Amazon alza le commissioni per i venditori del Cyber Monday

Amazon alza le commissioni per i venditori del Cyber Monday

Amazon aumenta le commissioni FBA per il Cyber Monday 2026, con un sovrapprezzo di 0,32 dollari per unità e un supplemento carburante del 3,5%.

Il sovrapprezzo carburante e le commissioni di picco si aggiungono ai costi già aumentati per i seller FBA

Immagina di essere un venditore Amazon: hai passato mesi a preparare le scorte, a calcolare margini, a incrociare le dita per il Black Friday. Poi scopri che ogni singola unità venduta durante il picco festivo ti costerà 0,32 dollari in più rispetto al periodo normale, e che sopra a questo si aggiunge un sovrapprezzo del 3,5% per carburante e logistica. Non è uno scenario ipotetico: è quello che aspetta centinaia di migliaia di seller iscritti a Fulfillment by Amazon in vista del Cyber Monday 2026,
come emerge da una discussione ufficiale sui forum di Seller Central.

Il colpo in cassa

Facciamo un esempio semplice, di quelli che si capiscono senza calcolatrice: se vendi diecimila unità nella settimana del Black Friday, l’aumento medio delle commissioni di evasione ti costa già più di 3.200 dollari, prima ancora di contare il supplemento del 3,5% che si applica sopra le tariffe di picco. È una cifra che a molti venditori, soprattutto quelli con margini già risicati, brucia parecchio. La notizia non è del tutto inedita — i costi di evasione ordini durante le festività del 2025 erano rimasti sostanzialmente identici a quelli del 2024 — ma il sovrapprezzo carburante annunciato lo scorso aprile ha acceso gli animi: secondo quanto riportato, l’annuncio ha scatenato una reazione immediata da parte dei venditori terzi, che vedono in questa mossa un ulteriore taglio ai già sottili margini di stagione. Ma è già tutto scritto? O c’è un modo per alleggerire il colpo?

La via di fuga

Fortunatamente, Amazon stessa offre un’ancora di salvezza, e fuori dal suo perimetro qualcuno ha già aperto la porta a un’alternativa concreta. Partiamo dalla prima: si chiama Amazon Warehousing and Distribution, o AWD, ed è il servizio che permette ai venditori di stoccare le scorte in centri logistici Amazon a monte della catena, lasciando poi che sia l’azienda a smistarle verso i magazzini FBA nel momento giusto. Pensatelo come un serbatoio di riserva: invece di rincorrere le scorte all’ultimo minuto durante il picco, le tieni pronte, e Amazon le distribuisce da sola quando serve. I numeri raccontano bene perché conviene: chi si è iscritto ad AWD già nel quarto trimestre del 2025 ha registrato un aumento di oltre il 13% nelle unità spedite e una riduzione superiore al 30% nei giorni di esaurimento scorte rispetto al trimestre precedente. Tradotto: meno “sold out” proprio nei giorni in cui la domanda esplode, e più unità che effettivamente arrivano a destinazione ed entrano in cassa.

Chi invece guarda oltre il perimetro Amazon trova un’altra porta aperta, quella di Walmart. Il colosso di Bentonville aveva già mostrato le carte in tavola qualche anno fa, quando aveva annunciato di rinunciare alle tariffe di stoccaggio di alta stagione per il periodo da ottobre a dicembre, un gesto che pesa parecchio per chi deve gestire volumi elevati di inventario proprio nei mesi più delicati dell’anno. Non è un caso isolato: è un segnale di come i marketplace concorrenti stiano cercando di attirare venditori scontenti delle commissioni sempre più stratificate di Amazon, che a queste due voci aggiunge anche i costi delle promozioni stagionali — una commissione fissa di 100 dollari per ogni promozione più una variabile dell’1,5% delle vendite promozionali, con un tetto massimo di 5.000 dollari. Insomma, per partecipare agli eventi lampo delle festività bisogna mettere in conto anche questa voce, oltre a fulfillment e sovrapprezzo.
E per chi sceglie di restare fedele ad Amazon nonostante tutto? Il prezzo da pagare potrebbe essere più alto del previsto.

Oltre il picco

Mentre ci prepariamo alla volata finale del 2026, i segnali dagli anni passati dipingono un quadro abbastanza chiaro: le commissioni di picco non spariranno, e chi non organizza per tempo l’arrivo delle scorte rischia di perdere qualcosa di ben più prezioso di qualche centesimo per unità. Amazon ha infatti chiarito che, per garantire l’idoneità al badge Prime durante gli eventi clou della stagione, l’inventario deve arrivare nei centri logistici entro scadenze precise: chi sfora quelle date rischia di vedere i propri prodotti scomparire dalla vetrina più ambita del sito, quella con il simbolo blu che i clienti cercano istintivamente prima di cliccare “acquista”. Vale la pena tenerlo d’occhio nei prossimi mesi, perché è proprio lì che si gioca la partita più delicata.

Le feste 2026 saranno un banco di prova per i venditori: chi si adatta — magari spostando parte delle scorte su AWD, o diversificando su piattaforme come Walmart — vince. Chi resta fermo rischia di restare senza scorte, o peggio, senza badge Prime proprio quando conta di più.

🍪 Impostazioni Cookie