Mentre l'industria pubblicitaria si chiedeva come usare l'IA, loro hanno già costruito le proprie

Mentre l’industria pubblicitaria si chiedeva come usare l’IA, loro hanno già costruito le proprie

L'AI Power 50 di ADWEEK rivela come i leader del settore pubblicitario stiano costruendo strumenti di IA personalizzati, ottenendo risultati straordinari come una crescita del 1.850% della domanda generata.

La classifica di Adweek premia chi ha sviluppato strumenti proprietari, ottenendo risultati straordinari come una crescita del 388%.

Immagine questo: un’agenzia in cui oltre l’80% del personale usa ogni giorno uno strumento di intelligenza artificiale costruito in casa per pianificare campagne, scrivere brief e definire budget. Risultati che sembrano presi da un romanzo di fantascienza, come una crescita del 388% per uno strumento di pianificazione media o un balzo del 1.850% della domanda generata dall’AI. Non è un futuro lontano, ma il presente raccontato da l’inaugurale AI Power 50 di ADWEEK, una lista che riconosce i leader che stanno plasmando la prossima fase della pubblicità non solo utilizzando l’IA, ma costruendola su misura.

Il panorama competitivo delle classifiche di potere

Ma prima di esplorare questi risultati straordinari, è utile capire dove si colloca questa iniziativa. Il settore non è nuovo a classifiche di potere: Adweek stessa aveva già creato una Power List più ampia che classificava i 100 leader più influenti in media, marketing e tecnologia, valutando criteri come il valore degli asset aziendali e la crescita delle entrate. Dall’altra parte, un concorrente come Forbes pubblica da 13 anni la sua lista dei CMO più influenti, basandosi su un approccio rigoroso e guidato dai dati in collaborazione con Sprinklr e LinkedIn. Con questo contesto in mente, cosa rende così speciali i leader selezionati nell’AI Power 50?

I pionieri dell’IA personalizzata

La risposta sta nella personalizzazione estrema. Mentre molti si limitano a usare strumenti generici, questi leader hanno costruito soluzioni su misura, ottenendo vantaggi competitivi concreti. Prendiamo Marie Aiello: lei ha guidato lo sviluppo di una piattaforma personalizzata che utilizza l’IA per aiutare i brand a costruire campagne complete e personalizzate anche con tempo e risorse limitati. Non si tratta di un chatbot preconfigurato, ma di uno strumento pensato per uno scopo specifico nel mondo reale della creazione di campagne.

Poi c’è il caso di Cognitiv e del suo ContextGPT, uno strumento per la pianificazione media. Sviluppato con il contributo chiave del Dr. Aaron Andalman, ha ricevuto un importante aggiornamento nel 2025 con prompt in linguaggio naturale. Ma il dato che lascia a bocca aperta è la sua crescita: un 388% stratosferico, trainato da una partnership con OpenAI mediata dal CEO Jeremy Fain. È il classico esempio di come un tool interno, perfezionato e integrato con le migliori tecnologie esterne, possa esplodere.

Anche Kipp Bodnar di HubSpot ha giocato la carta dell’ottimizzazione personalizzata. Ha creato una strategia di “ottimizzazione dei motori di risposta” per assicurarsi che i contenuti di valore della sua azienda non si perdessero nel rumore digitale. L’obiettivo? Farsi trovare quando l’utente fa una domanda a un assistente AI. Il risultato è stato duplice e impressionante: le citazioni del brand sono migliorate del 433% e la domanda riferita all’intelligenza artificiale è aumentata del 1.850%. In pratica, hanno insegnato all’IA a riconoscere la loro autorevolezza.

Forse l’esempio più radicale di trasformazione interna è quello di Dean Broadhead. Lui non ha adottato un tool, ne ha costruiti diversi. Le piattaforme AI proprietarie da lui sviluppate hanno ridisegnato completamente le operazioni, interne ed esterne, della sua agenzia. Oggi, più dell’80% dei dipendenti utilizza il suo GPT personalizzato, soprannominato “Butter”, per definire scope, brief, pianificazione media e molto altro. L’adozione è più che raddoppiata nella seconda metà del 2025. È un cambiamento culturale, non solo tecnologico.

Verso il futuro: l’evoluzione continua

Questi successi non rappresentano la fine del viaggio, ma piuttosto l’inizio di una nuova fase. La trasformazione guidata da questi pionieri sta già ispirando la prossima ondata. Tanto che ADWEEK ha già aperto le candidature per l’AI Power 50 del 2026, pronta a onorare una nuova generazione di dirigenti nel marketing e nella pubblicità che guidano l’adozione dell’IA nel settore. La lista di quest’anno ha tracciato la mappa, mostrando che la strada maestra non è l’adozione passiva, ma lo sviluppo attivo.

L’AI Power 50 dimostra che il futuro della pubblicità non sarà scritto da strumenti generici, ma da leader visionari che sanno costruire soluzioni personalizzate, trasformando l’intelligenza artificiale da tecnologia astratta in vantaggio competitivo concreto. La domanda ora è: chi riuscirà a replicare questo modello e quali nuovi, incredibili risultati vedremo nel 2026?

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