Google AI Mode prenota il ristorante per te
Google ha introdotto funzionalità agentiche in AI Mode che prenotano ristoranti per gli utenti, trasformando la ricerca in azione concreta.
La funzione è attiva per gli abbonati AI Ultra negli Stati Uniti e promette di estendersi ad altri servizi
Immagina la scena: sono le sette di sera, hai degli amici in arrivo tra un’ora e non hai ancora prenotato nulla. Un anno fa aprivi Google, cercavi “ristoranti Roma centro”, scorri dieci schede, confrontavi le recensioni, aprivi OpenTable, scoprivi che era pieno, ricominciavi daccapo. Oggi, almeno negli Stati Uniti, la storia sta cambiando. Secondo l’aggiornamento di Google Search AI Mode, Mountain View ha prima testato questa modalità in Labs all’inizio del 2025, per poi distribuirla agli utenti americani. E nell’agosto dello scorso anno, il passo successivo: trasformare quella ricerca in un’azione concreta.
Da query a azione: il nuovo volto della ricerca
Il 21 agosto 2025, Google ha annunciato sul blog ufficiale di Google l’introduzione di nuove funzionalità agentiche e personalizzate per AI Mode in Search. La parola “agentico” suona tecnica, ma il concetto è semplice: invece di fornirti informazioni su dove potresti prenotare, l’AI Mode trova la prenotazione e la gestisce per te. È la differenza tra un motore di ricerca e un assistente che fa telefonate al posto tuo.
Il primo caso d’uso reso disponibile riguarda proprio le prenotazioni di ristoranti. Google ha specificato che l’espansione includerà presto anche prenotazioni di servizi locali — pensa al parrucchiere o all’idraulico — e l’acquisto di biglietti per eventi. Non è fantascienza: è una funzionalità concreta, anche se per ora riservata agli abbonati Google AI Ultra negli Stati Uniti attraverso l’esperimento “Agentic capabilities in AI Mode” in Labs. In altre parole, non è ancora per tutti, ma la direzione è chiara.
La corsa agli agenti AI: Google, OpenAI e Perplexity a confronto
Ma c’è un altro competitor che merita attenzione: Perplexity. Secondo quanto riportato da ZDNet, Perplexity offre già la prenotazione di ristoranti tramite integrazione diretta con OpenTable. Non è un’anteprima, non è un esperimento in Labs: funziona adesso, per chiunque abbia accesso alla piattaforma. È questo il tipo di pressione che ha spinto Google a muoversi.
Il confronto tra i tre approcci è interessante. OpenAI punta su un agente generalista, capace di navigare il web e compiere azioni in autonomia su scala ampia. Perplexity ha scelto una strada più pragmatica, integrando partner specifici come OpenTable per garantire un’esperienza fluida e affidabile subito. Google, invece, sta costruendo queste capacità dentro il suo prodotto più centrale — la ricerca — con l’ambizione di fare da collante tra il mondo delle informazioni e il mondo delle azioni. È una scommessa più grande, ma anche più ambiziosa: se funziona, il motore di ricerca smette di essere un punto di partenza e diventa il punto di arrivo.
Vale la pena fermarsi un momento su cosa significa questo per chi usa questi strumenti ogni giorno. Delegare la prenotazione di un tavolo a un’AI richiede che quell’AI abbia accesso ai tuoi dati: preferenze, posizione, magari l’agenda. Google AI Ultra è un servizio in abbonamento, il che implica un profilo utente ricco e dettagliato. È efficace, certo. Ma è anche il tipo di integrazione che merita attenzione da parte di chi tiene alla propria privacy. La comodità ha sempre un prezzo, e in questo caso quel prezzo si misura in dati personali condivisi.
Oltre i confini: l’espansione globale di AI Mode
La ricerca non è più solo un modo per trovare informazioni, ma uno strumento per agire. Con Google AI Mode, stiamo entrando in un’era in cui l’intelligenza artificiale diventa il nostro assistente quotidiano — uno che non risponde solo alle domande, ma prende appuntamenti, trova posti e compra biglietti. Le prossime espansioni promettono di rendere tutto questo accessibile a un pubblico sempre più vasto. Il ristorante per stasera? Presto potresti non doverlo cercare tu.