Google Ads cambia le regole del budget pacing: dal 1 giugno la tua spesa mensile potrebbe raddoppiare

Google Ads cambia le regole del budget pacing: dal 1 giugno la tua spesa mensile potrebbe raddoppiare

Google Ads modifica il budget pacing: dal 1 giugno la spesa mensile sarà calcolata su 30,4 giorni, anche con pianificazione parziale.

Il budget giornaliero non sarà più un indicatore affidabile della spesa mensile con pianificazioni parziali

Se gestisci campagne Google Ads con pianificazione degli annunci, preparati a ricalcolare tutto. Dal 1 giugno 2026, secondo l’annuncio ufficiale sul cambiamento del budget pacing, le campagne verranno calibrate sull’intero limite mensile — cioè 30,4 volte il budget giornaliero medio — anche se gli annunci sono abilitati solo su determinati giorni della settimana. Il risultato pratico: chi usa schedule ristrette potrebbe ritrovarsi con una spesa mensile molto più alta rispetto a quella prevista, senza aver toccato una sola impostazione.

La nuova priorità: spendere tutto, non uniformemente

Fino ad ora, il budget pacing di Google Ads cercava di distribuire la spesa in modo proporzionale rispetto ai giorni in cui gli annunci erano effettivamente attivi. Se abilitavi le campagne solo da lunedì a giovedì, il sistema ragionava su una base di circa 17 giorni al mese e modulava la spesa di conseguenza. La logica era intuitiva: giorni attivi moltiplicati per budget giornaliero uguale spesa attesa.

Con il cambiamento di giugno, Google inverte le priorità. I limiti tecnici restano identici — nessun singolo giorno può superare il doppio del budget giornaliero, e il totale mensile non può eccedere 30,4 volte il budget medio — ma il sistema ora tenterà attivamente di raggiungere quel massimale mensile indipendentemente da quanti giorni la campagna è pianificata per girare. In altre parole, Google dà priorità all’utilizzo completo del budget rispetto a una distribuzione uniforme della spesa, cedendo ai propri algoritmi più margine per catturare domanda nei giorni attivi.

I conti in tasca: da $1.700 a $3.040

La matematica chiarisce meglio di qualsiasi descrizione l’entità del cambiamento. Prendiamo un caso concreto: un inserzionista con budget giornaliero di $100 e una pianificazione attiva solo dal lunedì al giovedì. In un mese tipico, quei quattro giorni su sette significano circa 17 giorni attivi. Sotto le vecchie regole, la spesa mensile attesa era quindi di circa $1.700 — 17 giorni moltiplicati per $100. Una previsione lineare, gestibile, che chiunque poteva fare con un foglio di carta.

Dopo il 1 giugno, il sistema non guarderà più ai 17 giorni attivi ma all’intero budget mensile disponibile: $100 per 30,4 giorni fa $3.040. Il tetto rimane invariato, ma il pacing punterà a riempire tutto quello spazio nei soli giorni in cui la campagna è abilitata. Questo significa che nei giorni attivi la spesa può — e secondo Google dovrebbe — salire significativamente per compensare quelli in cui gli annunci non girano. L’impatto non è omogeneo: secondo l’analisi delle implicazioni sulle campagne schedulate, una pianificazione su 5 giorni settimanali porta a un aumento di circa il 38% per ogni giorno attivo, mentre chi usa uno schedule di soli 2 giorni può arrivare a un aumento fino al 100%.

Il meccanismo sottostante è questo: il cap giornaliero — che resta fissato al doppio del budget medio — è sufficientemente alto da permettere al sistema di recuperare la spesa “mancante” dei giorni inattivi concentrandola sui giorni abilitati. In pratica, Google si riserva la flessibilità di spingere al massimo consentito ogni giorno attivo, invece di modulare la spesa su un ritmo più basso. Dal punto di vista algoritmico è una scelta coerente con la logica di massimizzazione delle conversioni; dal punto di vista dell’inserzionista, cambia radicalmente il significato del budget giornaliero impostato.

Cosa significa per chi costruisce campagne

Chi lavora con Google Ads — direttamente o attraverso tool di automazione — deve ora considerare che il budget giornaliero dichiarato non è più un proxy affidabile della spesa mensile attesa in presenza di schedule parziali. Se prima era sufficiente moltiplicare il budget per i giorni attivi, da giugno la stima corretta è: budget giornaliero per 30,4, indipendentemente dalla pianificazione. Qualsiasi sistema di forecasting, dashboard di reporting o alert di spesa che non incorpori questa logica produrrà proiezioni sbagliate.

Vale la pena notare che Microsoft Ads lavora in modo diverso: secondo le caratteristiche di Microsoft Ads per le agenzie, il limite mensile è calcolato come budget giornaliero moltiplicato per il numero effettivo di giorni del mese, e la spesa giornaliera può eccedere il budget giornaliero al massimo del 100%. È un approccio più deterministico e più facile da modellare, che non crea questo tipo di disallineamento tra pianificazione e spesa effettiva.

La mossa di Google non è tecnicamente scorretta — i cap dichiarati rimangono rispettati — ma il fatto che un cambiamento simile non richieda nessuna azione obbligatoria da parte degli inserzionisti per essere attivato lascia poco spazio all’interpretazione: chi non ricalcola le impostazioni potrebbe ritrovarsi a spendere il doppio del previsto senza ricevere un avviso esplicito. Conoscere la meccanica del pacing è il primo passo per non farsi sorprendere: se hai campagne con schedule ristrette, è il momento di rivedere i budget prima che il sistema smetta di chiederti il permesso.

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