La CMA ha aperto il chip NFC di Apple
La CMA apre consultazione su accesso NFC iOS e steering pagamenti, ridisegnando lo stack mobile britannico.
La mossa segue la consultazione pubblica della Competition and Markets Authority su accesso NFC e steering
La fotocamera, il GPS, il chip NFC. Solo uno di questi è ancora una scatola nera sigillata da Apple. E la Competition and Markets Authority ha deciso di scoperchiarla. Oggi, 30 giugno 2026, la CMA ha aperto una consultazione pubblica su nuovi requisiti di condotta per Apple e Google riguardanti due fronti distinti ma correlati: l’accesso alla funzionalità NFC su iOS e la possibilità per gli sviluppatori di fare “steering” — cioè di indirizzare i propri utenti verso canali di pagamento alternativi agli store. Non sono aggiustamenti cosmetici: se approvate, queste misure ridisegnano lo stack mobile britannico dal livello hardware fino al modello economico delle transazioni.
Il lucchetto NFC
Il chip NFC (Near Field Communication) è presente in ogni iPhone da anni, eppure fino ad oggi solo Apple Pay poteva sfruttarlo per i pagamenti contactless. Pensatelo come un porto USB-C su un computer che il produttore ha deciso di far funzionare solo con i propri cavi: l’hardware c’è, l’interfaccia è bloccata via software. Questa non è una limitazione tecnica — è una scelta architetturale deliberata. Le fintech che volevano supportare pagamenti contactless, wallet digitali o persino casi d’uso come ID digitali e chiavi dell’auto su iOS si sono sempre scontrate con questo muro. Secondo la CMA, le imprese hanno segnalato che le alte commissioni di Apple e i termini contrattuali restrittivi impedivano l’accesso alla funzionalità NFC; di conseguenza, l’autorità sta progettando un requisito specifico per aprire quell’accesso agli sviluppatori. Sbloccare questa restrizione consentirebbe alle fintech britanniche di abilitare transazioni contactless — pagamenti tramite card in wallet digitali propri, per esempio — direttamente dall’interno delle loro app iOS, senza passare per Apple Pay. Ma l’NFC è solo il primo chiavistello: cosa succede quando anche il flusso dei pagamenti viene liberato?
Lo steering diventa regola
Se sbloccare il chip è un intervento a livello hardware, lo steering è un intervento architetturale sul flusso dei pagamenti. Il termine tecnico descrive la capacità di uno sviluppatore di comunicare ai propri utenti — all’interno dell’app — che esiste un’alternativa più conveniente per completare un acquisto al di fuori dello store. Fino ad oggi, Apple lo vietava completamente nel Regno Unito; Google lo limitava. Il risultato pratico: uno sviluppatore non poteva nemmeno mostrare un link a una pagina web di checkout senza rischiare la rimozione dall’App Store. Era come imporre a un negozio fisico di non poter esporre i propri prezzi se il proprietario del centro commerciale lo riteneva inopportuno.
Il 24 giugno scorso, sei giorni prima di questa consultazione, Google ha anticipato parzialmente la mossa annunciando nuovi termini e condizioni globali per il Play Store, entrati in vigore nel Regno Unito proprio oggi: le modifiche includono la possibilità per gli sviluppatori di indirizzare gli utenti fuori dal Play Store per completare transazioni, seppur con alcune restrizioni ancora da chiarire. La CMA valuterà l’impatto concreto di questi cambiamenti nella prossima fase del proprio lavoro sulle piattaforme mobili. Sul fronte Apple, invece, la consultazione propone un requisito formale: gli sviluppatori dovrebbero poter bypassare le commissioni obbligatorie della piattaforma tramite lo steering. La CMA si aspetta — usando un framework basato su evidenze — che le eventuali commissioni di steering applicate dalle piattaforme siano inferiori agli attuali costi degli store, con i risparmi che andrebbero trasferiti ai consumatori o reinvestiti dagli sviluppatori in innovazione. La domanda aperta resta però questa: se le commissioni di steering restano opache o vengono fissate arbitrariamente dalle piattaforme stesse, gli sviluppatori avranno davvero un incentivo a abbandonare i pagamenti in-app?
Il playground fintech
Con le porte aperte, le fintech non devono più bussare: possono entrare e ridisegnare gli interni. La combinazione di NFC accessibile e steering libero crea uno scenario inedito per chi sviluppa applicazioni finanziarie nel Regno Unito: un’app bancaria potrebbe gestire pagamenti contactless in proprio, proporre all’utente un checkout su web con commissioni inferiori, e costruire un’esperienza end-to-end senza dover cedere una percentuale a piattaforme terze su ogni transazione. Non è teoria: è esattamente il tipo di prodotto che fintech come quelle che operano nel mercato britannico hanno dichiarato di voler costruire da anni, bloccate però proprio dalle restrizioni ora sotto esame.
Il contesto regolatorio internazionale preme nella stessa direzione. L’Unione Europea, già con il Digital Markets Act, richiede ad Apple di consentire sia lo steering sia il sideloading — l’installazione di app al di fuori dell’App Store ufficiale. Negli Stati Uniti, il Dipartimento di Giustizia ha un caso antitrust aperto contro Apple su questioni analoghe. Il regime di concorrenza digitale britannico, attivo da 18 mesi, ha già concluso tre indagini sullo status di mercato strategico e ne ha appena avviata una quarta sull’ecosistema di software per le imprese di Microsoft. Londra non sta seguendo Bruxelles: sta costruendo un proprio framework, più chirurgico nel metodo, altrettanto ambizioso negli obiettivi. E mentre il mercato britannico sperimenta queste aperture, la domanda è legittima: sarà la piazza britannica a dettare il modello che altri regolatori adotteranno?
Il vero scontro non è sulle commissioni — quelle sono solo il sintomo visibile. La partita è su chi definisce lo stack: il regolatore che impone apertura tecnica, o la piattaforma che gestisce l’accesso come leva competitiva. NFC e steering sono due punti di pressione sullo stesso problema strutturale. E questo è il terreno su cui si gioca il prossimo decennio dello sviluppo mobile.