Google ha dimezzato i prezzi di Gemini 3.7 Flash in tre settimane

Google ha dimezzato i prezzi di Gemini 3.7 Flash in tre settimane

Google ha dimezzato i prezzi di Gemini 3.7 Flash in tre settimane, con un salto di 12 punti su GDP.pdf. La concorrenza con OpenAI e Anthropic si fa serrata.

Il taglio segue il lancio di Gemini 3.6 Flash di appena tre settimane fa, con un balzo di dodici punti

Dodici punti in tre settimane

La bolletta dimezzata è già una buona notizia, ma dietro c’è una scheda tecnica che vale la pena guardare con attenzione, perché racconta quanto velocemente si stia muovendo Google su questo fronte. Gemini 3.6 Flash — il diretto predecessore di questo nuovo modello — era stato lanciato appena lo scorso 21 luglio, meno di un mese fa. Su Gemini 3.7 Flash, secondo l’annuncio ufficiale, il salto rispetto al modello di appena tre settimane prima è netto: sul benchmark GDP.pdf, che secondo GDP.pdf misura le capacità del modello su compiti di comprensione e ragionamento documentale complesso, il punteggio passa dal 22,0% al 34,0%. Dodici punti percentuali in meno di un mese di distanza tra un modello e il successivo non sono un aggiornamento cosmetico: sono il segnale di un’iterazione rapidissima, di un team che sta spingendo forte sull’accelerazione dei modelli di fascia “veloce”.

Per contestualizzare quanto stia correndo Google, vale la pena ricordare che l’intera famiglia Gemini è nata appena il 6 dicembre 2023: in meno di tre anni si è passati da un primo annuncio a un’iterazione di modelli Flash che si susseguono a distanza di settimane, non di mesi. Questo tipo di cadenza cambia anche il modo in cui chi sviluppa software deve pensare alle proprie scelte tecnologiche: se il modello che scegli oggi rischia di essere superato — in prestazioni e in prezzo — nell’arco di un mese, la strategia più sensata diventa costruire pipeline flessibili, capaci di cambiare motore senza dover riscrivere tutto da capo.

E se Google riesce a dimezzare i prezzi in appena tre settimane, la domanda che si pone chiunque lavori in questo settore è immediata: cosa significa per chi gioca nella stessa fascia di mercato?

Il prezzo giusto per competere

Il taglio di prezzo non avviene nel vuoto: intorno a Gemini 3.7 Flash si muovono concorrenti tutt’altro che pigri. Partiamo dai numeri concreti. Gemini 3.6 Flash, lanciato lo scorso luglio, costava 1,50 dollari per milione di token in input e 7,50 dollari per milione in output — un prezzo già pensato per abbattere il costo complessivo dei compiti agentici. Gemini 3.7 Flash arriva invece a metà di quella cifra, circa 0,75 dollari di input e 3,75 di output per milione di token: praticamente la metà, nell’arco di poche settimane.

Messo a confronto con la concorrenza, il quadro si fa interessante. GPT-5.4 mini di OpenAI, annunciato lo scorso marzo, si posiziona a 0,75 dollari di input e 4,50 di output per milione di token: sull’input il prezzo è identico a quello del nuovo Gemini, sull’output Google scende leggermente sotto. Dall’altra parte, Anthropic gioca la carta della qualità pura con Claude Haiku 4.5, descritto dall’azienda come il modello “più veloce e cost-efficient” della sua gamma, capace di eguagliare le prestazioni di Sonnet 4 su coding, uso del computer e compiti agentici, con un punteggio del 73,3% su SWE-bench Verified — una delle metriche più citate per valutare quanto un modello sappia davvero risolvere problemi di programmazione reali.

Il risultato è una fascia di mercato dove tre colossi si contendono lo stesso spazio con armi diverse: Google punta sulla velocità di iterazione e sul prezzo aggressivo, OpenAI mantiene una posizione di prezzo molto simile ma con un modello annunciato mesi prima, Anthropic scommette sulla qualità dimostrata sui benchmark di coding più severi. Quanto ancora potrà scendere il costo per token prima che qualcuno debba iniziare a sacrificare qualità per stare al passo?

La prossima mossa da osservare non è tanto il prossimo modello di Google — che a questo ritmo potrebbe arrivare già nelle prossime settimane — ma la reazione di Anthropic e OpenAI. La guerra dei modelli veloci ed economici è entrata in una fase in cui ogni punto percentuale sui benchmark e ogni centesimo per milione di token contano davvero, e per chi scrive codice ogni giorno, questo significa una cosa molto semplice: la prossima fattura potrebbe essere più leggera, ma solo se si sceglie di stare sul pezzo.

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