Amazon ha lanciato due host AI che parlano tra loro
Amazon introduce Join the Chat, due host AI che discutono prodotti e rispondono a domande in tempo reale, disponibile su iOS e Android.
Le due voci artificiali discutono i prodotti basandosi su recensioni reali e dati del catalogo
Immagina di essere indeciso tra due aspirapolveri su Amazon. Prezzi simili, funzioni simili, un mare di recensioni da leggere. La vecchia soluzione era aprire dieci schede, confrontare le specifiche tecniche, sperare che qualcuno nei commenti avesse risposto esattamente al tuo dubbio. Adesso, invece, puoi premere un pulsante e ascoltare due host generati dall’intelligenza artificiale che discutono il prodotto come se stessero registrando un podcast. E se ti viene una domanda, puoi farla. In tempo reale. Gli host si fermano, rispondono, e poi riprendono da dove si erano interrotti. Questa nuova funzionalità si chiama Join the chat, ed è stata annunciata il 28 aprile. Secondo l’annuncio ufficiale di Join the chat, è già disponibile per i clienti statunitensi su iOS e Android.
Dal testo alla voce: il salto di qualità
Per capire perché questa novità conta, conviene fare un passo indietro. Amazon ha costruito negli ultimi due anni un’infrastruttura conversazionale molto solida. Già nel febbraio 2024 aveva lanciato in beta l’assistente Rufus, il suo chatbot di testo basato sull’intelligenza artificiale generativa, addestrato sul catalogo prodotti, sulle recensioni dei clienti, sulle domande della community e su informazioni del web. Rufus era pensato per rispondere a domande, fare confronti e dare raccomandazioni — e ci era riuscito abbastanza bene da essere esteso a tutti i clienti americani entro luglio 2024. Negli ultimi due anni Amazon ha introdotto oltre 50 aggiornamenti tecnici e nuove funzionalità personalizzate di Rufus, trasformandolo in quello che la stessa azienda definisce un compagno di shopping che fa risparmiare tempo e denaro.
Ma scrivere una domanda a un chatbot è ancora un gesto che richiede un certo sforzo cognitivo. Devi formulare la domanda, digitarla, leggere la risposta. È utile, certo, ma non è proprio rilassante. La differenza con Join the chat è esattamente questa: senti una voce. Anzi, due voci che dialogano. Le risposte degli host AI non sono generate a vuoto: si basano su dettagli del prodotto, recensioni dei clienti e altre informazioni pubbliche disponibili. È lo stesso tipo di intelligenza di Rufus, ma confezionata in un formato audio che senti mentre scorri la pagina, quasi come avere un commesso esperto che ti parla nell’orecchio. E quando interrompi con una domanda, l’esperienza non si spezza — gli host riprendono il filo da dove lo avevano lasciato, senza ricominciare da capo.
Tutto questo si innesta su un terreno già preparato: già nel maggio 2025 Amazon aveva cominciato a testare brevi riassunti audio automatici su alcune pagine prodotto selezionate, con esperti AI che discutevano le caratteristiche principali degli articoli. Era il primo esperimento di quello che sarebbe poi diventato le Hear the highlights, quella modalità audio che ora evolve in qualcosa di interattivo. La traiettoria è chiara: da testo statico, a audio passivo,
a conversazione vera e propria.
Numeri che parlano e futuro da ascoltare
I dati di adozione confermano che la direzione è quella giusta. Stando ai dati di Amazon, nel 2025 250 milioni di clienti hanno usato Rufus nel corso dell’anno — un numero che da solo dice quanto l’assistente conversazionale sia entrato nelle abitudini di acquisto degli americani. Ma la statistica che colpisce di più è un’altra: chi usa Rufus durante una sessione di shopping ha una probabilità di acquisto superiore del 60% rispetto a chi non lo usa. Non è un dettaglio secondario. Significa che conversare con un assistente AI — anche nella sua forma testuale — cambia concretamente il comportamento d’acquisto. Le persone trovano quello che cercano più facilmente, si convincono prima, si fidano di più.
Ora immagina di applicare quella stessa logica a un formato audio, più naturale e meno faticoso del testo. Se Rufus scritto sposta il tasso di conversione del 60%, cosa potrebbe fare una conversazione vocale fluida, dove fai domande senza nemmeno dover digitare? È la domanda che Amazon non ha ancora risposto con numeri pubblici, ma che l’azienda sta chiaramente cercando di rispondere sul campo, con questo lancio.
C’è anche un contesto più ampio da tenere presente. Amazon non vende qualche migliaio di articoli: nel suo catalogo ci sono oltre 300 milioni di prodotti disponibili con consegna rapida e gratuita per i membri Prime. Uno spazio commerciale di quelle dimensioni genera una quantità di scelte che può facilmente diventare paralizzante. La ricerca per parole chiave, i filtri, le stelle nelle recensioni: sono strumenti utili, ma progettati per un’era in cui il testo era l’unica interfaccia disponibile. L’audio conversazionale è un tentativo di adattare quella complessità a un modo di informarsi che gli esseri umani usano da sempre — ascoltare qualcuno che ne sa più di te e chiedergli cosa ne pensa.
Resta aperta, naturalmente, la questione della fiducia. Le risposte degli host AI sono ancorate a recensioni reali e dati pubblici, ma chi garantisce che la selezione delle informazioni sia neutrale e non favorisca prodotti sponsorizzati o margini più alti per Amazon? È una domanda legittima, e per ora Amazon non ha fornito dettagli sui meccanismi di trasparenza. Vale la pena tenerla a mente mentre si prova la funzione — che, per chiunque abbia un account americano su iOS o Android, è già disponibile da ieri.
Nel frattempo, l’idea che comprare qualcosa online possa diventare qualcosa di simile a una conversazione con un esperto di fiducia — disponibile a qualsiasi ora, su qualsiasi prodotto — è concreta abbastanza da meritare di essere provata di persona.