I social rimuovono solo una truffa su quattro
BEUC denuncia: le piattaforme social rimuovono solo il 27% delle truffe finanziarie. Nuova legge UE responsabilizza Meta e TikTok.
La federazione europea dei consumatori ha segnalato quasi 900 annunci sospetti in quattro mesi
Stai scorrendo Instagram, tra una storia di amici e un video di cucina, e ti compare un annuncio: “Guadagna da casa con le criptovalute, 10.000 euro in una settimana”. C’è una foto di qualcuno sorridente accanto a una Ferrari, magari anche un logo che sembra vagamente ufficiale. Clicchi, ti iscrivi, investi qualche centinaio di euro per “iniziare”. Poi non senti più nessuno, e i tuoi soldi sono spariti. Non è un incubo isolato: è quello che sta succedendo, ogni giorno, a milioni di persone in Europa, e i numeri che arrivano da BEUC, la federazione europea delle associazioni dei consumatori, fanno venire i brividi.
Un feed di truffe
Tra dicembre 2025 e marzo di quest’anno, BEUC e gruppi di consumatori attivi in 13 paesi hanno passato al setaccio le piattaforme social e hanno segnalato quasi 900 annunci sospettati di violare la legge europea. Non spot generici: pubblicità che promettevano guadagni facili, schemi di investimento improbabili, criptovalute miracolose. Il risultato? Le piattaforme ne hanno rimossi solo il 27%. Più della metà delle segnalazioni, il 52%, è stata respinta o semplicemente ignorata. Fate due conti: significa che centinaia di truffe finanziarie restano attive e visibili, raggiungendo ogni mese oltre 200 milioni di consumatori europei. Un numero che, a pensarci, è più della popolazione di diversi paesi europei messi insieme.
La domanda sorge spontanea, ed è quella che mi sono fatto anche io scorrendo questi dati: perché le piattaforme, che hanno algoritmi capaci di riconoscere un gatto in un video in millisecondi, non riescono (o non vogliono) fermare un annuncio con scritto “guadagna 10.000 euro in una settimana”? La risposta, come spesso succede quando si parla di grandi aziende tech, sta a metà tra l’incapacità tecnica e la convenienza economica.
La legge che fa tremare Meta
La risposta più concreta, però, arriva da Bruxelles, dove qualcosa sta davvero cambiando. Già lo scorso novembre era emerso che piattaforme come Meta e TikTok saranno ritenute responsabili per frodi finanziarie per la prima volta in base a nuove regole europee. È un cambiamento non da poco: fino ad oggi, se un truffatore pubblicava un annuncio fraudolento, la responsabilità legale ricadeva quasi sempre su di lui (spesso irrintracciabile), mentre la piattaforma che aveva incassato i soldi della sponsorizzazione se la cavava con un’alzata di spalle. Con la nuova impostazione, il discorso cambia: se non fai abbastanza per bloccare le truffe che passano sui tuoi server, ne rispondi anche tu. E qui arriva la parte più interessante, quella che mi fa pensare a un pagellone scolastico. Tra le piattaforme testate da BEUC, Google ha rimosso il 60% degli annunci fraudolenti segnalati: non un voto eccellente, ma quantomeno la sufficienza. TikTok, invece, è rimasto molto più indietro, fermandosi al 21% degli annunci segnalati rimossi. E Meta? Con quel 27% medio di rimozioni citato sopra, non brilla di certo, ma il problema non è solo quantitativo. Già lo scorso ottobre, la Commissione europea aveva riscontrato che Facebook e Instagram non offrivano ai consumatori un modo semplice e accessibile per segnalare contenuti illegali, che si trattasse di materiale pericoloso o, appunto, di annunci truffaldini. In pratica: anche se volevi fare la cosa giusta e segnalare l’ennesimo annuncio sospetto, Meta non ti rendeva facile farlo. Immaginate di dover chiamare il centralino di una banca per denunciare un furto e restare in attesa per ore: è più o meno l’esperienza che tanti utenti hanno vissuto cercando di segnalare una truffa su Instagram.
I tuoi soldi, la tua attenzione
Dai regolamenti ai portafogli, il passo è breve, e la posta in gioco è altissima. Secondo BEUC, nel solo 2024 i consumatori europei hanno perso fino a 4,2 miliardi di euro a causa di truffe finanziarie online. Sono soldi veri, spesso risparmi di una vita, finiti nelle tasche di chi ha costruito un annuncio ben confezionato e l’ha lasciato girare indisturbato per settimane. La nuova legge europea, insieme alla pressione delle associazioni dei consumatori, promette di cambiare le regole del gioco: se le piattaforme sanno che dovranno rispondere legalmente delle truffe che ospitano, avranno tutto l’interesse a investire in sistemi di verifica migliori, non solo in slogan sulla sicurezza degli utenti.
Quindi, cosa cambia davvero per te? Nei prossimi mesi potresti notare meno annunci sospetti nel tuo feed, tempi di risposta più rapidi alle segnalazioni, forse anche pulsanti di denuncia più visibili. Ma non aspettatevi miracoli dall’oggi al domani: le piattaforme si muovono lente, e i truffatori sono creativi. La prossima volta che scorri Instagram, guarda due volte quell’annuncio. I tuoi soldi potrebbero ringraziarti.