Perplexity Computer: il lavoratore digitale che costa $200 al mese

Perplexity Computer: il lavoratore digitale che costa $200 al mese

Perplexity ha lanciato Computer, un lavoratore digitale AI che automatizza progetti per settimane. Costa 200 dollari al mese, sollevando dubbi sull'accessibilità.

Il sistema combina diversi modelli di intelligenza artificiale per gestire progetti autonomi, ma l’accesso è limitato a un abbonamento premium.

Immaginate un dipendente digitale che non solo risponde alle vostre domande, ma progetta, esegue e monitora interi progetti per voi – per settimane o addirittura mesi. Non è fantascienza: lo scorso 27 febbraio Perplexity ha lanciato Computer, un sistema che unisce ogni attuale capacità di IA in un unico sistema. Ma c’è un dettaglio scomodo: per accedervi, serve un abbonamento da duecento dollari mensili. È questa la democratizzazione dell’automazione?

Il lavoratore digitale perpetuo

Mentre gli assistenti AI tradizionali si limitano a risposte puntuali o compiti isolati, Perplexity Computer opera su una scala temporale completamente diversa. Secondo l’annuncio ufficiale, si tratta di un “lavoratore digitale generico che opera le stesse interfacce che usate voi”. La vera innovazione sta nella sua capacità di creare ed eseguire interi flussi di lavoro, progettati per funzionare in autonomia per ore o addirittura mesi. Non è un semplice chatbot, ma un’entità che pianifica, agisce e persiste nel tempo come un collega virtuale.

Questa potenza è alimentata da un’architettura che combina diversi modelli di intelligenza artificiale. Al centro c’è Opus 4.6, che funge da motore di ragionamento principale. Attorno a questo nucleo, il sistema orchestra una serie di agenti secondari, ciascuno specializzato con il miglior modello disponibile per un compito specifico: Gemini per la ricerca approfondita, Nano Banana per le immagini, Veo 3.1 per il video, Grok per la velocità nei task leggeri e ChatGPT 5.2 per il richiamo di informazioni da contesti lunghi. È un approccio sinfonico, dove ogni strumento suona la sua parte sotto una regia unica.

Ma questa potenza computazionale senza precedenti solleva una domanda cruciale: chi potrà permettersela? L’accesso immediato è infatti riservato agli abbonati Perplexity Max, con un arrivo pianificato per gli utenti Enterprise Max. Un dettaglio che trasforma la retorica dell’innovazione in una questione di portafoglio.

La guerra degli agenti AI

Questa architettura multi-modello non è solo una scelta tecnica, ma una strategia competitiva precisa. Perplexity delinea esplicitamente il posizionamento di Computer contro due concorrenti: OpenClaw, l’agente open-source eseguito in locale e noto per problemi di sicurezza, e Claude Cowork di Anthropic, che utilizza esclusivamente i propri modelli. Computer si propone come una terza via, definita una custode sicura per IA potenti, accessibile universalmente senza configurazione localizzata.

L’approccio ibrido – che attinge dai migliori modelli di vari produttori – è un chiaro tentativo di offrire prestazioni superiori per ogni singolo compito, differenziandosi dalla chiusura dei sistemi mono-modello. Una mossa che riflette una visione del mercato in cui la flessibilità è l’arma competitiva principale. Tuttavia, l’accesso universale promesso si scontra con una realtà di prezzi proibitivi.

Il prezzo dell’automazione

Il modello cloud-only di Perplexity Computer risolve alcune preoccupazioni di sicurezza rispetto ad altri strumenti agentici, ma introduce una barriera economica significativa. Secondo quanto riportato, lo strumento è disponibile ora solo sul piano di abbonamento più alto, il Perplexity Max da 200 dollari al mese. Operare interamente nel cloud mitiga i rischi di strumenti come OpenClaw, ma concentra tutto il potere e il controllo sui server aziendali, accessibili solo a chi può sostenere un canone mensile da duecento dollari.

Questa tecnologia promette di democratizzare l’automazione complessa, ma nella sua implementazione rischia invece di creare nuove disuguaglianze digitali. Chi avrà i fondi per questo “lavoratore digitale”? Probabilmente solo grandi aziende o professionisti affermati, lasciando indietro una vasta fetta di potenziali utenti. Perplexity Computer segna un punto di svolta nell’evoluzione dell’IA agentica, ma la sua esistenza solleva un interrogativo più profondo: in un futuro sempre più automatizzato, chi controllerà – e soprattutto, chi potrà permettersi – gli strumenti che plasmeranno il lavoro? La risposta, per ora, ha un prezzo ben preciso.

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