Amazon ha speso 77 miliardi in un trimestre
Amazon ha registrato un trimestre da record con margine operativo del 13,9%, ma il titolo crolla per gli investimenti da 77,3 miliardi.
Spese in conto capitale a 77,3 miliardi contro 35,1 attesi, free cash flow negativo per 42,4 miliardi.
A una settimana dall’annuncio dei conti, il paradosso è ancora lì. Amazon ha annunciato i risultati del terzo trimestre 2026 con un utile operativo di 28,1 miliardi di dollari e un margine operativo del 13,9%, il più alto mai registrato dall’azienda. Le vendite nette complessive sono aumentate del 12% a 201,9 miliardi di dollari, contro i 180,2 miliardi dello stesso periodo del 2025. AWS è cresciuta del 39,3%, portando il run rate annualizzato a 184 miliardi. Eppure il titolo è crollato di oltre il 6% after hours, secondo CNBC. Come si spiega un trimestre da record che Wall Street punisce?
Il trimestre dei record che non ha convinto
I numeri operativi, presi da soli, sono difficili da attaccare. L’utile operativo di 28,1 miliardi segna il massimo storico per margine, e il flusso di cassa operativo è aumentato del 29% a 168,3 miliardi di dollari negli ultimi dodici mesi, rispetto ai 130,7 miliardi dell’anno precedente. Anche il fronte consumer regge: la quinta stagione di Thursday Night Football su Prime Video ha registrato una media di 17,7 milioni di spettatori nelle prime sei partite, secondo Nielsen, con un aumento del 16% rispetto alla media dell’intera stagione precedente.
Eppure, proprio quando Amazon tocca il massimo storico di redditività, gli investitori scappano. Se i conti sono così buoni, perché il mercato punisce? La risposta va cercata nel lato sbagliato del bilancio.
La scommessa da 77,3 miliardi
Il mercato non guarda l’utile operativo: guarda la cassa che brucia. Nel terzo trimestre le spese in conto capitale sono salite a 77,3 miliardi di dollari, rispetto ai 35,1 miliardi di un anno prima. Gli analisti, secondo FactSet, si aspettavano 58,7 miliardi: Amazon ha speso quasi venti miliardi in più. E non è una voce isolata. Il free cash flow è negativo per 42,4 miliardi di dollari negli ultimi dodici mesi, con una variazione del 386% su base annua. Tradotto: l’azienda che ha appena festeggiato il margine operativo più alto della sua storia sta bruciando liquidità a un ritmo in forte accelerazione.
La crescita di AWS, intanto, è la più alta dal quarto trimestre 2021, secondo CNBC, e accelera per il sesto trimestre consecutivo: nel secondo trimestre del 2026 viaggiava intorno al 37%. Ma la scommessa si vede anche nel portafoglio ordini: il backlog di AWS è di 578 miliardi di dollari, in crescita a tripla cifra su base annua. Amazon non sta semplicemente investendo: sta firmando assegni sempre più grandi per non restare indietro. E ogni assegno, per ora, pesa sulla cassa.
Il punto è che questa scommessa ha un costo competitivo. Mentre Amazon investe per difendere la propria posizione, il conto si allarga e la domanda diventa inevitabile: quanto di questa spesa tornerà davvero indietro, e quando?
Il paradosso della leadership
C’è un dato che rende la scommessa ancora più rischiosa: AWS accelera, ma il suo dominio si restringe. Nel terzo trimestre del 2026, AWS detiene il 26% della quota di mercato globale, in calo dal 29% un anno prima. Google Cloud, nello stesso periodo, è salita al 16% dal 13%. Il leader cresce a doppia cifra e perde tre punti di quota; lo sfidante guadagna esattamente quei tre punti. È il paradosso della leadership: AWS non è in crisi, ma per la prima volta la sua crescita non basta a difendere il perimetro.
E allora la domanda si fa scomoda. Cosa succede quando il leader deve spendere come uno sfidante per non perdere il futuro? Amazon ha scelto di comprare il futuro dell’AI a qualunque prezzo. La domanda che resta è quanto a lungo gli investitori saranno disposti a pagare il conto.