La Commissione europea ha visto ChatGPT come un motore di ricerca
La Commissione europea ha designato ChatGPT come motore di ricerca molto grande, imponendo nuovi obblighi di trasparenza e gestione del rischio sistemico entro gennaio 2027.
La designazione impone obblighi di valutazione del rischio sistemico e audit verificabili entro gennaio 2027
Lo scorso 31 agosto la Commissione europea ha guardato dentro ChatGPT search e ha visto un motore di ricerca, non un chatbot. Non è una questione di semantica: quando un servizio supera la soglia dei 45 milioni di destinatari attivi medi mensili nell’Unione europea, la classificazione diventa un fatto giuridico con conseguenze tecniche precise. Secondo la designazione ufficiale della Commissione europea, ChatGPT è ora un Very Large Online Search Engine (VLOSE), mentre Reddit e Roblox sono stati designati Very Large Online Platforms (VLOPs) ai sensi del Digital Services Act (DSA).
45 milioni: la soglia che trasforma un chatbot in motore di ricerca
La soglia non è negoziabile: parliamo di 45 milioni di utenti medi mensili nell’UE, il confine che separa una piattaforma ordinaria dagli obblighi rafforzati del DSA. I servizi coinvolti hanno dichiarato di raggiungerla, e i numeri noti raccontano una crescita che rendeva la designazione quasi inevitabile. Già nel periodo di sei mesi chiuso il 30 settembre 2025, ChatGPT search contava circa 120,4 milioni di destinatari attivi mensili medi nell’Unione europea: quasi il triplo della soglia. Roblox viaggia su cifre inferiori ma comunque oltre il limite, con una stima di 48 milioni di destinatari attivi mensili nell’UE riferita al semestre chiuso il 13 febbraio 2026. Reddit, terzo nome della lista, entra nella stessa categoria VLOP senza bisogno di presentare un numero: il superamento dei 45 milioni è la condizione di accesso, non una variabile da discutere.
Ma essere etichettati come motore di ricerca “molto grande” non è una targa da esporre. È un trigger: da quel momento scatta una macchina di obblighi che incide sul modo in cui il servizio è progettato, misurato e gestito.
Sotto il cofano: audit, rischio sistemico e la fine del chatbot “innocuo”
Come si traduce in pratica la nuova categoria giuridica? I servizi designati hanno quattro mesi dalla notifica — quindi entro gennaio 2027 — per conformarsi agli obblighi aggiuntivi del DSA per VLOP e VLOSE. Non si tratta di aggiornare una privacy policy o inserire un banner di consenso. Gli obblighi impongono di valutare e mitigare i rischi sistemici generati dal servizio e dai suoi sistemi algoritmici: diffusione di contenuti illegali, effetti negativi sui minori, ricadute sul benessere fisico e mentale degli utenti, sui diritti fondamentali, sui processi elettorali e sulla sicurezza pubblica. A questo si aggiunge l’audit reporting: un chatbot AI non può più limitarsi a promettere di comportarsi bene, deve dimostrarlo in modo verificabile.
La decisione di Bruxelles segna la prima volta che un chatbot AI viene classificato come motore di ricerca ai sensi del Digital Services Act, un’operazione che trasforma la natura stessa del prodotto: non più un semplice assistente conversazionale, ma una componente di infrastruttura informativa soggetta a obblighi di rischio sistemico. ChatGPT diventa così il primo chatbot AI nella fascia più severa del DSA. Secondo quanto riferito da The Verge, ChatGPT, Reddit e Roblox saranno ora sottoposti a uno standard di controllo e responsabilità più elevato nell’Unione europea, una scelta che la Commissione motiva con l’impatto significativo di questi servizi su cittadini e società.
Ma la Commissione non guarda solo i motori di ricerca. La designazione di ChatGPT apre una porta che altri sistemi generativi troveranno già spalancata.
Il precedente per chi costruisce AI: da TikTok ai rivali di ChatGPT
Se un chatbot è un motore di ricerca, chi altro lo è? Per la prima volta un assistente conversazionale autonomo entra nella categoria VLOSE del DSA, finora territorio dei motori di ricerca tradizionali. La classificazione di un chatbot AI autonomo come motore di ricerca online potrebbe anticipare il trattamento che i futuri assistenti AI concorrenti riceveranno sotto il DSA. Chi progetta la prossima generazione di strumenti conversazionali deve leggere questo passaggio come un precedente tecnico, non come una curiosità regolatoria.
Il precedente non si limita alla categoria “motore di ricerca”. Anche sul fronte dei minori la Commissione sta muovendo i primi passi: la Commissione europea ha inviato a TikTok risultati preliminari relativi agli account dei minori, indicando che questi non soddisfano gli standard di sicurezza richiesti dal DSA. Il messaggio è coerente: i prodotti destinati a un pubblico molto ampio devono incorporare vincoli di sicurezza in fase di progettazione, non rimedi aggiunti in un secondo momento.
La prossima generazione di chatbot non potrà più fingersi neutrale. Audit, trasparenza algoritmica e gestione del rischio sistemico diventano requisiti di sistema, da progettare insieme all’architettura, non adempimenti da aggiungere in corsa a gennaio 2027. Chi costruisce AI farà bene a trattare il DSA come parte dello stack, non come un costo di conformità da assorbire all’ultimo miglio.