Google ha spostato di nuovo la scadenza di AI Max

Google ha spostato di nuovo la scadenza di AI Max

Google sposta a febbraio 2027 l'upgrade da Dynamic Search Ads ad AI Max, mentre Microsoft distribuisce la sua soluzione senza date di dismissione.

L’upgrade da Dynamic Search Ads ad AI Max era atteso per settembre, ma Google ha spostato tutto a febbraio 2027

C’è un search practitioner che ha preferito restare anonimo ma non è riuscito a trattenere il disappunto: «Non sta facendo quello che dovrebbe — cioè abbinare le query di coda lunga al copy giusto e alla landing page giusta. Non vedo ancora l’intelligenza nell’AI». Parole che raccontano meglio di qualsiasi comunicato il clima attorno all’upgrade da Dynamic Search Ads ad AI Max. Google aveva annunciato l’upgrade di Dynamic Search Ads a AI Max lo scorso 15 aprile, con l’avvio degli upgrade automatici previsto, all’epoca, per settembre. Poi le cose si sono complicate.

La promessa dell’AI che non convince

L’entusiasmo ufficiale non manca. A Digiday, un portavoce di Google ha definito AI Max «il prodotto pubblicitario Search basato sull’AI a più rapida crescita». L’idea è seducente: prendere le campagne Dynamic Search Ads — che da anni fanno il lavoro sporco di abbinare le ricerche alle pagine giuste del sito — e potenziarle con uno strato di intelligenza artificiale capace di scegliere il testo, espandere gli URL finali e intercettare query che nessun account manager umano avrebbe mai trovato a mano. In teoria è la fine del lavoro manuale sulle keyword.

In pratica, stando alle prime esperienze raccolte da Digiday, qualcosa non torna. Il dubbio del practitioner anonimo è solo la superficie: sotto ci sono numeri che meritano di essere letti con attenzione.

Numeri a confronto: chi vince davvero?

Eccoli, quei numeri. Google mette sul piatto due cifre diverse, ed è giusto capirle entrambe. La prima arriva dai dati pubblicati da Google: gli inserzionisti che attivano AI Max nelle campagne Search ottengono in media il 14% in più di conversioni o valore di conversione a parità di CPA/ROAS. La seconda, più sfumata, è sempre di Google: le campagne AI Max per Search registrano in media il 7% in più di conversioni o valore di conversione a CPA/ROAS simile quando si usa l’intera suite — search term matching, personalizzazione del testo ed espansione dell’URL finale — rispetto al solo search term matching.

Che cosa significa in pratica? Che il grosso del guadagno non arriva da un singolo tassello, ma dall’integrazione tra i diversi pezzi del sistema. Questo riporta esattamente al dubbio di chi, come il nostro anonimo, non vede ancora l’intelligenza nella corrispondenza tra coda lunga, copy e landing page. La timeline, del resto, è già stata riscritta due volte: un dettaglio che da solo racconta quanto la transizione sia meno lineare del previsto.

Microsoft, nel frattempo, gioca la stessa partita con un approccio diverso. Search Engine Journal riporta che la società sta distribuendo globalmente la propria soluzione rivale AI Max. L’annuncio ufficiale di Microsoft, arrivato ad agosto 2026, parla di disponibilità generale per le campagne Search. E i numeri di Redmond non sono timidi: secondo Microsoft, nei primi test gli inserzionisti hanno registrato almeno l’8% in più di conversioni con Microsoft AI Max rispetto alle campagne Search di controllo con AI Max disabilitato.

Ma la differenza vera non sta nei decimali. Sta nelle scadenze: come riporta Search Engine Journal, Microsoft non ha fissato una data di dismissione per i DSA, a differenza di Google che ha una data ferma. Per chi gestisce budget pubblicitari, questo cambia tutto: da una parte c’è un’asticella temporale da rispettare, dall’altra la libertà di sperimentare senza dover spegnere nulla.

La scadenza si allontana, ma la pressione resta

La risposta è in un calendario che Google ha dovuto riscrivere due volte. L’aggiornamento automatico delle campagne DSA a AI Max, inizialmente previsto per settembre, è stato posticipato a febbraio 2027. Non è l’unica correzione: lo scorso 15 giugno è stata ripristinata anche la possibilità di creare nuovi DSA, un’inversione di rotta rispetto alla chiusura annunciata in precedenza.

Ma c’è un’eccezione, ed è qui che il calendario si fa interessante. Le campagne che già utilizzano Automatically Created Assets e l’impostazione broad match a livello di campagna continueranno a essere auto-aggiornate a partire dallo scorso settembre. Tradotto: una parte degli inserzionisti è già dentro la migrazione, mentre tutti gli altri hanno davanti una finestra che si è riaperta.

Il contrasto con Microsoft, a questo punto, è nel metodo più che nella tecnologia. Redmond distribuisce la sua AI Max, mostra i suoi numeri, ma non obbliga nessuno a spegnere i DSA. Google, invece, ha una data ferma: febbraio 2027. La finestra è aperta, ma fino ad allora ogni decisione resta una scommessa sull’AI.

La partita dell’AI negli annunci Search non si chiude con una data: si chiude quando un inserzionista smette di chiedersi se l’AI è davvero intelligente. Fino ad allora, tenere d’occhio Microsoft e la scadenza di febbraio 2027 sarà l’unica certezza.

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