L'iPhone 18 Pro è arrivato nei negozi: entusiasmo al Fifth Avenue e un miliardo fermo in fabbrica

L’iPhone 18 Pro è arrivato nei negozi: entusiasmo al Fifth Avenue e un miliardo fermo in fabbrica

iPhone 18 Pro arriva negli Apple Store con entusiasmo, ma una carenza di memoria DRAM blocca wafer A20 Pro per un miliardo di dollari.

Il debutto del nuovo amministratore delegato John Ternus coincide con una carenza di memoria DRAM.

Una fila al Fifth Avenue

Immagina di entrare all’Apple Fifth Avenue, a New York, e di trovare ad accoglierti non un commesso qualsiasi ma John Ternus, Deirdre O’Brien e Greg Joswiak. Non è il riassunto di un comunicato: è quello che è successo lo scorso 18 settembre. Secondo l’annuncio ufficiale di Apple, in quel venerdì sono arrivati negli Apple Store di tutto il mondo iPhone 18 Pro e iPhone 18 Pro Max, Apple Watch Series 12, Apple Watch Ultra 4 e AirPods 5.

Per chi compra, il copione è quello dei lanci migliori: si può andare in negozio, ordinare online su apple.com o passare dall’app Apple Store. Gli Apple Specialists aiutano con Apple Trade In, con il finanziamento tramite Apple Card, con l’aggiornamento annuale di Apple Upgrade e con le offerte degli operatori. Tutto pensato per rendere semplice il passaggio al nuovo dispositivo, anche quando il vecchio resta ancora in mano al cliente.

Non è un dettaglio da poco: vedere i vertici dell’azienda in coda con i clienti, in uno dei negozi simbolo di Apple, dice più di qualunque presentazione su quanto questo passaggio sia sentito.

Ma dietro l’entusiasmo da flagship c’è una domanda scomoda: quei dispositivi sono davvero disponibili per tutti, o stiamo vedendo soltanto la parte migliore della vetrina?

Il collo di bottiglia invisibile

Lasciata la fila del Fifth Avenue, il clamore lascia spazio ai numeri della catena di fornitura. E qui la storia si fa sottile come un wafer di silicio. Stando a un’inchiesta di Culpium, una grave carenza globale di memoria DRAM ha lasciato circa 1 miliardo di dollari di wafer del processore A20 Pro di Apple in attesa di essere impacchettati con la memoria.

Detta in modo semplice: il cervello dei nuovi iPhone, il chip A20 Pro, è già inciso su quei dischi di silicio, ma senza la memoria DRAM da montargli accanto quei wafer non possono diventare chip completi e finire dentro un telefono. È come avere una fabbrica piena di motori già costruiti ma senza le centraline: il pezzo più costoso è pronto, eppure l’auto non esce dalla linea.

Qui arriva il paradosso. Quando sono partiti i preordini, stando a quanto riportato da AppleInsider, mezz’ora dopo l’apertura negli Stati Uniti nessuna configurazione dell’iPhone 18 Pro mostrava ritardi di spedizione. Il consumatore, insomma, non vede il problema. Ma Apple ha un miliardo di dollari di wafer fermi. Quanto può durare questo equilibrio tra una domanda in apparenza tranquilla e una carenza che tocca la memoria?

Il nuovo corso e il prezzo della sfida

Mentre gli scaffali si riempiono, c’è un contesto più ampio da leggere: chi guiderà Apple nelle prossime mosse e a quale prezzo. Il passaggio, annunciato da Apple, è scattato il primo settembre: Tim Cook è diventato presidente esecutivo del consiglio di amministrazione e John Ternus, fino a quel momento responsabile dell’ingegneria hardware, è il nuovo amministratore delegato. Il comunicato di Apple fissava il cambio al 1° settembre. Detto altrimenti: il debutto dell’iPhone 18 Pro è il primo grande lancio sotto la nuova guida.

E sul prezzo la sfida è più diretta che mai. Stando al confronto di PCMag, il Galaxy S26 Ultra di Samsung parte da 1.299,99 dollari per 256 GB di spazio e 12 GB di RAM. L’iPhone 18 Pro Max parte da 1.299 dollari, sempre con 256 GB. Un dollaro di differenza, nemmeno. Non è più solo questione di design o di software: il prossimo anno si giocherà su disponibilità reale e prezzo al centesimo.

Il lettore resta con una domanda aperta: riuscirà la nuova Apple di Ternus a mantenere la promessa di disponibilità senza sacrificare margini o innovazione? La fila al Fifth Avenue è lunga, il collo di bottiglia è invisibile. E il banco di prova, per questa Apple diversa, è appena cominciato.

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