La Formula 1 vuole entrarvi nelle cuffie anche il mercoledì
La Formula 1 lancia F1 Audio Network con Consumable per raggiungere i tifosi anche il mercoledì, oltre le gare.
L’accordo con Consumable estende il raggio commerciale della F1 oltre le gare, raggiungendo i tifosi durante tutta la settimana
Un mercoledì qualunque. Cuffie nelle orecchie sul tram, oppure in macchina verso l’ufficio, un podcast che scorre e nessun Gran Premio in calendario fino al weekend. Per anni quel momento è stato tempo morto per il business della Formula 1: niente semafori che si spengono, niente dirette, niente spazi pubblicitari legati alla pista. È proprio lì che punta l’annuncio arrivato poco più di una settimana fa, il 23 ottobre, quando Formula 1 e Consumable hanno presentato l’F1 Audio Network, presentato come un’estensione audio dei media della Formula 1. Tradotto: il circus vuole restare nelle vostre orecchie anche quando le monoposto sono ferme ai box.
Il Gran Premio che dura tutta la settimana
L’idea è semplice da raccontare e ambiziosa da realizzare. Come ha spiegato la testata specializzata Inside Radio, la Formula 1 ha stretto un accordo con Consumable, un’azienda di tecnologia pubblicitaria per l’audio, e con la nuova rete estende il proprio raggio commerciale oltre le trasmissioni delle gare. Il risultato è che i brand avranno un modo per raggiungere gli appassionati durante tutta la settimana, e non solo nelle due ore della domenica pomeriggio.
Per chi ascolta, cosa cambia? In pratica, la pubblicità “a tema F1” potrebbe raggiungervi mentre state ascoltando tutt’altro: un notiziario, un podcast di cucina, una trasmissione sportiva. È un po’ come se il paddock si allargasse fino a comprendere il vostro tragitto casa-lavoro. Resta però una domanda molto concreta: come fa una rete audio a sapere chi è un tifoso della Formula 1, e a trovarlo in mezzo a milioni di ascoltatori?
Dietro il microfono: Consumable e PODiQ
La risposta sta nella tecnologia. La rete è costruita e gestita da Consumable e gira sulla piattaforma audio dell’azienda. Il motore che la fa funzionare si chiama PODiQ, che Consumable descrive come la propria tecnologia di identità e intelligence, costruita sui segnali che arrivano dagli ascoltatori. Per usare una metafora: se la piattaforma è l’autostrada su cui viaggiano i contenuti audio, PODiQ è il sistema che riconosce quali auto, tra quelle in transito, hanno un adesivo della Ferrari o della McLaren sul lunotto, e decide a chi mostrare quale cartellone.
Qui vale la pena fermarsi un attimo. Tecnologie basate su “segnali” e “identità” sono esattamente ciò che rende la pubblicità mirata efficace, ma sono anche ciò che dovrebbe farci alzare un sopracciglio. Che cosa viene raccolto, esattamente, per capire che un ascoltatore è un appassionato di motori? Quanto è trasparente il meccanismo per chi ascolta? L’annuncio non entra in questi dettagli, ed è una domanda che chi ama la tecnologia, e anche la propria riservatezza, farebbe bene a tenere presente.
Poi ci sono i numeri, ed è qui che si capisce perché la Formula 1 abbia scelto questo partner. Secondo i dati verificati da Comscore, la piattaforma audio di Consumable raggiunge ogni mese oltre 220 milioni di utenti negli Stati Uniti. A livello globale si superano gli 830 milioni. Una platea enorme, dentro cui pescare i tifosi da agganciare tra una gara e l’altra.
La mossa arriva del resto in un momento in cui la Formula 1 ha il vento in poppa. Già nel 2025, stando ai risultati annuali di Liberty Media, i ricavi della F1 erano cresciuti del 14%, arrivando a 3,9 miliardi di dollari. Nello stesso anno le presenze dei fan sugli autodromi avevano toccato quota 6,75 milioni, il 4% in più rispetto al 2024, mentre gli spettatori delle dirette erano aumentati del 21%. Uno sport che cresce così ha tutto l’interesse a monetizzare l’attenzione del suo pubblico anche nei giorni feriali. Ma nell’audio sportivo la Formula 1 non arriva su una pista sgombra.
Una corsia già trafficata
Basta guardare chi l’audio sportivo lo presidia da tempo. Come rivendica la divisione pubblicitaria di SiriusXM, l’offerta comprende oltre 20 canali di sport talk e più di 500 podcast sportivi, con sei partner tra le leghe professionistiche. È un’offerta già pensata per gli inserzionisti che vogliono parlare ai tifosi, costruita negli anni e radicata nelle abitudini di ascolto.
Il contrasto è evidente: da una parte un operatore che fa dell’audio sportivo il proprio mestiere, dall’altra uno sport che entra in questo spazio con una rete dedicata e una tecnologia di profilazione alle spalle. La scommessa della Formula 1 non è tanto quella di produrre più contenuti, quanto di riuscire a trovare i propri fan ovunque stiano ascoltando, sfruttando la portata di Consumable invece di costruire tutto da zero.
Funzionerà? Le cose da osservare nei prossimi mesi sono almeno due. La prima: se i brand seguiranno davvero i fan anche il mercoledì, investendo in una pubblicità che non è legata alla tensione della gara ma alla routine quotidiana. La seconda: come reagiranno gli altri protagonisti dell’audio sportivo, che vedono arrivare un nuovo concorrente con un marchio molto riconoscibile. Una cosa, però, sembra già chiara: la prossima battaglia della Formula 1 non si gioca solo in pista, ma nelle nostre cuffie. Anche, e forse soprattutto, quando i motori sono spenti.