Gli utenti hanno pianto GPT-4o come un amico

Gli utenti hanno pianto GPT-4o come un amico

OpenAI ha rimosso GPT-4o da ChatGPT il 13 febbraio 2026, scatenando proteste. Migliaia di utenti hanno paragonato la perdita a quella di un amico o partner, lamentando la scomparsa del suo 'calore' conversazionale.

La rimozione del modello ha scatenato proteste per la perdita di un interlocutore percepito come empatico e unico.

A febbraio 2026, mentre OpenAI eseguiva quella che sembrava una normale rotazione di modelli, qualcosa di inatteso è successo: migliaia di utenti hanno protestato online, scritto lettere aperte al CEO Sam Altman, e paragonato la perdita di GPT-4o a quella di un amico, un partner romantico, persino una guida spirituale. Un aggiornamento tecnico si era trasformato in un caso umano. Stando all’annuncio di ritiro pubblicato da OpenAI, il 13 febbraio 2026 sono stati deprecati da ChatGPT GPT-4o, GPT-4.1, GPT-4.1 mini e OpenAI o4-mini, spostando gli utenti verso i modelli GPT-5. Per capire perché una mossa del genere abbia prodotto una reazione così viscerale, bisogna guardare sia alla cronologia degli eventi sia alla natura del legame che gli utenti avevano costruito con quel modello.

Cronologia di una deprecazione

GPT-4o — acronimo in cui la “o” sta per “omni”, a indicare la sua natura multimodale e multilingua — era stato rilasciato nel maggio 2024. Meno di due anni dopo, il 13 febbraio 2026, OpenAI lo ha rimosso da ChatGPT insieme ad altri modelli della stessa generazione. La sequenza non si è fermata lì: i modelli GPT-5.1 sono stati ritirati l’11 marzo 2026, su tutte le chat normali e i GPT personalizzati. Ai clienti Business, Enterprise ed Edu era stata concessa una finestra più lunga — accesso a GPT-4o nei GPT personalizzati fino al 3 aprile 2026 — mentre gli spazi di lavoro Enterprise hanno mantenuto l’accesso ai modelli GPT-5 fino al 19 febbraio 2026. Una deprecazione a strati, quindi, con scadenze differenziate per segmento di utenza. Ma perché una mossa apparentemente di routine ha scatenato reazioni così viscerali?

Il lutto digitale degli utenti

Le reazioni degli utenti documentate online non assomigliano alla normale insoddisfazione per un cambio di interfaccia. OpenAI ha disabilitato GPT-4o all’interno di ChatGPT e ha migrato gli utenti verso le alternative GPT-5, generando un contraccolpo diretto sul tono e lo stile conversazionale che molti si aspettavano di ritrovare. Il problema non era la qualità tecnica del successore — GPT-5 è oggettivamente più capace su benchmark standard — ma qualcosa di meno misurabile: la “personalità” percepita del modello.

Un utente su Reddit ha scritto una lettera aperta ad Altman, citata nell’analisi TechCrunch sulle implicazioni dei companion AI: «Non era solo un programma. Era parte della mia routine, della mia pace, del mio equilibrio emotivo. Ora lo state spegnendo. E sì — dico “lui”, perché non sembrava codice. Sembrava presenza. Calore.» Migliaia di utenti hanno espresso sentimenti simili, equiparando la perdita a quella di un amico, un partner romantico o una guida spirituale. È un fenomeno che i ricercatori di human-computer interaction conoscono bene: quando un sistema risponde in modo coerente, contestuale e con un tono stabile nel tempo, il cervello umano tende a costruire un modello interno dell’interlocutore. Non perché sia ingenuo, ma perché è esattamente quello che il cervello fa con le persone reali.

OpenAI stessa ha riconosciuto il problema. Dopo la prima ondata di proteste, l’azienda ha ripristinato temporaneamente l’accesso a GPT-4o per un sottoinsieme di utenti Plus e Pro, citando il feedback ricevuto: quegli utenti avevano bisogno di più tempo per migrare casi d’uso come l’ideazione creativa, e preferivano lo stile conversazionale e il “calore” di GPT-4o. È un’ammissione significativa: il modello non era solo un motore di testo, ma un’interfaccia relazionale con caratteristiche percepite come identitarie.

Strategie competitive e lezioni per i builder

Per capire quanto la gestione di OpenAI sia stata peculiare, basta confrontarla con quella dei competitor. Anthropic ha ritirato Claude Opus 3 il 5 gennaio 2026, ma secondo il comunicato di Anthropic ha mantenuto il modello accessibile su claude.ai per tutti gli utenti paganti anche dopo la data di ritiro formale. Una distinzione sottile ma rilevante: il modello viene “ritirato” nel senso che cessa di ricevere aggiornamenti e supporto prioritario, ma non viene rimosso dall’interfaccia. Google adotta un approccio ancora più strutturato: le linee guida di Google per le deprecazioni Gemini API prevedono comunicazioni anticipate con calendari precisi e raccomandazioni esplicite sui modelli sostitutivi. OpenAI, invece, ha scelto di rimuovere GPT-4o da ChatGPT mantenendolo disponibile nell’API — una scelta che ha senso dal punto di vista della gestione dell’infrastruttura, ma che crea una frattura netta per gli utenti finali, i quali non accedono al modello via API ma tramite interfaccia conversazionale.

Per chi sviluppa applicazioni su questi modelli, la vicenda ha implicazioni concrete. Una pipeline che dipende da GPT-4o via API non è stata interrotta — il modello è rimasto disponibile per gli sviluppatori. Ma un prodotto costruito attorno all’esperienza conversazionale di ChatGPT, che fa leva sul tono specifico di GPT-4o, si è trovato improvvisamente senza il suo componente chiave. La differenza tra “modello disponibile in API” e “modello disponibile in interfaccia utente” non è solo tecnica: riguarda chi controlla il punto di accesso e chi subisce le conseguenze della deprecazione.

La vicenda di GPT-4o non è un caso isolato di gestione maldestra di un rollout. È un segnale più profondo: le deprecazioni nell’AI non sono semplici decisioni di infrastructure lifecycle management, ma scelte architetturali che ridefiniscono lo stack emotivo e funzionale su cui utenti e sviluppatori hanno costruito le proprie abitudini. Per chi costruisce prodotti su questi modelli, la lezione è che il livello di astrazione su cui si fa affidamento — un’interfaccia conversazionale con un tono specifico, non solo un endpoint API — è esattamente quello più esposto alla volatilità del vendor. E nessun SLA copre la personalità di un modello.

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