X ha convinto gli inserzionisti con l’AI
X presenta Optimized Targeting, strumento AI che aumenta click e conversioni. Il 92% degli inserzionisti lo tiene attivo.
Il nuovo strumento AI arriva in un momento di forte calo delle entrate pubblicitarie
Immagina di dover preparare una campagna pubblicitaria per il tuo negozio online. Devi scegliere a chi mostrare gli annunci, scrivere i testi, impostare il budget, decidere gli obiettivi, monitorare i risultati. Un processo che può richiedere ore — e che spesso scoraggia le piccole imprese prima ancora di iniziare. X promette di risolvere tutto in pochi minuti, con un processo quasi automatico. Stando a l’annuncio ufficiale di X per gli inserzionisti, il nuovo flusso guidato basato su AI consente di creare e lanciare campagne efficaci in pochissimo tempo. La domanda vera, però, è un’altra: gli inserzionisti si fidano ancora della piattaforma abbastanza da provarci?
Campagne in un lampo con l’AI
Il nuovo strumento si chiama Optimized Targeting, e l’idea di fondo è semplice: togli all’inserzionista il peso delle scelte tecniche e lascia che l’algoritmo faccia il lavoro sporco. Inserisci l’URL del tuo sito, l’AI analizza i contenuti e genera automaticamente testi e targeting. È un po’ come avere un assistente pubblicitario che conosce già il tuo prodotto e sa a chi proporlo — senza che tu debba spiegargli nulla. X ha anche annunciato, già a febbraio 2025, due funzionalità complementari: “Prefill with Grok”, che genera promozioni per la tua attività a partire da un semplice indirizzo web, e “Analyze Campaign with Grok”, che analizza le performance della campagna in corso per suggerire ottimizzazioni. L’obiettivo dichiarato è abbattere la barriera d’ingresso per chi non ha un ufficio marketing dedicato. Tutto bello, certo. Ma i numeri confermano questa promessa?
Numeri che parlano
Dai beta test emergono dati interessanti: Optimized Targeting ha prodotto in media un aumento del 10% nel tasso di click-through e del 16% nel tasso di conversione. Non sono numeri da buttare via. E c’è un altro dato che colpisce: il 92% degli inserzionisti che ha provato lo strumento ha scelto di tenerlo attivo, evidentemente soddisfatto dei risultati. Quando nove inserzionisti su dieci decidono di non spegnerlo, vuol dire che qualcosa funziona davvero.
Ma questi numeri vanno letti in un contesto più ampio, e quel contesto racconta una storia piuttosto complicata per X. Già nel dicembre 2023, secondo un’inchiesta di Fortune, la piattaforma aveva incassato poco più di 600 milioni di dollari di entrate pubblicitarie per ciascuno dei primi tre trimestri dell’anno — contro oltre un miliardo per trimestre nel 2022. Un dimezzamento netto, con entrate totali per il 2023 attorno ai 2,5 miliardi di dollari. La caduta è stata rapida e dolorosa. E non si tratta solo di soldi: a settembre 2024, secondo la ricerca Kantar riportata da CBS News, circa un inserzionista su quattro pianificava di tagliare ulteriormente la spesa su X nell’anno successivo. Ancora più preoccupante: solo il 4% degli operatori di marketing ritiene che X offra adeguate garanzie di brand safety. Quattro su cento. Un numero che dice tutto sulla profondità della crisi di fiducia che la piattaforma deve affrontare.
In questo scenario, i miglioramenti portati da Optimized Targeting sono reali, ma rappresentano una goccia in un oceano di diffidenza accumulata. Lo strumento AI può semplificare il lavoro di chi già usa X per fare pubblicità, ma convincere chi se n’è andato a tornare è un’altra cosa. La tecnologia, da sola, non basta a riparare una reputazione.
La sfida dei giganti
Google e Meta non stanno certo a guardare. Ad aprile 2026, AI Max di Google per le campagne Search — già adottato da centinaia di migliaia di inserzionisti in tutto il mondo — garantisce in media il 7% in più di conversioni a parità di costo per acquisizione, combinando corrispondenza dei termini di ricerca, personalizzazione del testo ed espansione degli URL di destinazione. E secondo l’analisi di Social Media Today sugli strumenti AI di X, anche Meta ha sviluppato funzionalità simili per l’estrazione automatica di elementi dal sito web e la generazione rapida di annunci. Il mercato si sta muovendo velocemente, e X arriva in ritardo rispetto a piattaforme che hanno budget più grandi, più dati e — soprattutto — più fiducia da parte degli inserzionisti.
X ha fatto un passo avanti concreto. Optimized Targeting funziona, i test lo dimostrano, e la semplicità del nuovo flusso di creazione campagne è un vantaggio reale soprattutto per le piccole imprese. Ma la strada per tornare ai risultati di qualche anno fa è ancora lunga. Resta da vedere se gli inserzionisti, scottati dalle incertezze degli ultimi anni, daranno davvero una seconda chance alla piattaforma — o se preferiranno continuare a investire dove si sentono più al sicuro.