioni di visualizzazioni. Meta corteggia i creator con pagamenti garantiti.
La nuova soglia triplica i requisiti per i contenuti brevi, mentre Meta corteggia i piccoli creator con pagamenti garantiti
Immaginate di aver caricato Shorts per mesi, magari anni, di aver finalmente raggiunto quella soglia magica che vi apre le porte dei guadagni, e di aver appena cominciato a vedere qualche euro arrivare. Poi, il 10 agosto scorso, YouTube ha annunciato un aggiornamento del suo Programma Partner che cambia le regole del gioco: da febbraio 2027 non basteranno più 3 milioni di visualizzazioni Shorts negli ultimi 90 giorni. Ne serviranno 10 milioni. Il pavimento, per chi ci stava appena mettendo piede, si è mosso sotto i piedi.
La soglia che si alza
Partiamo da chi ci rimette subito: chi fino a ieri monetizzava con 3 milioni di visualizzazioni Shorts ora deve rincorrere una soglia più che tripla. Secondo quanto annunciato da YouTube, a partire dal 1° febbraio 2027 i creatori dovranno raggiungere 10 milioni di visualizzazioni Shorts qualificate negli ultimi 90 giorni per essere idonei alla condivisione dei ricavi da pubblicità e abbonamenti sui contenuti brevi. E per chi sta cercando di entrare nel programma da zero, la cosa si fa ancora più dura: i nuovi creator dovranno accumulare 8.000 ore di visualizzazione qualificate nell’ultimo anno, oppure 20 milioni di visualizzazioni Shorts qualificate negli ultimi 90 giorni. Numeri che, per chi pubblica video di 30 secondi nel tempo libero dopo il lavoro, sembrano più un traguardo olimpico che un obiettivo raggiungibile.
Non è un dettaglio da poco: come ha osservato TechCrunch, questa nuova soglia dei 10 milioni di visualizzazioni per il pool di monetizzazione degli Shorts finisce per stringere il cerchio soprattutto attorno ai creatori più piccoli e a quelli che si sono specializzati proprio nei contenuti brevi. È un po’ come se, dopo aver invitato tutti a una festa, l’organizzatore decidesse all’improvviso di alzare il prezzo del biglietto proprio quando la sala si è riempita. Perché YouTube scelga di stringere l’asticella proprio nel momento di massima crescita del formato è la domanda che viene naturale porsi.
200 miliardi di motivi
La risposta è nei numeri che YouTube stessa ha pubblicato: la piattaforma vede oggi oltre 200 miliardi di visualizzazioni giornaliere di Shorts e più di un miliardo di ore di visualizzazione sulla TV ogni giorno. Cifre da capogiro, che raccontano una crescita che tre anni fa sarebbe stata impensabile. E qui la storia si fa curiosa: già nel giugno 2023 YouTube aveva fatto l’esatto contrario, abbassando i requisiti di ingresso al Programma Partner, riducendo le ore di visualizzazione richieste da 4.000 a 3.000 e le visualizzazioni Shorts da 10 milioni a 3 milioni, proprio per invogliare più persone a provarci. Ha funzionato fin troppo bene, si direbbe. Ma se i numeri sono così buoni, perché stringere proprio sui più piccoli? La risposta, come spesso accade, arriva dal calendario e dalla concorrenza.
La finestra di gennaio e il corteggiamento di Meta
Il calendario non aspetta: secondo quanto riportato da The Verge, entro il 31 gennaio 2027 i creator già presenti nel programma dovranno accettare i nuovi termini per continuare a guadagnare dai propri contenuti. Un mese esatto prima che la nuova soglia entri in vigore. Chi non riesce a raggiungere i 10 milioni di visualizzazioni resterà semplicemente fuori dalla condivisione dei ricavi, pur potendo continuare a pubblicare. È la differenza tra essere alla festa e restare fuori a guardare dalla finestra.
E mentre YouTube stringe i cordoni, c’è chi allarga le braccia. Lo scorso marzo Facebook ha lanciato “Creator Fast Track”, un programma pensato per aiutare i creator a crescere sulla piattaforma offrendo pagamenti garantiti e maggiore visibilità ai contenuti. Non è un caso isolato: secondo TechCrunch, Meta sta corteggiando in modo aggressivo i creator di YouTube e TikTok, arrivando a offrire pagamenti garantiti fino a 3.000 dollari al mese per chi supera il milione di follower. Mentre YouTube alza la soglia per far entrare i soldi, Meta apre la porta con l’assegno già pronto in mano. Un contrasto che più ironico non potrebbe essere: la piattaforma che ha inventato lo short-form ora scoraggia i piccoli, quella che l’ha copiato li corteggia con soldi certi.
Nel frattempo YouTube prova a bilanciare la stretta con qualche apertura su altri fronti: Premium Lite, la versione economica dell’abbonamento senza pubblicità lanciata ufficialmente a marzo 2025 con piloti negli Stati Uniti, in Thailandia, Germania e Australia, verrà estesa a tutti i paesi dove è disponibile YouTube Premium. Un modo per far crescere la torta degli abbonamenti, anche se non cambia la realtà per chi vive di Shorts: da febbraio 2027 in poi, il vero spettacolo sarà capire chi resta su YouTube a rincorrere i 10 milioni di visualizzazioni e chi, invece, accetta la corte di Meta e i suoi pagamenti garantiti. Tenete d’occhio i piccoli creator nei prossimi mesi: saranno loro, con le loro scelte, a decidere davvero come cambierà la mappa dei contenuti brevi.