Salesforce compra Loops per sistemare Tableau
Salesforce acquisisce Loops per 30 milioni di dollari e lo integra in Tableau, comprato per 15,7 miliardi nel 2019.
L’acquisizione da 30 milioni di dollari dovrebbe chiudersi all’inizio del 2027, con tecnologia e talenti di Loops assorbiti dentro Tableau
Quindici miliardi e settecento milioni di dollari per comprare Tableau. Trenta milioni, forse, per farlo funzionare. Secondo l’annuncio ufficiale di Salesforce, nei giorni scorsi l’azienda ha firmato un accordo definitivo per acquisire Loops, una piattaforma di analytics basata sull’AI. Dopo la chiusura, la tecnologia e i talenti specializzati di Loops confluiranno in Tableau. Il comunicato non lo dice, ma i due prezzi messi in fila raccontano una storia che vale la pena guardare da vicino.
Loops, fondata nel 2020 da Tom Laufer e Ido Adiv, fa ciò che Tableau avrebbe dovuto fare da anni: monitora continuamente le performance aziendali, spiega perché i parametri chiave cambiano e indica dove intervenire usando modelli di machine learning. Non è un prodotto da vetrina, è un motore di spiegazioni. Eppure, secondo le stime di Calcalistech, l’operazione varrebbe circa 30 milioni di dollari. Poco, se paragonato ai 15,7 miliardi in azioni che Salesforce ha pagato nel 2019 per l’acquisizione di Tableau Software. All’epoca il comunicato prometteva di unire la piattaforma CRM numero uno al mondo con la piattaforma di analytics numero uno al mondo.
Il paradosso dei trenta milioni
La transazione dovrebbe chiudersi all’inizio di novembre dell’anno fiscale 2027. Se l’integrazione è la risposta ufficiale, conviene chiedersi perché un gigante da miliardi di dollari di fatturato debba ricorrere a una startup di sei anni per aggiungere a Tableau la capacità di spiegare i dati. La risposta di Salesforce è tutta lì, in una parola: integrazione. Ma è una parola che nasconde più di quanto riveli.
Da un lato c’è Tableau, pagata 15,7 miliardi e, stando ai fatti, ancora bisognosa di un intervento esterno per fare ciò che gli utenti si aspettavano. Dall’altro c’è Loops, una realtà da 30 milioni che fa esattamente quel lavoro. I due numeri non sono confrontabili in modo lineare: Tableau era una società quotata con ricavi consolidati, Loops una startup giovane. Ma la sproporzione resta il segnale di una scommessa che finora non ha pagato come promesso. Se Tableau fosse davvero la piattaforma di analytics numero uno, perché comprare una startup per spiegarne i dati? Come può un’operazione così piccola essere il rimedio a una delusione così grande? La risposta ufficiale è, appunto, integrazione.
Il significato nascosto di una ‘tuck-in’
Se l’integrazione è la risposta, conviene guardare cosa viene davvero integrato: non un prodotto, ma un algoritmo che spiega perché i numeri cambiano. Secondo gli analisti Menninger e Donald Farmer, si tratta di un’acquisizione tuck-in in cui tecnologia e brand della startup saranno completamente assorbiti in Tableau. Il marchio Loops scompare. Restano la tecnologia e i cosiddetti talenti specializzati. Ma assorbire un algoritmo non è come assorbire un prodotto: significa che Tableau non ha saputo costruire da sola quella capacità di spiegazione? E se la compra a 30 milioni, quanto era fragile il suo sviluppo interno?
Chi ci guadagna? Salesforce, che spende poco e mostra agli investitori di fare qualcosa per Tableau. Tableau, che riceve in dote un motore di spiegazioni senza doverlo sviluppare. I fondatori di Loops, che incassano un’uscita dopo sei anni. Chi rischia di restare indietro è l’utente: se l’integrazione fallisce o rallenta, il divario con chi ha già lasciato Tableau si allarga.
Intanto, chi Tableau l’ha lasciata non sta a guardare. Golden Analytics, startup fondata dall’ex chief product officer di Tableau Francois Ajenstat, potrebbe rappresentare un’alternativa interessante per gli utenti Tableau insoddisfatti. Il fatto che un ex dirigente abbia scelto di costruire fuori dice più di qualsiasi comunicato. Mentre Salesforce rassicura gli investitori sull’opportunità di rafforzare Tableau, chi conosce la piattaforma dall’interno ha già fondato un’altra strada. La domanda è: gli utenti aspetteranno l’integrazione o seguiranno chi se n’è già andato?
La domanda che Tableau non può più evitare
Con la chiusura prevista per l’inizio di novembre dell’anno fiscale 2027, il tempo per verificare se la promessa verrà mantenuta è breve. Può una startup da 30 milioni salvare un investimento da 15,7 miliardi? E se la risposta è no, quale sarà il prossimo passo di Salesforce?