Perplexity e PayPal rivoluzionano l’e-commerce con l’agentic commerce
Nel 2026 lo shopping online è guidato dall’IA: Perplexity e PayPal trasformano il browser in un maggiordomo digitale, cambiando per sempre le abitudini di acquisto.
Se c’è una cosa che le festività appena trascorse ci hanno insegnato, è che il modo in cui compriamo online è cambiato per sempre, e probabilmente non ve ne siete nemmeno accorti mentre accadeva. Fino a ieri, l’e-commerce era un esercizio di ginnastica digitale: cercare su Google, aprire dieci schede, confrontare prezzi, riempire carrelli, cercare la carta di credito, digitare codici.
Oggi, metà gennaio 2026, quel processo sembra già antiquariato.
La colpa – o il merito – è di quello che nella Silicon Valley chiamano Agentic Commerce, il commercio gestito da agenti autonomi. E al centro di questa rivoluzione non c’è il solito gigante dell’e-commerce che vi aspettate, ma una coppia inaspettata che ha dominato le discussioni tecnologiche degli ultimi mesi: Perplexity e PayPal.
Se pensavate che l’intelligenza artificiale servisse solo a scrivere riassunti o generare immagini bizzarre, preparatevi: ora ha messo le mani sul vostro portafoglio.
E, sorprendentemente, potreste esserne felici.
Ma andiamo con ordine e uniamo i puntini di questa strategia che ha trasformato il nostro browser in un maggiordomo digitale.
Dal link blu all’azione pura
Per anni, il patto implicito di internet è stato semplice: noi cerchiamo, il motore di ricerca ci dà dei link, e noi facciamo il lavoro sporco. Perplexity, il motore di risposta che ha sfidato l’egemonia di Google, ha rotto questo patto già da tempo fornendo risposte dirette.
Ma verso la fine del 2025 ha fatto il salto quantico: ha smesso di dirci dove comprare le cose e ha iniziato a comprarle per noi.
Immaginate di chiedere al vostro assistente: “Prenotami i biglietti per il concerto a Milano e comprami delle cuffie con cancellazione del rumore sotto i 200 euro che arrivino entro venerdì”. Fino al 2024, questa era fantascienza.
Oggi è la normalità per chi usa la versione Pro (e ormai anche quella gratuita) del servizio.
L’IA non si limita a cercare; agisce. Legge le recensioni, confronta i prezzi, seleziona il modello migliore basandosi sulla vostra cronologia e, soprattutto, paga.
È qui che la tecnologia diventa “invisibile”, nel senso migliore del termine. Perplexity ha esteso le funzionalità di commercio agentico a tutti gli utenti desktop e web negli Stati Uniti, democratizzando una tecnologia che inizialmente sembrava riservata a una élite tecnologica. Non stiamo più parlando di un esperimento di laboratorio, ma di una funzione che ha gestito milioni di richieste durante l’ultimo Black Friday.
L’impatto pratico è devastante per il modello pubblicitario tradizionale: se l’IA sceglie per me, chi guarderà più i banner pubblicitari?
Ma un maggiordomo, per quanto efficiente, ha bisogno delle chiavi della cassaforte per funzionare. Ed è qui che la storia si fa interessante.
Il portafoglio invisibile
Perché PayPal?
La risposta è brutale nella sua semplicità: fiducia. Per quanto siamo entusiasti delle nuove IA, nessuno di noi è davvero pronto a digitare il numero della propria carta di credito in una chatbox che ogni tanto “allucina” inventandosi fatti storici. Perplexity aveva bisogno di un garante, e PayPal aveva bisogno di non diventare un dinosauro in un mondo che si sposta verso pagamenti invisibili.
L’integrazione è stata magistrale. Non si viene reindirizzati su un sito esterno; tutto avviene nella chat. Grazie all’uso delle passkey e alla tokenizzazione, l’autenticazione è istantanea.
PayPal non è più solo un intermediario, ma diventa il motore infrastrutturale dell’acquisto. Michelle Gill, General Manager di PayPal, ha inquadrato perfettamente la situazione con un entusiasmo che tradisce l’importanza vitale di questa mossa per la sua azienda:
Stiamo plasmando il futuro del commercio integrando le soluzioni di pagamento affidabili di PayPal e la protezione acquisti direttamente nello shopping guidato dall’IA.
— Michelle Gill, General Manager of Small Business and Financial Services presso PayPal
Questa partnership non è solo marketing. La collaborazione strategica mira a trasformare la ricerca conversazionale in un canale di vendita diretto, offrendo ai commercianti un’ancora di salvezza: invece di sperare che l’utente clicchi sul loro sito, ora possono vendere il prodotto direttamente dentro la risposta dell’IA.
È un cambio di paradigma totale.
Per l’utente finale significa meno clic, meno password dimenticate e la sicurezza che, se l’IA ordina il tostapane sbagliato, c’è la protezione acquisti di PayPal a coprirgli le spalle.
Tuttavia, come ogni buona storia tech, c’è sempre un rivale nell’ombra.
Scontro tra titani sotto l’albero
Non crediate che OpenAI sia rimasta a guardare. Proprio mentre Perplexity e PayPal lanciavano la loro offensiva a fine novembre 2025, ChatGPT implementava funzioni di ricerca per lo shopping incredibilmente simili. È stata una guerra lampo combattuta a suon di promozioni aggressive – ricordate il cashback del 50% offerto da PayPal per i primi acquisti su Perplexity?
Quella non era generosità, era acquisizione utenti pura e dura.
Il vantaggio di Perplexity, per ora, sta nell’essere arrivata un attimo prima con un sistema di checkout integrato veramente fluido. Il lancio delle funzionalità di shopping AI con checkout PayPal ha anticipato mosse simili della concorrenza, permettendo alla piattaforma di posizionarsi come lo strumento “pratico” per eccellenza, mentre ChatGPT viene ancora percepito più come uno strumento creativo o di analisi. Shevel, Chief Officer di Perplexity, ha sottolineato come l’aspettativa degli utenti sia cambiata radicalmente:
I consumatori e i commercianti si aspettano un’esperienza e-commerce migliorata nel panorama dell’IA, che sia al contempo personalizzata e senza interruzioni.
— Shevel, Chief Officer presso Perplexity
C’è però un rovescio della medaglia che non possiamo ignorare. L’attrito nell’acquisto – quei secondi persi a cercare la carta o a confermare l’indirizzo – ha sempre avuto una funzione di “dosso di rallentamento” psicologico. Ci dava il tempo di chiederci: “Mi serve davvero?”.
Rimuovendo ogni barriera, l’Agentic Commerce rischia di trasformarci in consumatori passivi, guidati da algoritmi che conoscono i nostri desideri meglio di noi.
Siamo pronti a fidarci ciecamente di un software non solo per trovare le informazioni, ma per gestire le nostre finanze quotidiane? La comodità è innegabile, la tecnologia è affascinante, ma resta una domanda di fondo.
Quando l’IA fa la spesa per noi, stiamo comprando ciò che vogliamo o ciò che l’algoritmo ha deciso che dovremmo volere?