Nvidia, Google e OpenAI stanno chiudendo i cancelli dell'AI

Nvidia, Google e OpenAI stanno chiudendo i cancelli dell’AI

OpenAI, Google e NVIDIA creano un sistema chiuso: l'AI gratuita nasconde una dipendenza da infrastrutture opache e costose.

OpenAI, Google e Nvidia intrecciano software e hardware in un sistema chiuso che trasforma l’accesso in dipendenza

Lo scorso trimestre OpenAI ha appena documentato con orgoglio la crescita esplosiva dell’adozione globale: la rapida diffusione di ChatGPT su ogni continente, spinta da un’offerta che sembra studiata per non lasciare indietro nessuno. I piani Free e Go garantiscono accesso a basso costo, mentre i numeri crescono in ogni latitudine. Eppure, proprio mentre la parola “democratizzazione” riempie i comunicati stampa, le stesse aziende stanno costruendo una dipendenza che ha il sapore amaro del feudo: chi vuole capire cosa succede davvero deve passare dai loro cancelli.

Non è una questione di prezzo, o almeno non soltanto.

È che la struttura su cui poggia questa intelligenza sta diventando un recinto. L’infrastruttura Rockset usata per cercare nelle conversazioni e alimentare i plugin di ChatGPT è parte integrante di un sistema chiuso, descritto come una “componente su misura”. E quando una comunità di ricercatori prova a replicare le valutazioni, si scontra con un muro: la riproduzione delle esecuzioni costerebbe centinaia di migliaia di dollari. I quattro benchmark ufficiali che il convertitore gestisce – MMLU-Pro, GPQA, HLE e GSM8K – esistono, ma la trasparenza è un privilegio che pochi possono permettersi.

Il signore del silicio e la mezzadria del cloud

Il 2026 ha portato una serie di annunci che, letti uno dopo l’altro, compongono un mosaico rivelatore. Google ha presentato le novità AI di Google con un oggetto fisico pensato per stare in casa: il nuovo Google Home Speaker è stato costruito per Gemini. Può gestire richieste multiple, ricordare conversazioni precedenti e fingere di ascoltarci senza mai dimenticare chi comanda. Nel frattempo Android 17 ha previsto il blocco biometrico per il telefono smarrito – una comodità, certo, ma anche un altro tassello di identificazione continua. Gli aggiornamenti Android 17 arriveranno prima sui Pixel e solo dopo, a scaglioni, sugli altri dispositivi idonei nel corso del 2026. E la funzione computer use di Gemini 3.5 Flash permette di costruire agenti personalizzati: un assistente che agisce al posto nostro, dentro un perimetro deciso da altri.

La domanda che nessuno fa è: perché proprio ora? La risposta arriva osservando il lato hardware della catena. NVIDIA ha annunciato il nuovo modello di business NVIDIA per l’accesso al calcolo accelerato: cloud AI possono procurarsi infrastrutture attraverso un meccanismo di condivisione dei ricavi e supporto creditizio. Sembra un’apertura, ma guardiamo meglio: NVIDIA guadagna sia ricavi standard dal prodotto sia una quota dei ricavi cloud sulla capacità supportata. In pratica, il signore del silicio diventa socio occulto di ogni ora di calcolo affittata. Sharon AI e Firmus sono tra le prime aziende a collaborare; Sharon AI sta implementando un cluster di 40.000 GPU Grace Blackwell GB300, mentre Firmus costruisce un campus di Batam in Indonesia da 360 megawatt e fino a 170.000 GPU. Numeri da brividi, che raccontano la nascita di una rendita di posizione su scala planetaria.

Il conto da pagare è la libertà di scegliere

Il copione è lo stesso, declinato per software e hardware: si offre un assaggio, si costruisce un bisogno, poi si detta il prezzo – non in dollari, ma in autonomia. I regolatori europei guardano già a questo schema con sospetto. Il GDPR, nato per proteggere i dati personali, si sta rivelando insufficiente a impedire che interi mercati diventino dipendenti da infrastrutture opache. L’antitrust potrebbe doversi interrogare su un mercato in cui chi vende le pale vanta anche una percentuale sull’oro estratto.

Nel 2026 parlare di “accesso gratuito” all’AI è come accettare un invito in un castello senza porte: puoi entrare, ma non puoi mai veramente uscire.

Se il feudo è digitale, chi scrive le regole?

Mentre OpenAI registra la fedeltà millimetrica degli utenti ai piani di abbonamento e Google trasforma l’altoparlante del salotto in un vassallo di Gemini, NVIDIA incassa la decima su ogni pensiero computazionale altrui. La prossima volta che un’azienda annuncia di “democratizzare” l’intelligenza artificiale, varrebbe la pena chiedersi: con quale autorità, su quale terreno, e per quanto tempo ancora saremo considerati cittadini e non semplici sudditi?

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