Google sta mappando il cervello di un topo.
Google combina AI Mode per pianificare viaggi con la ricerca su mappatura cerebrale MoGen, segnando il passaggio all'era della cognizione.
L’azienda sta anche mappando il cervello per capire come comprendiamo il mondo che esploriamo
Stai pianificando le vacanze estive e, tra decine di schede aperte sul browser, cerchi di incastrare voli, hotel e attrazioni. Fino a ieri sarebbe stato un caos, ma oggi basta cliccare sull’icona dell’AI Mode e in pochi secondi hai un itinerario coerente, con tutto messo in mappa e persino la traduzione in tempo reale per quando sarai sul posto.
Quello che sembra magia è l’ultima evoluzione di aggiornamento AI Mode in Chrome, che affianca ai risultati di ricerca un assistente in grado di organizzare le informazioni sparse.
Google lo promuove come il tuo alleato per viaggi intelligenti, tanto che in un recente articolo ha illustrato consigli di viaggio estivo con AI. L’azienda spiega come pianificazione viaggi con AI possa trasformare ricerche sparse in un piano coerente e creare itinerari personalizzati, completo di opzioni per voli, hotel e attrazioni locali geolocalizzate. Ma non finisce qui: con l’ultimo aggiornamento di Google Translate, le tue cuffie diventano un traduttore AI per viaggi, e i modelli vocali di Gemini fanno sì che traduzioni naturali in viaggio preservino tono e cadenza originali, rendendo le conversazioni all’estero più autentiche.
Dalle autostrade alle autostrade neurali
Mentre aiuta noi a orientarci nel mondo, Google sta esplorando un territorio altrettanto complesso: il cervello. Pochi giorni prima dei consigli di viaggio, Google Research ha pubblicato un articolo che segna un avanzamento mappatura cerebrale. Il cuore della ricerca è un modello chiamato MoGen, in grado di generare geometrie sintetiche neuroni realistiche. Questi dati sintetici, aggiunti al training del sistema di ricostruzione PATHFINDER, hanno portato a una riduzione errore ricostruzione del 4.4%. Un numero apparentemente piccolo, ma che si traduce in un risparmio anni-persona lavoro di 157 anni per mappare un intero cervello di topo. Proprio su questo animale Google Research ha recentemente avviato uno sforzo di mappatura cervello topo.
Il prossimo confine è già qui
Il duplice sforzo non è casuale. Segna un salto dall’era dell’informazione a quella della era della cognizione. L’azienda sta costruendo non solo una mappa di ogni luogo, ma una mappa di come comprendiamo quei luoghi. Nei prossimi anni, assisteremo a un intreccio sempre più stretto tra queste due esplorazioni. Immagina un assistente che non solo ti prenota un hotel, ma capisce perché quella vista sul mare ti rilassa, basandosi su modelli neuronali. O un traduttore che non rende solo le parole, ma l’intento culturale, grazie a una comprensione profonda del linguaggio simile a quella che stanno cercando nel cervello.
La domanda non è più cosa Google sappia del mondo, ma cosa stia imparando su come noi lo percepiamo e lo ricordiamo. E mentre ci aiutano a esplorare spiagge lontane, stanno anche disegnando la cartografia della nostra coscienza. Il viaggio, dentro e fuori, è appena iniziato.