Microsoft ha costruito il suo agente sui modelli di Anthropic

Microsoft ha costruito il suo agente sui modelli di Anthropic

Microsoft lancia il nuovo Copilot basato sui modelli di Anthropic, mentre la dipendenza da un fornitore concorrente solleva dubbi sull'innovazione reale.

Il nuovo Copilot si appoggia ai modelli di Anthropic, che nel frattempo ha lanciato Claude Cowork

A una settimana dall’annuncio, la domanda non è cosa Microsoft abbia presentato, ma da chi dipenda per presentarlo. Secondo l’annuncio ufficiale di Microsoft, il nuovo Copilot introduce tre capacità: Home, Code e Autopilot. Home è il nuovo punto di partenza che riunisce Chat e Cowork, con Office dentro Copilot. Code promette a chiunque di costruire le proprie soluzioni. Autopilot è un agente persistente. Microsoft ha precisato che Home e Code arriveranno nelle prossime settimane nel programma Frontier, mentre Autopilot sarebbe passato in anteprima privata a fine settembre. Ma il punto è un altro: Home si appoggia a Cowork, e Cowork è costruito su modelli di Anthropic. Microsoft lo racconta come una collaborazione. Nel frattempo, Anthropic ha lanciato Claude Cowork. E qui comincia il paradosso.

Il gigante che si appoggia alla propria minaccia

Come si legge nel post del programma Frontier, Microsoft ha lavorato a stretto contatto con Anthropic per portare la tecnologia che alimenta Claude Cowork dentro Microsoft 365 Copilot. Il Cowork di Microsoft, in altre parole, non è un progetto indipendente: è costruito su modelli di Anthropic. E i numeri dicono che la dipendenza non è marginale. Dopo tre mesi di anteprima in Frontier, più della metà delle Fortune 500 utilizza Copilot Cowork, stando a quanto comunicato a giugno 2026. Il prodotto è stato reso generalmente disponibile lo scorso giugno: in pochi mesi è diventato il cuore dell’esperienza Copilot. La contraddizione è evidente: Microsoft integra nei propri prodotti la tecnologia di un fornitore che, nel frattempo, ha lanciato un prodotto concorrente, Claude Cowork, pensato per usare il modello Claude in modo agentico sui comuni software aziendali. Non è una partnership qualunque: è un’alleanza con la propria minaccia. E apre una domanda scomoda: se la base è di Anthropic, cosa c’è davvero di nuovo in Home, Code e Autopilot?

Home, Code, Autopilot: innovazione o nuovo packaging?

Per capirlo bisogna entrare dentro l’annuncio, dove i dettagli tecnici dicono più delle promesse. Home riunisce Chat e Cowork e integra Office in Copilot: Word, Excel e PowerPoint dentro l’esperienza. Code è la stessa tecnologia sottostante di GitHub Copilot, gira in un ambiente sandbox e può essere ospitato nel tenant. Fabric IQ porta il contesto dei dati, inclusi oltre 20 milioni di modelli semantici in Power BI, dentro Copilot. Autopilot, prima chiamato Scout, è descritto come un “compagno di squadra digitale” persistente e proattivo. Sembra tanto, ma guardando meglio: Home è Cowork con Office aggiunto; Code è GitHub Copilot confezionato per il tenant; Autopilot è un rebranding. Il dato dell’adozione diffuso a giugno — più della metà delle Fortune 500 su Copilot Cowork dopo tre mesi di anteprima — dice che la distribuzione funziona, non che l’innovazione sia originale. Microsoft consolida il programma Frontier, certo, ma lo fa appoggiandosi a una base tecnologica che non controlla. E mentre consolida, le startup native dell’IA si muovono per renderla superflua.

Chi possiede davvero l’agente nell’impresa?

Ora lo scenario si allarga: non è più una battaglia tra Copilot e Claude Cowork, ma tra chi fornisce l’infrastruttura e chi possiede il cliente. OpenAI ha lanciato Frontier, una piattaforma per costruire, distribuire e gestire agenti AI per le imprese. Google Cloud ha risposto con Gemini Enterprise, sfidando direttamente Microsoft Copilot e OpenAI ChatGPT Enterprise. E il rischio, segnalato già a febbraio da Fortune, è che le startup native dell’IA come OpenAI e Anthropic disintermedino il rapporto tra i grandi fornitori SaaS e i loro clienti, rendendo superfluo l’aggiornamento alle offerte di agenti che gli stessi giganti SaaS propongono. Tradotto: se l’agente può lavorare direttamente sui dati e sui processi dell’azienda, perché passare dal software del fornitore? La concentrazione dei modelli nelle mani di pochi laboratori solleva interrogativi che, prima o poi, finiranno sui tavoli dei regolatori e delle autorità antitrust. Microsoft oggi aggiorna Copilot, ma la proprietà della relazione con l’impresa non è più scontata. Resta una domanda: se l’IA rende superfluo l’aggiornamento al software del fornitore, per chi lavora Microsoft oggi?

Microsoft ha costruito il futuro dell’IA aziendale o ha appena firmato il certificato di obsolescenza del modello SaaS che l’ha resa grande? L’annuncio della scorsa settimana non risponde. Anzi, lo rende più urgente.

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