Snap vuole leggere la tua posta prima di colazione
Snap presenta SPECS Intelligence, assistente AI che accede a Gmail, Slack e calendari: azioni in calo del 9% e dubbi sulla privacy.
Il servizio si collega a Gmail, Slack e calendari, ma gli investitori hanno risposto con un calo del 9%
Alle 8:30 di un martedì qualunque, mentre aspetti il caffè, gli occhiali SPECS ti ricordano che hai una riunione tra dieci minuti, ti riassumono le email non lette su Gmail e ti suggeriscono di rispondere a quel messaggio Slack rimasto in sospeso. Non è fantascienza: è la promessa di SPECS Intelligence, il nuovo servizio AI anticipatorio che Snap ha presentato martedì della scorsa settimana alla Augmented World Expo in California.
Il servizio è progettato per funzionare su iPhone, Mac e sugli stessi occhiali SPECS. Come spiega un’analisi di The Verge, Snap lo presenta come un servizio AI anticipatorio che aiuta a gestire ciò che richiede attenzione oggi, per fare progressi verso obiettivi a lungo termine. E per farlo davvero, il servizio si collega a Gmail, Slack e ai calendari degli utenti, dando a Snap un accesso molto ampio ai dati personali.
Una giornata con gli occhiali che ti anticipano
Immaginala, quella mattina. Gli occhiali non aspettano che tu chieda: ti dicono che c’è una riunione tra dieci minuti, ti fanno scorrere il riassunto delle email importanti, ti indicano il messaggio Slack che merita una risposta. Non devi aprire app, non devi cercare nulla: è l’assistente che viene da te. È questo il cuore della scommessa di Snap: trasformare gli occhiali da semplice display a regista silenzioso delle priorità quotidiane.
A rendere possibile questa scena ci sono i dettagli del lancio, annunciati alla Augmented World Expo. Il pre-ordine è già attivo a $2.195 con un deposito rimborsabile di $200; il bundle con la custodia connessa sale a $2.395. La spedizione è prevista per questo autunno negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Francia. Chi vuole toccare gli occhiali con mano potrà farlo a partire dal 1° ottobre al First Look di Westfield Century City a Los Angeles. Per chi viaggia, c’è la traduzione in tempo reale con sottotitoli nel campo visivo, in 60 lingue.
Ma un assistente che legge Gmail, Slack e calendari apre una questione non banale: quanto siamo disposti a consegnare i nostri dati personali?
Il crollo in borsa e il fantasma del 2017
La domanda non è retorica. Wall Street ha già risposto con un verdetto secco: le azioni di Snap Inc sono scese di circa il 9% dopo l’annuncio alla Augmented World Expo. Gli investitori non hanno festeggiato. E forse hanno buona memoria.
Già nel 2017 Snap ha rivelato perdite di 40 milioni di dollari dovute a “excess inventory” degli occhiali e ordini cancellati. In parole povere: occhiali prodotti in eccesso, magazzini pieni, entusiasmo svanito. L’azienda è già inciampata una volta proprio sugli occhiali. Oggi ci riprova con un prodotto più maturo e un servizio molto più ambizioso, ma il nodo centrale resta lo stesso: la fiducia. Come sottolinea The Verge, l’ostacolo principale all’adozione è la fiducia nei dati.
Non è una questione tecnologica: è una questione di fiducia. Aprire Gmail, Slack e calendari a un assistente significa consegnare la parte più intima della propria giornata lavorativa. E se la storia insegna, il rischio non è produrre occhiali, ma convincere le persone a fidarsi. Il confronto con i rivali dirà se Snap ha davvero imparato la lezione.
La corsa all’assistente anticipatorio è appena iniziata
Se la fiducia è il vero ostacolo, il banco di prova sarà il confronto con chi ha già lanciato servizi simili. Snap non è sola in questa corsa: secondo The Verge, SPECS Intelligence assomiglia ad assistenti AI come Muse di Meta e Spark di Gemini. Meta e Google non staranno a guardare.
Snap ha però alcune carte da giocare. L’azienda ha investito per oltre un decennio nell’intero stack della realtà aumentata e ha depositato più di 7.000 brevetti durante lo sviluppo di SPECS. Non si tratta di un’idea improvvisata, ma di un percorso costruito anno dopo anno.
Cosa tenere d’occhio nei prossimi mesi? Tre elementi: la disponibilità effettiva in autunno negli Stati Uniti, Regno Unito e Francia; l’accoglienza dei primi utenti al First Look di Los Angeles, dove il prodotto incontrerà il pubblico dal vivo; e la sostenibilità del prezzo, perché $2.195 più deposito sono una cifra importante per un oggetto che deve farsi perdonare il 2017.
Riuscirà Snap a trasformare gli occhiali da gadget del passato a strumento indispensabile del presente? La risposta arriverà in autunno, quando i primi SPECS toccheranno il naso dei clienti. La partita non si gioca solo sul prezzo o sulla tecnologia: i prossimi mesi diranno se Snap ha finalmente trovato la ricetta per far indossare il futuro.