OpenAI ha lanciato un piano ChatGPT Pro da 100 dollari

OpenAI ha lanciato un piano ChatGPT Pro da 100 dollari

OpenAI ha lanciato un nuovo piano ChatGPT Pro da 100 dollari al mese con limiti di utilizzo cinque volte superiori al piano Plus e accesso illimitato a GPT-5.

Il piano offre limiti di utilizzo quintuplicati e un accesso potenziato a Codex per lo sviluppo software.

Immagina di essere a metà di una sessione di debug intensa. Hai trovato il filo del labirinto, il tuo assistente AI sta finalmente producendo codice pulito, e poi — stop. Limite raggiunto. Riprova tra un po’. È una sensazione frustrante, e OpenAI lo sa bene. Per questo, il 9 aprile scorso, ha lanciato un nuovo piano ChatGPT Pro da 100 dollari al mese, inserendolo strategicamente tra il piano Plus da 20 dollari e il Pro da 200 dollari già esistente. Secondo l’analisi di The Next Web, l’obiettivo dichiarato è sfidare direttamente Anthropic, che da tempo propone un’opzione analoga per Claude allo stesso prezzo.

Il Salto in Avanti: I Nuovi Piani Pro

I numeri che OpenAI mette sul tavolo sono concreti. Stando a la documentazione ufficiale di OpenAI, il piano da 100 dollari offre limiti di utilizzo cinque volte superiori rispetto al piano Plus, con accesso illimitato a GPT-5 e ai modelli legacy. Ma la vera novità riguarda Codex, lo strumento di assistenza alla scrittura del codice: per un periodo limitato, il piano da 100 dollari garantisce dieci volte l’utilizzo di Codex rispetto a Plus. Ancora più generoso il piano da 200 dollari, che porta quei limiti a venti volte rispetto a Plus — e fino a venticinque volte per i cosiddetti “Codex 5-hour limits”, ovvero le sessioni di lavoro più lunghe e intensive, anche su progetti paralleli.

C’è anche una promozione di lancio: chi si abbona al piano da 100 dollari ottiene il doppio dell’utilizzo di Codex fino al 31 maggio. Non è un dettaglio secondario. Per chi usa questi strumenti ogni giorno, avere più “fiato” a disposizione cambia davvero la qualità del lavoro. Il contrasto con il piano Plus è netto: passare da 20 a 100 dollari può sembrare un salto brusco, ma se si conta su Codex per progetti seri, il rapporto qualità-prezzo inizia a reggere.

Codice Senza Freni: L’Impatto Pratico

Perché OpenAI punta così tanto su Codex proprio ora? La risposta è nei dati. Secondo la copertura di TechCrunch, più di 3 milioni di persone in tutto il mondo usano Codex ogni settimana. E la crescita è quasi vertiginosa: l’utilizzo è aumentato di cinque volte negli ultimi tre mesi, con una crescita superiore al 70% mese su mese. Sono numeri che raccontano qualcosa di preciso: l’AI applicata alla scrittura del codice non è più una curiosità da sviluppatori sperimentali, è diventata parte del flusso di lavoro quotidiano.

In questo contesto, la scelta di posizionare il nuovo piano come risposta diretta ad Anthropic non è casuale. OpenAI afferma esplicitamente che il confronto con Claude Code è favorevole: «Codex offre maggiore capacità di codifica per dollaro rispetto a Claude Code su tutti i piani a pagamento, con la differenza che emerge più chiaramente durante le sessioni di utilizzo attivo», ha dichiarato un portavoce di OpenAI a TechCrunch. È una sfida diretta, senza giri di parole. Anthropic aveva occupato da tempo quella fascia di prezzo intermedia con Claude Max; adesso OpenAI si presenta con numeri dichiaratamente superiori, almeno sulla carta — e almeno per chi passa molte ore a scrivere o revisionare codice.

Vale la pena sottolineare che “per un tempo limitato” è una formula che ricorre spesso nei dettagli del piano. Le promozioni scadono, i limiti si riassestano. Chi valuta l’abbonamento dovrebbe tenere a mente che i venticinque volte di Codex per il piano da 200 dollari erano già stati confermati solo fino al 31 marzo scorso. Il che significa che alcune delle offerte più generose potrebbero già essere cambiate. Non è pessimismo, è buon senso da consumatore.

La Battaglia dei Colossi: Cosa Ci Riserva il 2026

Ma OpenAI e Anthropic non sono gli unici a giocare questa partita. Secondo l’analisi di Tech Insider, nel 2026 Microsoft Copilot e Google Gemini si contendono il dominio su miliardi di dispositivi con strategie di integrazione profondissime: Copilot è incorporato in Windows 11, Microsoft 365, Edge e Teams; Gemini vive dentro Google Search, Workspace, Android e Chrome. Sono due giganti che non vendono un piano in abbonamento separato, ma si infiltrano negli strumenti che già usiamo ogni giorno. La domanda che resta aperta è: in un mondo in cui l’AI è già ovunque per default, quanto conta ancora la scelta di pagare 100 dollari al mese per avere “di più”?

Il 2026 si annuncia come l’anno in cui gli assistenti AI smettono di essere strumenti opzionali e diventano infrastruttura. Per gli sviluppatori e per chi lavora con il codice intensivamente, piani come questo nuovo ChatGPT Pro possono fare una differenza reale — meno interruzioni, più flusso, meno tempo perso a ricominciare da capo dopo un limite raggiunto. Come si muoverà Anthropic in risposta? E Google, con Gemini già sul telefono di miliardi di persone, sentirà la pressione? Sono domande a cui risponderemo, probabilmente, prima di quanto immaginiamo.

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