Gli algoritmi hanno vinto la guerra della pubblicità

Gli algoritmi hanno vinto la guerra della pubblicità

L'IAB certifica che nel 2026 la spesa pubblicitaria per video digitali negli USA supererà 80 miliardi di dollari, con una crescita dell'11%.

La crescita del video digitale è ormai inarrestabile, ma a dominare sono le piattaforme che premiano l’algoritmo

Lo scorso maggio, l’IAB (Interactive Advertising Bureau) ha certificato quello che si intuiva da tempo: nel 2026 la spesa pubblicitaria per i video digitali negli Stati Uniti supererà gli 80 miliardi di dollari, con una crescita dell’11% anno su anno. Due mesi dopo quella previsione, però, la domanda interessante non è più se la soglia verrà superata — ormai è quasi scontato — ma chi si sta già spartendo il bottino. E la risposta, a guardare bene i numeri, non è rassicurante per chi pensava che il contenuto fosse ancora “king”.

Il sorpasso silenzioso

Il dato più citato è quello complessivo: 80 miliardi di dollari, un decimo in più rispetto all’anno precedente. Ma dentro quella cifra si nasconde un cambio di priorità che vale più del numero stesso. Per la prima volta il video digitale supererà il 60% della spesa pubblicitaria totale in TV/video — un traguardo che fino a pochi anni fa sembrava lontano, e che oggi arriva quasi come una formalità. Nel 2024 la spesa era già a 64 miliardi di dollari, con una crescita del 18%, e il video digitale aveva superato la TV lineare per la prima volta nella storia. La traiettoria era scritta: nel 2022 si viaggiava a 47,1 miliardi con un +21%, nel 2021 la spesa era esplosa del 49%, con una stima di 49,2 miliardi per l’anno successivo. La crescita, insomma, non è una sorpresa. Quello che sorprende è cosa la sta alimentando.

La resa dei contenuti

La risposta arriva osservando chi cresce più in fretta e chi autom

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