Apple ha aperto iOS in Brasile a pagamento
Apple apre iOS in Brasile a store alternativi, ma introduce una commissione su tutte le vendite digitali, replicando il modello europeo.
Apple introduce la Core Technology Commission anche in Brasile dopo l’apertura forzata
Sembrava una vittoria per il Brasile. A partire da iOS 26.5, Apple consentirà agli sviluppatori di distribuire app su marketplace alternativi, di gestire questi marketplace in autonomia e di processare pagamenti digitali al di fuori del circuito Apple In-App Purchase. Tutto questo è il risultato di un accordo con il CADE, l’autorità antitrust brasiliana, ufficializzato oggi 18 giugno 2026. Peccato che, insieme all’apertura, arrivi anche il conto.
Il costo dell’apertura
Il numero scomodo si chiama Core Technology Commission, nota come CTC. Come specificato nell’Attachment 12 del contratto di licenza per sviluppatori — appositamente rivisto per includere il Brasile — la commissione si applica anche alle vendite digitali effettuate tramite marketplace alternativi. Non è una commissione sull’App Store di Apple: è una commissione su qualunque vendita digitale proveniente da un’app iOS, indipendentemente da dove quell’app sia stata distribuita. In altre parole, uno sviluppatore che sceglie di abbandonare l’App Store e di appoggiarsi a un negozio concorrente continua comunque a pagare Apple. L’apertura è reale, ma arriva con una serratura nuova attaccata al retro.
Tutti gli sviluppatori iscritti al programma Apple Developer Program hanno tempo fino al 6 luglio 2026 per accettare i nuovi termini del contratto di licenza. Chi non accetta, evidentemente, resta fuori da queste nuove possibilità. È una scadenza ravvicinata — meno di tre settimane — che lascia poco spazio a riflessioni o negoziazioni.
Lo schema globale
Ma questo schema non è nuovo: è già stato collaudato in Europa, e funziona alla perfezione. Già nel gennaio 2024, Apple aveva annunciato modifiche a iOS, Safari e App Store nell’Unione Europea per conformarsi al Digital Markets Act, il regolamento europeo sui mercati digitali. La struttura era identica: apertura formale agli store alternativi, con la Core Technology Commission a fare da contrappeso. I regolatori europei contestarono quella commissione apertamente, sostenendo che vanificasse di fatto il principio di apertura imposto dalla legge. Apple tenne duro. Oggi, quella stessa struttura viene replicata in Sudamerica.
La logica è sottile ma efficace. Ogni volta che un governo o un’autorità antitrust impone ad Apple di aprirsi alla concorrenza, Apple ottempera — sulla carta. Introduce i marketplace alternativi, annuncia la libertà di scelta per gli sviluppatori, mostra buona volontà negoziale. E poi introduce una commissione che segue lo sviluppatore ovunque vada. Il risultato netto è che Apple non perde il controllo del flusso economico: lo ridefinisce. Ogni vincolo regolatorio diventa, nella pratica, un’opportunità per formalizzare un nuovo flusso di entrate che prima non esisteva nemmeno esplicitamente. C’è qualcosa di quasi ammirevole, nella perversione di questo meccanismo: i regolatori lavorano per anni per aprire un mercato, e Apple trasforma quella fatica in un modello di business.
Chi ci guadagna è chiaro. Chi ci perde — sviluppatori piccoli, startup locali, marketplace nascenti — lo è altrettanto, ma di solito non fa notizia.
Il futuro della regolamentazione
E mentre Apple incassa, CADE promette tutele. Le protezioni per gli utenti incluse nell’accordo comprendono la notarizzazione per le app iOS, un processo di autorizzazione per i marketplace alternativi e una serie di requisiti specifici per tutelare i minori da contenuti inappropriati e truffe. Apple stessa ammette che le nuove aperture «creano nuove strade per malware, frodi, truffe e rischi per la privacy e la sicurezza». È un argomento che l’azienda ha usato più volte per resistere alle pressioni normative, e che ora usa per giustificare le proprie contromisure — misure che, ovviamente, Apple stessa gestisce e certifica.
La domanda è: i regolatori possono davvero tenere il passo con un’azienda che trasforma ogni vincolo in profitto? Il CADE ha ottenuto l’apertura formale del mercato iOS in Brasile. Ma ha anche — consapevolmente o no — legittimato l’estensione della Core Technology Commission a un intero continente. L’accordo brasiliano potrebbe diventare il modello per ogni futura trattativa con le autorità antitrust del mondo: apertura in cambio di commissioni, libertà in cambio di pedaggi. Prima di celebrare la vittoria, vale la pena chiedersi chi ha davvero vinto.