DuckDuckGo ha dichiarato guerra agli annunci di YouTube
DuckDuckGo ha attivato di default il blocco degli annunci su YouTube, integrandolo nativamente nel browser per iPhone, Windows e Mac.
Il blocco nativo degli annunci è già attivo su iPhone, Windows e Mac senza necessità di configurazioni
Stai guardando un tutorial su YouTube, magari proprio nel momento in cui finalmente capisci come si fa una certa cosa, e puntuale arriva lui: l’annuncio pubblicitario che non puoi saltare. Cinque, dieci, quindici secondi che sembrano un’eternità. Una scena che chiunque abbia aperto YouTube negli ultimi anni conosce a memoria. Ma da questa settimana, per chi usa il browser DuckDuckGo, quella scena rischia di diventare solo un ricordo: secondo l’annuncio ufficiale pubblicato pochi giorni fa, l’azienda ha dichiarato senza mezzi termini che il suo browser “ora blocca la maggior parte degli annunci video”, inclusi quelli su YouTube.
La parte più interessante, però, è come è stata pensata questa funzione: non serve attivare nulla, non c’è un’impostazione nascosta da scovare in un menu. Il blocco degli annunci di YouTube è già attivo di default per la maggior parte degli utenti iPhone, Windows e Mac. Lo apri e basta. Funziona già.
Dietro le quinte: il blocco nativo e la mossa anti-Google
Per capire la portata di questa novità, bisogna guardare a quello che è successo negli ultimi mesi nel mondo dei browser. Dallo scorso anno, Google ha imposto a Chrome una migrazione tecnica chiamata Manifest V3, che di fatto ha tagliato le gambe a molte estensioni di blocco pubblicitario. A partire dal 24 luglio 2025, come documentano i documenti tecnici di migrazione di Chrome, il vecchio sistema Manifest V2 è stato disabilitato ovunque. Tradotto: strumenti storici come uBlock Origin, che per anni hanno permesso di navigare senza pubblicità invasiva, si sono ritrovati con le mani legate proprio sul browser più usato al mondo. Gli stessi documenti tecnici parlano esplicitamente di come Chrome stia “attivamente limitando le estensioni di blocco degli annunci” attraverso questa transizione.
Ed è qui che la mossa di DuckDuckGo acquista un senso più profondo. Invece di affidarsi a un’estensione di terze parti, sempre più vulnerabile e sempre più difficile da mantenere aggiornata, l’azienda ha deciso di costruire il blocco degli annunci direttamente dentro il browser, come funzione nativa. Non un cerotto, ma una scelta strutturale. E non è un caso isolato: come racconta un articolo di Ghacks pubblicato nei giorni scorsi, DuckDuckGo “ora si unisce a Brave e Opera”, due browser che già da tempo integrano blocchi pubblicitari e anti-tracciamento capaci di eliminare la maggior parte degli annunci di YouTube senza bisogno di estensioni esterne. Il messaggio implicito è chiaro: chi vuole davvero proteggere gli utenti dalla pubblicità invasiva non può più farlo affidandosi al sistema di estensioni di Chrome, deve costruire le proprie difese direttamente nel motore del browser.
C’è poi un altro tassello, meno appariscente ma altrettanto importante: Duck Player, la funzione con cui DuckDuckGo permette di guardare video di YouTube in forma protetta. Secondo quanto riportato in un articolo di ZDNet, questo lettore video integrato blocca i cookie di tracciamento e gli annunci personalizzati imponendo le impostazioni sulla privacy più restrittive previste da YouTube per i video incorporati. In pratica, anche quando guardi un video embeddato in un’altra pagina, DuckDuckGo si assicura che YouTube non ti segua in giro per il web. E secondo le istruzioni ufficiali messe a disposizione dall’azienda, il principio guida è semplice: quando guardi video nel browser DuckDuckGo, su YouTube o altrove, vengono bloccati gli annunci che compaiono prima e durante il video. Nessuna configurazione complicata, nessun clic in più. La domanda ora è: cosa succederà quando Google reagirà a questa mossa?
Il futuro: chi vince la guerra degli annunci?
Con DuckDuckGo che alza la posta, il conflitto tra privacy e pubblicità entra in una fase nuova, e più diretta. Fino a poco tempo fa la battaglia si giocava soprattutto sulle estensioni: chi riusciva a mantenere in vita uBlock Origin nonostante le strette di Chrome, chi si affidava a browser alternativi per bypassare i limiti imposti dall’alto. Ora la partita si sposta un livello più in basso, dentro l’architettura stessa dei browser. Brave, Opera e adesso DuckDuckGo dimostrano che si può competere con Google offrendo qualcosa che Chrome, per ovvi motivi di interesse economico, non offrirà mai di default: un’esperienza priva di pubblicità invasiva, integrata e senza bisogno di installare nulla.
Ma vale la pena farsi una domanda scomoda: un browser che blocca gli annunci di YouTube per definizione toglie introiti pubblicitari a Google, che di YouTube è proprietaria. È immaginabile che la risposta arrivi, prima o poi, magari con nuove restrizioni tecniche o limitazioni ai contenuti embeddati per chi non usa Chrome. Nel frattempo, però, chi cerca un modo concreto per liberarsi della pubblicità invasiva ha oggi un’opzione in più, pronta all’uso, senza dover rincorrere estensioni sempre più fragili.
La palla passa a Google: continuare a limitare i concorrenti attraverso scelte tecniche come Manifest V3, oppure accettare che sempre più utenti vogliono semplicemente un web senza pubblicità invasiva? La scelta, e le sue conseguenze, non sono mai state così concrete.