Gli annunci stanno arrivando anche nelle risposte dell’AI
Google AI Mode mostra annunci in quasi una query commerciale su tre, spesso due affiancati. ChatGPT testa pubblicità solo per piani Free e Go.
La ricerca conversazionale di Google mostra pubblicità in quasi una query commerciale su tre, con due annunci spesso affiancati
Greg Sterling non cercava nulla di strano. Voleva solo capire chi potesse riparare un impianto di riscaldamento a casa sua. Ha digitato la domanda, ha aperto la nuova modalità AI di Google e si è trovato davanti un annuncio. Non il tecnico con più recensioni, non il risultato più pertinente: un idraulico che aveva pagato per comparire lì. Era il 19 novembre 2025 e, come ha raccontato lui stesso su LinkedIn, era il primo annuncio in AI Mode visto in natura. Oggi quella rarità è diventata un sistema: a fine agosto, una ricostruzione pubblicata su SerpLens ha messo in fila i diversi formati di annunci della modalità AI di Google. Ma partiamo dalla scena che ha dato il via a tutto.
Il primo annuncio dopo una domanda qualunque
La segnalazione di Sterling era un dettaglio tecnico, ma diceva molto. Lo screenshot della query di riparazione HVAC, ripreso anche da Search Engine Land, mostrava un meccanismo nuovo: nella ricerca conversazionale non vince solo chi risponde meglio, ma anche chi paga. Da quel 19 novembre 2025 la macchina ha cambiato passo. A maggio 2026 Google ha annunciato l’arrivo di più formati, tra cui i Conversational Discovery Ads e gli Highlighted Answers. Oggi i tipi di annunci che possono comparire nell’AI Mode sono cinque. E da agosto 2026 anche gli annunci Shopping in-line possono presentarsi in formato carosello, con più prodotti uno accanto all’altro. La domanda a questo punto è semplice: quanto spazio occupano davvero nella vita di chi cerca?
L’invasione silenziosa dei risultati
I numeri, diffusi nei giorni scorsi, danno una risposta scomoda. Search Engine Land ha riportato i risultati di uno studio di SE Ranking: Google AI Mode ha mostrato annunci di testo nel 29,45% delle query commerciali. Quasi una ricerca su tre. E quando l’annuncio scatta, non resta da solo: secondo la stessa rilevazione, il 71,1% delle query che attivavano annunci ne mostrava due. Tradotto: non è una comparsa sporadica, è una colonna. Google sta anche testando due nuovi tipi di annunci costruiti con Gemini che offrono dettagli sui prodotti e indicazioni utili. Da una parte è comodo: dentro la risposta trovi già quello che ti serve. Dall’altra è pubblicità travestita da consiglio, ed è giusto saperlo. Mentre Google consolida la sua macchina, un altro gigante si muove con una filosofia diversa.
ChatGPT risponde con regole diverse
A fine agosto OpenAI ha annunciato di iniziare il test degli annunci in ChatGPT negli Stati Uniti. Ma le regole sono diverse. Il test riguarda solo utenti adulti che hanno effettuato l’accesso e usano i piani Free e Go. Chi ha un piano Plus, Pro, Business, Enterprise o Education non vedrà annunci. È una mossa quasi controintuitiva: la pubblicità serve a finanziare chi paga poco o niente, mentre chi già paga resta al riparo. Resta da capire se questa differenza di approccio cambierà le scelte di utenti e inserzionisti nei prossimi mesi. Il futuro della ricerca AI ha già un prezzo, ma la partita è appena iniziata: chi cerca e chi vende dovranno imparare a leggere le risposte con occhi diversi, perché la risposta migliore non è sempre quella organica.