Microsoft ha spento Sora 2 dopo sei mesi
Microsoft ha dismesso Sora 2 da Copilot Create dopo sei mesi, a causa della decisione di OpenAI di interrompere il modello. Le aziende restano senza supporto.
La funzione video di Copilot Create è stata dismessa dopo la decisione di OpenAI di interrompere il modello, lasciando le
Sei mesi. È il tempo che è servito a Microsoft per smontare, in silenzio, una delle promesse più enfatiche fatte alle aziende clienti negli ultimi anni. Lo scorso 23 dicembre 2025, un post ufficiale sul blog Tech Community di Microsoft annunciava l’arrivo della generazione video con intelligenza artificiale dentro Copilot Create, il tool di Microsoft 365 pensato per trasformare idee, prompt e documenti in contenuti video “direttamente all’interno dell’esperienza Microsoft 365”. Il motore di tutto era Sora 2, il modello generativo di OpenAI capace — stando all’annuncio — di leggere un prompt in linguaggio naturale e restituire un video breve con movimento realistico, composizione cinematografica e consapevolezza del contesto. La narrazione era quella solita: costi di produzione ridotti, cicli di creazione più brevi, maggiore coinvolgimento visivo, squadre più allineate. Tutto avveniva, assicurava Microsoft, dentro un ambiente con sicurezza, conformità e governance di livello aziendale — le parole magiche che dovrebbero convincere un cliente enterprise a fidarsi.
Il sogno infranto
Sei mesi dopo, a metà-fine giugno 2026, quella stessa funzionalità è stata ritirata. Secondo quanto riportato dal servizio informativo dell’Università Simon Fraser, la funzione video Sora celebrata dal blog Tech Community in dicembre è stata dismessa da Microsoft dopo che OpenAI ha deciso di interrompere Sora. La comunicazione ufficiale, ripresa da un annuncio di ritiro pubblicato online, parla di ritiro dell’attuale esperienza di generazione video Sora 2, quella disponibile tramite il programma Frontier — il canale con cui Microsoft distribuisce le funzionalità più sperimentali ai clienti selezionati. Nessuna dichiarazione trionfale, nessun bilancio dei risultati raggiunti. Solo la comunicazione tecnica di uno spegnimento. Il contrasto tra i due momenti è la storia in sé: a dicembre la sicurezza aziendale, la governance, i cicli di produzione più rapidi; a giugno, il silenzio di chi stacca la spina. Ma il crollo era già inscritto nel modello di sviluppo.
La dipendenza che uccide
Non era solo questione di tecnologia: era una questione di controllo. Microsoft non possiede Sora. Non lo ha mai posseduto. Lo ha integrato, brandizzato, inserito nella cornice rassicurante di Microsoft 365, ma la sostanza — il modello, le sue evoluzioni, la sua sopravvivenza stessa — restava nelle mani di OpenAI. Quando Sora 2 era diventato virale, lo scorso 30 settembre 2025, per la qualità cinematografica dei suoi clip, come ricostruito da un’analisi di Windows Central, Microsoft aveva colto l’occasione al volo: prendere un prodotto già affermato nell’immaginario pubblico e vestirlo con i panni della compliance aziendale. Un’operazione a basso rischio apparente, alto ritorno d’immagine immediato. Il problema è che un prodotto costruito sulle fondamenta di un altro non ha vita propria: se il fornitore cambia strategia, il cliente finale — in questo caso le aziende che avevano cominciato a usare Copilot Create per i propri video — si ritrova con un buco nel proprio flusso di lavoro, senza preavviso reale, senza un percorso di transizione chiaro.
Il confronto con Google, qui, è tagliente. Già lo scorso aprile 2025, un annuncio ufficiale sul blog di Google comunicava che chiunque avesse un account Google poteva generare clip video gratuitamente usando Veo 3.1, il modello di generazione video sviluppato internamente. Nessun accordo di licenza da rinegoziare, nessuna dipendenza da una startup terza che può cambiare rotta da un giorno all’altro. Google controlla la tecnologia dall’origine al prodotto finito, dentro Google Vids e dentro Workspace. Microsoft, invece, ha scelto la strada della velocità: integrare un modello altrui, cavalcarne l’hype, e sperare che la partnership regga. Non ha retto. E questo apre interrogativi che vanno oltre il singolo prodotto: quanto è solida una strategia AI aziendale costruita su asset che non si possiedono? Cosa succede alla conformità normativa — pensiamo al GDPR, ai requisiti di governance dei dati che Microsoft stessa sbandierava a dicembre — quando il motore che processa quei dati viene disattivato da un terzo senza preavviso strutturato ai clienti enterprise? Chi ci guadagna, in tutto questo? Certamente non le aziende che avevano iniziato a costruire flussi di lavoro attorno a una funzione ora scomparsa. E ora?
La prossima promessa
Microsoft ha annunciato che una nuova esperienza video è in sviluppo e sarà comunicata quando disponibile, secondo quanto riportato nello stesso avviso di ritiro. È una frase che non promette nulla: né tempistiche, né funzionalità, né garanzie che il prossimo fornitore tecnologico non decida, a sua volta, di cambiare idea tra sei mesi. Ma quando arriverà, chi potrà permettersi di crederci?
Quando il tuo partner più prezioso decide di chiudere un progetto, il tuo prodotto aziendale sparisce nel nulla — così, senza clamore, come è successo a chi aveva scommesso su Copilot Create per la produzione video. La prossima volta, Microsoft avrà più controllo sulla propria offerta AI o sarà ancora ostaggio delle decisioni prese altrove, dentro i laboratori di una startup con cui condivide solo un contratto e un logo da mettere accanto al proprio?