Mentre gli agenti AI impazziscono sul tuo computer, Perplexity costruisce un ufficio nel cloud

Mentre gli agenti AI impazziscono sul tuo computer, Perplexity costruisce un ufficio nel cloud

Perplexity lancia Computer, un agente AI che opera nel cloud per garantire sicurezza, in contrasto con strumenti open-source rischiosi come OpenClaw che accedono ai computer locali.

Il servizio opera in un ambiente cloud isolato, sacrificando parte dell’interazione visiva per garantire sicurezza e controllo.

Immagina di dare le chiavi di casa tua a un assistente personale iperattivo ma un po’ pasticcione. È quello che, in sostanza, sta succedendo a migliaia di utenti che nelle scorse settimane hanno sperimentato OpenClaw, l’agente AI open-source che ha conquistato (e spaventato) il web. Mentre il dibattito sulla sicurezza di questi strumenti si infiamma, Perplexity sceglie una strada radicalmente diversa: invece di correre sui computer degli utenti, costruisce un’area di lavoro nel cloud. La risposta si chiama Computer, lanciato lo scorso 26 febbraio, e non è un semplice chatbot.

Un coworker sicuro, non un hacker sulla tua macchina

La differenza tra i due approcci non potrebbe essere più netta. Da una parte, strumenti come OpenClaw, creati per funzionare in locale. Possono eseguire comandi shell, leggere e scrivere file ed eseguire script sulla macchina dell’utente, un potere enorme che si è già rivelato pericoloso: OpenClaw ha già fatto trapelare chiavi API e credenziali in testo chiaro, un invito a nozze per attacchi informatici. Dall’altra parte, c’è la filosofia di Perplexity. Computer non tocca il tuo hardware. Opera interamente nel cloud, in quello che l’azienda definisce un “ambiente protetto e isolato”. In pratica, è come assegnare un task a un collega su Slack, non come guardare un’AI prendere il controllo del tuo schermo. Un’architettura che, stando all’annuncio, sacrifica un po’ di “magia” visibile in cambio di una sicurezza strutturale. Ma in un mondo dove l’83% delle organizzazioni dichiara che la maggior parte dei team ha adottato agenti AI, la domanda è: quanto vale pagare per la tranquillità?

Cosa fa veramente questo “computer”?

Dietro l’approccio sicuro c’è una potenza tecnologica impressionante. Computer non è un semplice chatbot, ma un vero e proprio sistema integrato. Secondo l’annuncio ufficiale di Perplexity, si tratta di un “sistema che unisce ogni attuale capacità di intelligenza artificiale” in un unico posto. In concreto, è progettato come un “lavoratore digitale generico” che opera le stesse interfacce che usiamo noi, pensato esplicitamente per i non esperti. La vera forza sta nel motore che lo guida: utilizza 19 diversi modelli di IA per svolgere compiti complessi. Nel dettaglio, orchestra Claude Opus 4.6 per la programmazione, Google Gemini per la ricerca approfondita, xAI’s Grok per le operazioni veloci e leggere, e ChatGPT 5.2 per il richiamo di contesti lunghi, solo per citarne alcuni. È una flotta di specialisti AI, ciascuno chiamato in causa per il compito in cui eccelle, tutto gestito in background. Attualmente, però, per accedere a questo “coworker digitale” bisogna essere abbonati al piano più alto, Perplexity Max, al costo di 200 dollari al mese.

Il grande divorzio del mercato AI

Il lancio di Computer segna un momento di maturazione e di netta divisione nel panorama dell’intelligenza artificiale. Il 2026 è l’anno in cui gli agenti AI sono passati da dimostrazioni di ricerca a strumenti di produzione, e tutti i grandi player si sono mossi: Google, Anthropic, Cursor e OpenAI hanno rilasciato i loro framework negli ultimi 12 mesi. In questo mercato che si popola, Perplexity fa una scommessa precisa e controcorrente. Mentre la democratizzazione degli strumenti open-source (con tutti i loro rischi) spinge verso il basso i costi e verso l’alto l’accessibilità fai-da-te, Perplexity va nella direzione opposta. Punta su un prodotto premium, controllato, sicuro e costoso. Si posiziona non come un giocattolo per appassionati, ma come uno strumento professionale per aziende e utenti business che non possono permettersi fughe di dati. È la risposta strutturata di un’azienda consolidata al caos sperimentale della periferia.

La domanda che resta aperta è proprio sul prezzo di questa scelta. In un mondo dove gli strumenti basilari (e rischiosi) sono spesso gratuiti o a basso costo, quanti saranno disposti a pagare 200 dollari al mese per la protezione? Perplexity scommette che, ora che l’83% delle organizzazioni usa già agenti AI, la consapevolezza dei rischi sta crescendo. Il valore di un’area di lavoro digitale condivisa, dove non devi preoccuparti che l’assistente virtuale lasci la porta di casa aperta, potrebbe valere quel prezzo per molti. Il lancio di Computer non è solo un nuovo prodotto, è una dichiarazione di intenti: il futuro degli agenti AI per il lavoro serio non si scrive nel codice open-source che gira sul tuo portatile, ma negli ambienti cloud protetti e a pagamento. La corsa selvaggia degli inizi sta lasciando il posto a strade più sicure, e qualcuno ha già messo un cartellino del prezzo all’ingresso.

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